Santa Margherita Ligure non vuole limitarsi a ospitare un concorso letterario. Vuole provare a costruire, attorno al giallo e al noir, un festival identitario, riconoscibile, popolare nel senso più alto del termine: capace di parlare agli appassionati di libri, ma anche a chi frequenta cinema, teatro, musica, arte, fotografia, giochi, scuole, biblioteca, commercianti e spazi cittadini.
È questa la scommessa della seconda edizione di Santa in Giallo, in programma dal 20 al 27 settembre 2026 nel Tigullio, in una delle località più note della Riviera ligure, a pochi chilometri da Portofino. Una cornice già di per sé fortemente evocativa: mare, turismo internazionale, storia, eleganza urbana, ma anche una comunità locale che il festival punta a coinvolgere in modo diretto.

Alla Feltrinelli di Genova, in via Ceccardi, sono stati presentati i 30 semifinalisti: 15 romanzi editi e 15 romanzi inediti. Gli elenchi completi dopo la selezione preliminare sono stati pubblicati senza punteggi e senza ordine di classifica. La scelta non è soltanto formale: serve a consentire alla Giuria Popolare di cominciare il proprio lavoro da zero, senza condizionamenti derivanti dalla prima selezione.
Il dato politico-culturale, nel senso più ampio del termine, è che Santa in Giallo prova a diventare un patrimonio della città, sottraendosi alle normali logiche di contrapposizione tra schieramenti in consiglio comunale. L’idea è quella di un festival non “di parte”, ma della comunità: un progetto che, se cresce, può portare ricadute culturali, turistiche, commerciali e d’immagine a tutta Santa Margherita Ligure.
Un riscontro nazionale
La seconda edizione arriva con numeri già importanti: oltre 200 iscritti nelle diverse sezioni, comprese Junior, racconti e ricette in giallo. Ma il dato più interessante riguarda anche l’attenzione esterna. Sui social il festival sta registrando un riscontro molto forte, con migliaia di visualizzazioni e interesse da parte di appassionati, lettori, autori e addetti ai lavori da tutta Italia.
È un segnale da non sottovalutare. Il giallo è uno dei generi più popolari della narrativa contemporanea, ma spesso resta confinato nei circuiti editoriali o nei festival specialistici. Santa in Giallo prova invece a portarlo in strada, nelle vetrine, nelle scuole, nei giochi da tavolo, nelle sale cinematografiche, nei teatri, nei concerti, negli incontri pubblici. Da qui la definizione di festival giallo pop: non un’etichetta leggera, ma un programma culturale preciso.

“Pop” significa accessibile, trasversale, contaminato. Significa che il mistero non resta chiuso nel libro, ma diventa linguaggio comune: una vetrina allestita a tema, una fotografia, una partita a Cluedo, una cena con delitto, un incontro in biblioteca, una rassegna cinematografica, uno spettacolo teatrale, una musica eseguita in città. Il giallo come forma narrativa, ma anche come atmosfera collettiva.
I semifinalisti editi
Il livello dei 15 semifinalisti dei romanzi editi conferma la crescita nazionale del concorso. In gara figurano grandi marchi editoriali e case editrici indipendenti: Rizzoli, Einaudi, Piemme, Longanesi, Guanda, Salani, TEA, Corbaccio, Ponte alle Grazie, SEM, Narrativa Santelli e AltreVoci Edizioni.

Tra i nomi più forti c’è Sandrone Dazieri, in gara con “Uccidi i ricchi”, pubblicato da Rizzoli. Dazieri è uno degli autori più riconosciuti del thriller italiano contemporaneo, creatore di personaggi molto amati come Colomba Caselli e Dante Torre, oltre che scrittore, sceneggiatore e figura di riferimento della narrativa di genere.
Chiara Moscardelli concorre con “Comprensorio Rossolago”, edito da Einaudi. La sua narrativa ha costruito negli anni un’identità molto riconoscibile, mescolando commedia, sentimenti, indagine e personaggi femminili capaci di uscire dagli schemi tradizionali del giallo.
Gian Andrea Cerone, con “La curva dell’oblio” per Guanda, porta nel concorso una delle serie noir italiane più solide degli ultimi anni, quella del commissario Mandelli, ambientata in una Milano cupa, complessa e investigativa.
Giovanni Cocco, autore de “Il mistero della cascata” per Piemme, ha alle spalle un percorso letterario importante: con “La caduta” ha ottenuto il Premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati, ed è coautore di una serie poliziesca già tradotta anche all’estero.
François Morlupi, con “Segnale assente” per Salani, rappresenta una delle voci più interessanti del noir romano contemporaneo. La sua serie dei Cinque di Monteverde ha conquistato lettori e attenzione critica, intrecciando indagine, città, disagio sociale e personaggi corali.
Orso Tosco, in gara con “La controra del Barolo”, pubblicato da Rizzoli, arriva forte del Premio Scerbanenco 2024 ottenuto con “L’ultimo pinguino delle Langhe”. È uno degli autori che hanno rinnovato il giallo italiano attraverso un uso originale dei territori, del paesaggio e dell’ironia noir.
Accanto a loro, Umberto Brindani partecipa con “Senza lasciare traccia”, pubblicato da Piemme. Giornalista di lungo corso, già alla guida di importanti testate nazionali, porta nel thriller la conoscenza del mondo dell’informazione, dei media e delle zone grigie della contemporaneità.
Elisa Bertini è tra i semifinalisti con “Linfa nera”, pubblicato da SEM, titolo che già dal nome richiama una dimensione oscura, naturale e perturbante. Stefano De Bellis ed Edgardo Fiorillo concorrono con “Dove si mangia la nebbia”, edito da Piemme, romanzo che porta in gara una scrittura a quattro mani. Paolo Lanzotti è presente con “Il circolo dei congiurati”, pubblicato da TEA, titolo che rimanda a trame storiche, segreti e società chiuse.
Emilio Martini (pseudonimo delle due sorelle Martignoni) concorre con “La numero uno”, edito da Corbaccio. Marco Phillip Massai è in gara con “Il silenzio del sale”, pubblicato da Narrativa Santelli. Francesca Mautino partecipa con “Tutti conoscono tutti”, edito da Longanesi, titolo che evoca comunità ristrette, rapporti ambigui e segreti condivisi. Claudio Panzavolta è tra i semifinalisti con “Lascia stare i morti”, pubblicato da Ponte alle Grazie. Alessio Piras rappresenta AltreVoci Edizioni con “La morte cancella tutto”.
Il quadro complessivo dimostra che Santa in Giallo non intercetta soltanto autori emergenti, ma anche scrittori già affermati, editori nazionali e realtà indipendenti in crescita.
Biblioteca, scuole e ragazzi
Uno degli aspetti più innovativi è il lavoro sui lettori giovani. Santa in Giallo Junior, diretta da Stella Nosella, si affianca alle attività rivolte alle scuole e ai ragazzi. Tra le iniziative già avviate rientra anche la donazione di libri agli studenti delle scuole medie, realizzata con la collaborazione del Comune e delle case editrici: un gesto concreto per avvicinare i ragazzi alla lettura, non con una predica ma con libri veri, messi nelle loro mani.
La sezione Junior vedrà anche la collaborazione di Armando Traverso, volto storico della televisione per ragazzi e autore e conduttore di Rai Radio Kids. È un altro segnale della volontà di costruire un festival non soltanto per lettori adulti, ma anche per nuove generazioni di lettori.

