25/03/2026 – Near-Surface Mounted (NSM) è una moderna tecnica di applicazione di materiali compositi fibro-rinforzati (Fiber Reinforced Polymers – FRP) usata per il rinforzo di strutture esistenti in cemento armato (c.a.), cemento armato precompresso (c.a.p.) e strutture murarie, al fine di incrementare la resistenza a flessione e taglio.
Questa tecnica consiste nell’inserire lamine o barre di materiale composito FRP all’interno di appositi intagli o scanalature praticati sulla superficie degli elementi da consolidare, precedentemente riempiti con resina epossidica.
Gli NSM rappresentano una delle principali novità della revisione R2/2026 delle istruzioni CNR-DT 200; la revisione è stata pubblicata il 3 febbraio 2026 ed aggiorna il principale documento tecnico italiano per la progettazione, l’esecuzione e il controllo dei rinforzi strutturali con FRP.
È opportuno sottolineare che secondo il CNR-DT 200 R2/2026 la tecnica può essere considerata valida in linea di principio anche per strutture metalliche e in legno, pur non essendo questi casi trattati in dettaglio nelle Istruzioni.
Cosa sono gli FRP
Come abbiamo accennato, gli FRP sono materiali compositi fibrorinforzati ad alte prestazioni, ampiamente impiegati negli interventi di consolidamento e rinforzo strutturale delle costruzioni esistenti.
Sono costituiti dalla combinazione di due fasi principali:
- Il Rinforzo: la parte che conferisce resistenza e rigidezza. Il rinforzo è formato da fibre lunghe e continue, generalmente in carbonio (CFRP), vetro (GFRP), aramide o kevlar (AFRP) o microtrefoli di acciaio (SFRP).
- La Matrice polimerica: rappresenta invece la fase continua che protegge le fibre, assicura la coesione del materiale e consente il trasferimento degli sforzi tra il rinforzo e il supporto. È solitamente di tipo termoindurente, le resine epossidiche sono un esempio di matrice.
Gli FRP si distinguono per estrema leggerezza, elevato rapporto resistenza/peso, facilità di posa e buone proprietà anticorrosive, caratteristiche che li rendono particolarmente adatti negli interventi in cui occorre contenere l’impatto estetico o operare in spazi ristretti.
Possono essere impiegati sotto forma di sistemi preformati, come lamine e barre, oppure come sistemi impregnati in situ, come tessuti e fogli applicati con la tecnica wet lay-up.
NSM, cosa cambia rispetto ai sistemi EBR
Fino alla revisione della CNR-DT 200, le modalità di impiego degli FRP considerate dalle Istruzioni riguardavano esclusivamente i sistemi EBR (Externally Bonded Reinforcement), cioè rinforzi generalmente costituiti da tessuti impregnati in situ o lamine preformate applicati per incollaggio direttamente sulla superficie esterna dell’elemento strutturale da consolidare.
Con la revisione R2/2026, il quadro tecnico si amplia e include anche i sistemi NSM.
Rispetto alla tecnica EBR, la tecnica NSM prevede l’inserimento del composito in scanalature ricavate nel supporto. Da questa diversa configurazione derivano i principali vantaggi del sistema, legati sia alla maggiore protezione del materiale composito dagli agenti esterni sia alla possibilità di ottenere una migliore resistenza al distacco, o debonding in inglese, grazie a un’aderenza più efficace tra il sistema di rinforzo in composito (FRP) e il supporto strutturale su cui è applicato.
Vantaggi della tecnica NSM
La tecnica NSM presenta diversi vantaggi su vari fronti, tutti legati al rapporto che il rinforzo instaura con il supporto.
Sul piano meccanico, uno degli aspetti più interessanti riguarda la migliore aderenza e la possibilità di sviluppare una maggiore capacità di trasferimento degli sforzi.
