Serie D – La trattativa è ormai definitivamente saltata, ma la partita tra Angelo Tinto e la cordata composta da Mario Russo e Denny Lunghi continua. Non più nelle stanze dove, fino a pochi giorni fa, si cercava di trovare un accordo per il passaggio del Sora Calcio, bensì sui social network, dove nelle ultime ore è andato in scena un durissimo botta e risposta che ha infiammato ulteriormente gli animi dei tifosi.
Dopo il nostro articolo pubblicato nella serata di ieri, è stato proprio Angelo Tinto a rompere il silenzio, postando la sua versione dei fatti.
«Dopo un periodo di silenzio adesso parlo io. Martedì scorso avevamo raggiunto un accordo per il trasferimento del titolo a Russo, con la riserva di risolvere la questione del vincolo con il gruppo di Latina. Solo nella giornata di ieri siamo riusciti a risolvere il preliminare con il gruppo Pontino. Prontamente l’avvocato Buonamano entro le 24:00 di ieri ha inoltrato un’e-mail di disponibilità di chiusura salvando il termine perentorio indicato da Russo, ovvero la mezzanotte di ieri. Russo ha iniziato a sfilarsi dalla trattativa, interponendo il suo legale e facendo richiedere documentazione che aveva già visionato con il vecchio socio Cesariello, a conferma di una volontà che man mano veniva meno. In questi quattro-cinque giorni ho altresì saldato tutte le pendenze riguardanti l’iscrizione del titolo, rendendo la situazione più favorevole ai futuri rappresentanti del Sora che a me. Questo ritardo è servito anche per risolvere il preliminare sottoscritto tra il Sora Calcio e il gruppo Pontino. Oltre a defilarsi, Russo da stamattina non ha risposto al telefono e quindi è chiaro ed evidente la mancanza di interesse al trasferimento del titolo. Resto in attesa di nuovi interessati».
Parole che hanno immediatamente acceso il dibattito e alle quali non hanno tardato a replicare Denny Lunghi e Mario Russo.
Lunghi ha respinto punto per punto la ricostruzione dell’attuale patron bianconero, sostenendo che l’intesa fosse stata raggiunta già una settimana fa e che il passaggio di proprietà fosse ormai a un passo. «Angelo Tinto – spiega l’imprenditore ceccanese -, sai bene perché la trattativa è definitivamente saltata. Una settimana fa c’è stato l’accordo totale. All’incontro è venuto anche Mario, per mio conto. Ci siamo detti: “Domattina firmiamo e facciamo il bonifico istantaneo”. Poi sei sparito, Angelo. È seguita una settimana in cui tu hai deciso di non rispondere a Mario e di parlare esclusivamente con me, dicendo a lui che avrebbe dovuto interfacciarsi solo con i tuoi avvocati. Ieri hai cambiato di nuovo le carte in tavola, sostenendo di aver affrontato circa 39 mila euro di spese che, secondo te, dovevano aggiungersi alla cifra già pattuita. Sempre ieri hai rifiutato per tutta la giornata uno scambio di documentazione che avrebbe definito la trattativa portando tutti alle firme e al salvataggio del Sora Calcio. Sai bene che tutto quello che ho scritto è la pura verità. Ho passato la notte a decidere se rispondere o meno ai tuoi commenti, ma a difesa della dignità e della professionalità mia e di Mario Russo ho dovuto farlo. Non continuiamo questo teatrino. Massimo rispetto per la città e per i tifosi: loro sono e resteranno sempre i veri proprietari del Sora Calcio».
Ancora più articolata la replica di Mario Russo, che ha contestato la versione fornita da Tinto, ricostruendo cronologicamente i passaggi della trattativa. Secondo Russo, già martedì scorso le parti avrebbero definito gli appunti dell’accordo che il giorno successivo avrebbero dovuto tradursi in un contratto formale. L’imprenditore sostiene inoltre che Tinto gli avrebbe assicurato personalmente che non esistevano problemi con l’altra cordata interessata al titolo e che, da quel momento, sarebbe però diventato irreperibile per diversi giorni.
Russo ricorda anche le tensioni nate nei giorni successivi, le telefonate rimaste senza risposta, il ruolo dell’avvocato Buonamano nelle comunicazioni tra le parti e l’ultimatum fissato per la mezzanotte di mercoledì. Respinge poi con decisione l’accusa di essersi sfilato dalla trattativa, spiegando che la richiesta di acquisire il DURC e la certificazione aggiornata dell’Agenzia delle Entrate rappresentava una normale verifica preventiva sulla situazione debitoria della società e non un passo indietro rispetto all’accordo.
Nella lunga replica, Russo accusa inoltre Tinto di aver modificato più volte la propria posizione nel corso della trattativa e conclude annunciando definitivamente il proprio ritiro: «Ti auguro una buona asta, ma io mi tiro definitivamente fuori. La trattativa, per quanto mi riguarda, si chiude qui in modo definitivo».
Mentre sui social continua il duro scambio di accuse tra le parti, la vera domanda resta però una sola: quale sarà il futuro del Sora Calcio? Al di là delle reciproche ricostruzioni e delle responsabilità che ciascuno attribuisce all’altro, il tempo continua infatti a scorrere e la scadenza decisiva è ormai dietro l’angolo.
La Lega Nazionale Dilettanti ha fissato infatti dal 3 al 10 luglio, con termine ultimo alle ore 14, la finestra per completare online le iscrizioni al prossimo campionato di Serie D attraverso l’apposito portale federale.
Le società aventi diritto dovranno versare 300 euro di tassa associativa, 16.000 euro di diritti di iscrizione al campionato, 2.000 euro per la Juniores Under 19 e un acconto spese di 3.200 euro. A questi adempimenti si aggiunge la fideiussione bancaria da 31.000 euro, con validità fino al 12 luglio 2027, salvo proroga per i club già in organico.
Pesanti anche le conseguenze previste dalla normativa federale in caso di irregolarità: ritardi negli adempimenti amministrativi comportano sanzioni economiche, mentre eventuali pendenze nei confronti di tesserati o derivanti da lodi arbitrali possono tradursi addirittura in penalizzazioni di due punti in classifica.
Successivamente la Co.Vi.So.D. comunicherà gli esiti delle istruttorie: entro il 14 luglio per le domande di ammissione ed entro il 17 luglio per le iscrizioni ordinarie. Eventuali ricorsi dovranno poi essere presentati entro le scadenze fissate dalla stessa Lega.
Pur volendo prendere in considerazione un azionariato popolare, vista la data odierna – siamo al 26 di giugno – la stessa appare una soluzione poco praticabile, fermo restando la buona volontà di chi sarebbe disposto a rinunciare a dei risparmi per permettere al proprio Sora di continuare a vivere e a far sognare i propri tifosi. Venuto meno l’infausto spettro dello spostamento del titolo nelle mani del Nuovo Latina – almeno questo appare chiaro sebbene, seppur contattati i manager pontini che si stavano occupando di tale operazione, noi non abbiamo ricevuto delucidazioni -, resta l’incognita più grossa di tutte. Quella che Tinto aveva paventato nei suoi comunicati di ieri – cancellati, riapparsi, modificati ecc – in cui chiaramente parla di un “rischio concreto”. Tinto, inoltre, aveva evidenziato di aver ricevuto altre proposte da ulteriori cordate, ma al momento non ci risulta nulla di ufficiale.
La battaglia, dunque, continua. Ma il calendario federale non aspetta nessuno. La città freme ed attende una sola risposta: chi garantirà al Sora Calcio un futuro e la partecipazione al prossimo campionato di Serie D?
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Cristina Lucarelli
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