Centrale sarà anche la Biblioteca Civica A. e A. Vago di Santa Margherita Ligure, in collaborazione con la direttrice Laura Cuoghi. Tra le attività previste figurano un torneo di Cluedo, una apericena con delitto e uno speed booking. Quest’ultimo è una formula semplice e molto efficace: sul modello dello speed date, i partecipanti hanno pochi minuti per presentare un libro, incuriosire gli altri e far nascere nuove letture. È un modo rapido, informale e partecipato per trasformare il consiglio di lettura in un gioco collettivo.


Arte, cinema, musica, teatro
Il festival crescerà anche attraverso filoni collaterali. Santa in Giallo Arte, coordinato da Elisa Serrao, prevede iniziative artistiche, progetti visivi ed eventi collegati alla Galleria Cella Art & Communication. Il concorso fotografico, realizzato con il Fotoclub Avis L’Immagine di Santa Margherita Ligure e con Angelo Sigismondo, allargherà il tema del giallo allo sguardo fotografico.
Le Vetrine in Giallo, affidate a Franco Borlenghi, coinvolgeranno i commercianti, chiamati ad allestire spazi a tema. Anche questo è un passaggio importante: il festival non resta nelle sale degli incontri, ma entra nel tessuto urbano, nelle strade e nell’economia quotidiana della città.

Il Cinema in Giallo porterà al Cinema Centrale una rassegna di film a tema giallo e noir. Il Teatro in Giallo, realizzato in collaborazione con FEF – Festival Eccellenza Femminile, diretto da Consuelo Barilari, svilupperà un percorso tra Camogli e Rapallo, con attenzione anche al tema della violenza di genere e a lavori legati a testi di Dacia Maraini.
La parte musicale sarà coordinata da Donatella Ferraris dell’Accademia del Chiostro, con il coinvolgimento di realtà come Filarmonica Cristoforo Colombo, Santemo Group, maestro Graziano Nardini e scuola di musica diretta dal maestro Fabio Fabbri. Anche qui il principio è chiaro: il giallo diventa atmosfera, non solo genere letterario.
Le tappe della selezione
La Giuria Popolare, composta da 29 lettori legati alla Biblioteca Civica A. e A. Vago di Santa Margherita Ligure e al Club Amici del Libro di Rapallo, valuterà sia i romanzi editi sia gli inediti. A fine luglio si chiuderà la fase di lettura. Il 1° agosto saranno annunciati i 5 finalisti per ciascuna categoria, poi affidati alle due giurie artistiche. Il 1° settembre saranno comunicati i tre romanzi editi e i tre inediti destinati al podio finale, senza indicazione delle posizioni.
La proclamazione avverrà domenica 27 settembre. Per gli editi sono previsti premi in denaro: 1.500 euro al primo classificato, 1.000 al secondo e 500 al terzo. Per gli inediti, il premio è editoriale: pubblicazione con Aporema Edizioni ed Edizioni Panesi. Sono previsti anche premi speciali, tra cui Giuria Popolare, Giuria Tecnica, Direttore artistico, Carriera, Psichiatria & Criminologia e Premio Speciale Social.

Madrina del festival sarà ancora Cecilia Scerbanenco, figlia di Giorgio Scerbanenco, autore decisivo per la nascita del giallo e del noir italiano moderno.
Santa in Giallo, insomma, prova a fare una cosa ambiziosa: usare un genere amatissimo per costruire partecipazione, promozione culturale e identità cittadina. Se la scommessa riuscirà, Santa Margherita Ligure potrà ritagliarsi nel panorama nazionale un ruolo non episodico: quello di capitale ligure, e forse italiana, del giallo pop.

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