La complessità della comunicazione nell’era del digitale, la necessità di strumenti di controllo a tutela dei cittadini e l’aggiornamento di giornalisti e operatori del settore nello scenario delle trasformazioni tecnologiche e dei nuovi media: sono alcune delle tematiche trattate in occasione degli Stati Generali della Comunicazione Politica e Istituzionale indetti a Palermo dal CORECOM Sicilia, insieme al coordinamento nazionale dei presidenti dei CORECOM delle Regioni e delle Province autonome, e tenutisi nella mattina di venerdì 26 giugno nella Sala “Piersanti Mattarella” di Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Il CORECOM (Comitato Regionale per le Comunicazioni) è l’organo istituzionale che svolge funzioni di governo, garanzia e controllo del sistema delle comunicazioni a livello locale. Il suo ruolo è duplice: da un lato, rappresenta un organismo indipendente di consulenza e supporto per i Consigli e le Giunte Regionali, dall’altro è contemporaneamente l’organo funzionale territoriale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’AGCOM. L’iniziativa è stata concepita con l’obiettivo di avviare una riflessione, tra addetti ai lavori e non solo, sullo stato dell’arte della comunicazione e sul rapporto tra istituzioni e cittadini sul terreno della corretta informazione e della par condicio.

Il nodo della par condicio e il silenzio elettorale sui social
Proprio quest’ultima è stata oggetto dell’intervento di apertura dei lavori, moderati dalla giornalista Marina Turco, da parte di Andrea Peria Giaconia, presidente del CORECOM Sicilia, che ha evidenziato la necessità di adeguare la Legge 28 del 2000, garante dell’imparzialità e della parità di accesso e trattamento ai mezzi di informazione per tutti i soggetti politici nel corso dei referendum e delle elezioni.
“È datata – ha spiegato – perché dalla sua istituzione sono trascorsi venticinque anni: prima i candidati andavano in piazza a fare campagna elettorale distribuendo facsimile, ora si fa tutto sui social che non sono regolamentati dalla 28/2000”. Il presidente ha rivolto un appello al Parlamento nazionale affinché metta mano alla revisione della legge per evitare qualsiasi discriminazione: basti pensare che, nelle ventiquattr’ore di silenzio elettorale in tv, sui social continuano a circolare appelli al voto. Un’anomalia da sanare a tutela dell’informazione pluralistica, dei cittadini elettori e degli stessi candidati.
Educazione digitale e patentini per le nuove generazioni
Andrea Peria Giaconia ha inoltre illustrato con orgoglio i progetti che il CORECOM Sicilia sta portando avanti insieme alle istituzioni scolastiche del territorio regionale: nel maggio scorso, al Liceo Classico Statale “Giuseppe Garibaldi” di Palermo si è svolta la cerimonia di consegna dei patentini digitali, a conclusione del percorso formativo dedicato all’educazione digitale, alla cittadinanza consapevole online e all’utilizzo responsabile della rete e dei social media. Si tratta di un progetto che rientra nel percorso di media education e che ha coinvolto millecinquecento studenti delle scuole siciliane.
Un’altra azione altrettanto significativa in termini di educazione digitale è rappresentata dall’Abbecedario della Media Education, un volume distribuito gratuitamente nato in collaborazione con l’AGCOM che, in sessantaquattro pagine, fornisce indicazioni per muoversi responsabilmente nel web e tra i social network, prevenendo fenomeni come il cyberbullismo e la violazione della privacy. Il progetto pilota è stato lanciato a Palermo, all’Istituto Comprensivo “Sperone – Sandro Pertini”.
L’importanza della diffusione del sapere digitale nelle scuole è stata rilanciata dal commissario AGCOM Massimiliano Capitanio: “Una priorità, soprattutto tra le nuove generazioni – ha detto – alle prese con la vulnerabilità e i pericoli del web: investire in formazione è fondamentale affinché possano vivere il digitale come un’occasione positiva e non come un rischio”.

Legalità sul web e contrasto all’apologia mafiosa
Sul tema dei rischi legati all’utilizzo distorto dei social è intervenuto anche l’onorevole Antonello Cracolici, presidente della Commissione Antimafia all’ARS, che ha messo in luce come il web rappresenti spesso un terreno su cui si pratica l’apologia di reati e modelli culturali e sociali che strizzano l’occhio alla mafia e che non di rado inneggiano al crimine: meccanismi che nessuna democrazia può accettare e sui quali occorre vigilare, individuando un sistema di regolamentazione adeguato.
Il dibattito e i contributi dei relatori
Gli Stati Generali hanno registrato la partecipazione dei vertici del CORECOM Sicilia: oltre al presidente Andrea Peria Giaconia, anche i componenti del Comitato Salvatore Li Castri, Aldo Mantineo, Ugo Piazza e Luigi Sarullo. Presenti anche l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e l’Assostampa regionale, rispettivamente rappresentati dal consigliere regionale Franco Nuccio e dalla presidente Tiziana Tavella. Al tavolo dei relatori si sono alternati i giornalisti Vincenzo Morgante (direttore di TV2000), l’editorialista de Il Messaggero Mario Ajello e Carmelo Lopapa (redazione politica de La Repubblica).
Il tema della fiducia tra politica e cittadini ha visto il contributo, affidato a un videomessaggio, di Alberto Barachini, sottosegretario di Stato all’Informazione e all’Editoria, che ha espresso un convinto plauso all’iniziativa, funzionale alla crescita sana del Paese. Non sono mancate le riflessioni sui “vantaggi e le insidie” dell’intelligenza artificiale, che, come sottolineato dall’esponente politico, deve essere contemplata in un quadro complessivo di innovazione tecnologica, etica e tutela della democrazia.
Parole in linea con le riflessioni di Nicola Sansalone, vice segretario generale di AGCOM, centrate sul sistema di controlli attuale non in grado di funzionare alla perfezione a causa dell’annullamento dei confini territoriali in atto, “per cui il singolo Paese rischia di rimanere senza una propria marcata sovranità digitale”.
In una simile ottica, la presenza dei CORECOM acquisisce un valore focale. “Sono presidi territoriali autentici e di democrazia – ha osservato il commissario AGCOM Laura Aria – e strumenti di tutela dei diritti dei cittadini: la profonda trasformazione del sistema dell’informazione, determinata dalla digitalizzazione e dall’affermarsi delle piattaforme online, impone alle istituzioni una rinnovata capacità di garantire qualità, pluralismo e affidabilità dell’informazione”.
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Marianna La Barbera
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