Un secondo aspetto riguarda il comportamento in presenza di fenomeni di distacco e di instabilità locale, soprattutto nelle strutture murarie. Nelle murature, le tensioni cicliche di trazione e compressione, come quelle indotte dalle azioni sismiche o dalle variazioni termiche, possono degradare in modo significativo l’adesione tra supporto e FRP nei rinforzi applicati esternamente, e che questo effetto può essere mitigato proprio inserendo il rinforzo in scanalature ricavate nella superficie muraria.
Un altro vantaggio è il minore impatto sulle superfici, perché l’inserimento in intagli o scanalature consente di ridurre le porzioni di composito esposte e di limitare l’interferenza con il paramento murario.
Tra i vantaggi della tecnica NSM rientra anche la maggiore protezione dagli agenti esterni. L’esposizione ai raggi UV può provocare fenomeni di infragilimento superficiale ed erosione di alcune resine. La collocazione del rinforzo all’interno del supporto, immerso nella resina di riempimento, offre quindi una protezione intrinseca maggiore rispetto a un sistema EBR completamente esposto sulla superficie.
A questo si aggiunge la riduzione delle tensioni di peeling, che nei sistemi EBR con lamine possono generarsi per effetto della rigidezza flessionale del rinforzo e favorire il distacco all’interfaccia, mentre nel sistema NSM risultano più efficacemente contrastate dal confinamento assicurato dalle pareti dell’intaglio.
Come si esegue la tecnica NSM
La tecnica NSM per il consolidamento con materiali compositi FRP si basa su una sequenza esecutiva precisa.
Nella fase di preparazione si realizzano scanalature longitudinali o trasversali sulla superficie dell’elemento, in calcestruzzo o muratura. Gli intagli devono essere accuratamente puliti e le superfici interne irruvidite mediante scarifica, così da favorire l’adesione.
Successivamente si procede all’inserimento degli elementi di rinforzo, che possono essere barre a sezione circolare o quadra oppure lamine a sezione rettangolare, all’interno delle scanalature preventivamente riempite di resina.
La fase finale richiede che tutta la superficie del rinforzo sia perfettamente a contatto con la resina, evitando vuoti o cavità che potrebbero compromettere il corretto funzionamento del sistema.
→ Nel CNR-DT 200 R2/2026 è interessante la presenza di esempi di progetto, raccolti nell’Appendice H, che mostrano in modo operativo l’applicazione dei rinforzi FRP nelle strutture in calcestruzzo armato.
Le dimensioni minime delle scanalature, in termini di larghezza e profondità, dipendono dalla forma e dalle dimensioni del rinforzo FRP e devono sempre garantire uno spazio minimo per la resina.
In particolare, larghezza e profondità degli intagli devono essere superiori alle dimensioni del rinforzo di almeno 2 mm per lato. Il Documento richiede inoltre il rispetto di specifici limiti geometrici, tra cui spaziatura e distanze dai bordi, ai quali è opportuno rimandare per i dettagli applicativi.
Nelle strutture in calcestruzzo armato o precompresso gli intagli vengono realizzati nel copriferro, mentre nelle strutture murarie è preferibile ricavarli rimuovendo lo spessore dei giunti di malta orizzontali o verticali, così da ridurre l’impatto visivo e migliorare l’efficacia dell’intervento.
NSM, cosa cambia per il progettista
Per il progettista, la conoscenza della tecnica NSM e della sua applicabilità nelle nuove Istruzioni CNR-DT 200 R2/2026 si traduce soprattutto in un ampliamento delle possibilità di intervento e in un approccio più articolato al consolidamento strutturale.
Non si è più vincolati alla sola tecnica EBR, basata sull’incollaggio esterno del rinforzo, ma si può valutare di volta in volta la soluzione più adatta in funzione delle criticità del manufatto, delle condizioni di posa e degli obiettivi del progetto.
Con l’introduzione della tecnica NSM si assiste ad una chiusura coerente del quadro tecnico aggiornato. I professionisti ora hanno uno strumento in più per affrontare anche quei casi in cui l’EBR può risultare meno efficace o meno compatibile, ad esempio per esigenze di contenimento dell’impatto visivo o in interventi di recupero del patrimonio storico artistico.
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Redazione Edilportale
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