dell’Associazione Diritti alla Follia*
Il fatto che la Corte Costituzionale abbia acquisito il contributo dell’Associazione Diritti alla Follia nel giudizio sulla mancata previsione dell’assistenza legale per le persone sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio (TSO), si configura, al di là degli esiti del pronunciamento, come un riconoscimento dell’impegno con cui l’Associazione, sin dalla sua costituzione, si è occupata di tale tema. Pertanto, ben volentieri, ospitiamo la nota diramata da Diritti alla Follia su questo aspetto, e ricordiamo che il pronunciamento della Corte Costituzionale è atteso per il prossimo 6 luglio.
La Consulta acquisisce il contributo dell’Associazione Diritti alla Follia nel giudizio sulla mancata previsione dell’assistenza legale per le persone sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio (TSO).
Il 5 marzo scorso avevamo dato notizia dell’importante Ordinanza con cui il Tribunale di Firenze aveva rimesso alla Corte Costituzionale una nuova questione di legittimità riguardante il trattamento sanitario obbligatorio.
In quell’occasione avevamo evidenziato come il giudice fiorentino avesse individuato una lacuna che la nostra Associazione denuncia da anni: l’assenza, nella procedura di convalida del TSO, di un’effettiva garanzia del diritto di difesa della persona sottoposta al trattamento.
Oggi possiamo comunicare un fatto di particolare rilievo: la Corte Costituzionale ha ammesso l’opinione scritta depositata dall’Associazione Diritti alla Follia nel giudizio di legittimità costituzionale che sarà discusso il 6 luglio 2026.
Si tratta di un passaggio importante non soltanto per la nostra Associazione, ma per tutte le persone che in questi anni hanno sostenuto la necessità di rafforzare le garanzie costituzionali nel trattamento sanitario obbligatorio.
L’istituto dell’amicus curiae consente infatti alla Corte di acquisire contributi provenienti da soggetti portatori di competenze, esperienze e punti di vista utili alla decisione. Con il provvedimento di ammissione, la Consulta ha ritenuto che le argomentazioni sviluppate da Diritti alla Follia possano contribuire all’esame della questione.
La vicenda trae origine dall’Ordinanza del Tribunale di Firenze del 29 dicembre 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 marzo 2026.
Come avevamo già illustrato nel nostro precedente articolo, il Tribunale ha ritenuto costituzionalmente dubbia la disciplina prevista dall’articolo 35 della legge 833 del 1978 nella parte in cui non garantisce adeguatamente il diritto alla difesa della persona sottoposta a TSO.
Secondo il giudice, la normativa non prevede:
- l’informazione alla persona circa la possibilità di nominare un difensore;
- la comunicazione dell’ordinanza sindacale al difensore eventualmente nominato;
- la partecipazione del difensore all’audizione davanti al giudice tutelare;
- la comunicazione del decreto di convalida al difensore.
Si tratta di profili che assumono un rilievo particolare se si considera che il trattamento sanitario obbligatorio comporta una grave compressione della libertà personale e dell’autodeterminazione della persona.
Per Diritti alla Follia questa non è una questione nuova. Fin dalla sua costituzione l’Associazione ha sostenuto che una procedura che consente il ricovero e il trattamento sanitario contro la volontà dell’interessato non possa essere sottratta alle garanzie proprie dello Stato di diritto.
Per questa ragione, nella proposta di riforma del TSO elaborata dall’Associazione ormai molti anni fa, il diritto alla difesa tecnica occupa un ruolo centrale.
Per questa posizione abbiamo ricevuto spesso critiche, ironie e liquidazioni sbrigative. Ci è stato ripetuto che il TSO sarebbe una procedura sanitaria e non una procedura nella quale debbano trovare spazio le garanzie tipiche dei procedimenti che incidono sulla libertà personale.
L’Ordinanza del Tribunale di Firenze dimostra esattamente il contrario e l’ammissione del nostro intervento da parte della Corte Costituzionale rappresenta un ulteriore riconoscimento della serietà di una battaglia che conduciamo da anni.
Naturalmente l’ammissione non anticipa in alcun modo l’esito del giudizio; la Corte deciderà in piena autonomia se accogliere o meno la questione sollevata dal Tribunale di Firenze.
Tuttavia riteniamo significativo che la voce di chi da anni documenta gli effetti concreti delle procedure coercitive in psichiatria possa essere ascoltata nel luogo più alto della giurisdizione costituzionale.
Proprio quando lo Stato esercita il massimo grado di potere sulla libertà individuale, le garanzie devono essere più forti, non più deboli.
Per anni il diritto alla difesa nel TSO è stato considerato un tema marginale. Oggi quella stessa questione è all’esame della Corte costituzionale. Continueremo a seguirne gli sviluppi e a informare i nostri iscritti e sostenitori.
* Il presente testo è già stato pubblicato sul sito dell’Associazione Diritti alla Follia, e viene qui ripreso, con lievi adattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.
Per maggiori informazioni: dirittiallafollia@gmail.com
Per approfondire:
Il precedente articolo di Diritti alla Follia: TSO e diritto di difesa: il Tribunale di Firenze porta alla Corte costituzionale un nodo irrisolto della legge 833, 5 marzo 2026.
L’Ordinanza del Tribunale di Firenze del 29 dicembre 2025 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Corte Costituzionale n. 9 del 4 marzo 2026).
La Sentenza n. 76/2025 della Corte Costituzionale che ha già dichiarato incostituzionali alcune disposizioni della procedura di TSO relative alla notifica degli atti e all’audizione della persona interessata.
La proposta di riforma della procedura di applicazione del TSO elaborata da Diritti alla Follia.
L’articolo di Informare un’h sull’ammissione delle opinioni scritte nel giudizio davanti alla Corte Costituzionale: La Corte Costituzionale ammette i pareri delle Associazioni sull’illegittimità di alcune disposizioni sul TSO, 22 giugno 2026.
Il provvedimento del Presidente della Corte Costituzionale che ammette il contributo di Diritti alla Follia nel presente giudizio del 5 maggio 2026.
L’opinione scritta depositata da Diritti alla Follia e acquisita agli atti del giudizio costituzionale, 23 marzo 2026.
Ultimo aggiornamento il 29 Giugno 2026 da Simona
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Simona
Source link



