Canale Italiana della Rai diventa un caso, Sandro Ruotolo attacca Giampaolo Rossi: “Mancava il sovranista”


La presentazione di Italiana, il nuovo canale Rai dedicato al racconto del territorio e dell’identità del Paese, ha provocato uno scontro politico. Dopo l’annuncio dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il responsabile Informazione del Pd Sandro Ruotolo accusa i vertici dell’azienda di voler trasformare il servizio pubblico in uno strumento di propaganda, parlando di un canale “apertamente sovranista”.


Canale Italiana della Rai, scoppia la polemica politica

La nascita del nuovo canale Italiana, annunciata durante la presentazione dei palinsesti Rai, è già diventata un caso politico.


Come riportato da La Repubblica, il progetto partirà il primo ottobre sul canale 57 del digitale terrestre e punta, nelle intenzioni dell’azienda, a raccontare “l’Italia reale” attraverso i suoi territori, le tradizioni, le produzioni e il patrimonio culturale.


A presentarlo è stato l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, che ha spiegato come il nuovo canale abbia l’obiettivo di “sviluppare una narrazione identitaria” e che possa valorizzare il Paese tramite un linguaggio moderno e una diffusione anche sulle piattaforme digitali.

Sandro Ruotolo attacca Giampaolo Rossi

L’annuncio è arrivato tuttavia in un momento già delicato per la Rai, segnato dalle dimissioni dei rappresentanti delle opposizioni dalla Commissione parlamentare di Vigilanza.

Secondo quanto riferisce sempre Repubblica, il primo ad attaccare il progetto è stato Sandro Ruotolo, responsabile Informazione della segreteria nazionale del Partito Democratico.

Ruotolo ha definito il nuovo canale l’ennesimo tassello di quella che l’opposizione considera una gestione politicizzata del servizio pubblico.

Ruotolo: “Mancava il canale sovranista”

“L’unica cosa che mancava era il canale sovranista”, ha dichiarato Ruotolo, sostenendo che la nascita di Italiana rappresenti “lo scempio che questa destra ha compiuto ai danni del servizio pubblico“.

L’esponente dem ha inoltre ribadito che la Rai, a suo giudizio, dovrebbe garantire pluralismo e indipendenza, anziché contribuire a rafforzare il consenso della maggioranza di governo.

Per Ruotolo, infatti, il servizio pubblico “non nasce per rafforzare il consenso di chi governa, ma per garantire pluralismo, indipendenza e informazione al servizio di tutti i cittadini”.

Lo scontro politico sulla Rai

Le critiche si inseriscono sempre più in uno scontro aperto tra maggioranza e opposizione sulla governance della Rai e sul ruolo dell’informazione pubblica.

Secondo Ruotolo, il calo di consenso dell’esecutivo avrebbe spinto la destra a utilizzare sempre più la televisione pubblica come strumento di comunicazione politica.


L’esponente del Pd ha definito Italiana un canale “apertamente sovranista”, sostenendo che una simile scelta finisca per tradire la missione stessa del servizio pubblico.

Nel suo intervento ha anche richiamato alcune delle figure simbolo della storia della Rai, come Sergio Zavoli ed Enzo Biagi, affermando che la televisione pubblica dovrebbe continuare a essere un presidio di democrazia, autonomia e libertà e non diventare “la televisione del governo di turno”.


Cosa prevede il canale Italiana

Dal canto suo, Rossi ha illustrato un progetto con finalità molto diverse. Come ricostruisce La Repubblica, Italiana nascerà con un primo format pilota intitolato “Territorio” e utilizzerà in larga parte il patrimonio degli archivi Rai, insieme a nuovi contenuti dedicati alle comunità locali.

L’idea è costruire una programmazione che racconti persone, paesaggi, artigianato, imprese, made in Italy, borghi e trasformazioni sociali attraverso un linguaggio definito “crossmediale”.

Il progetto non si limiterà infatti alla programmazione televisiva tradizionale, ma punterà anche su RaiPlay e sui social network, coinvolgendo influencer e nuovi strumenti di comunicazione per ampliare la diffusione dei contenuti.

Per Rossi si tratta di una proposta editoriale in grado di valorizzare la ricchezza del territorio nazionale con un’identità riconoscibile e moderna.

Ma proprio il riferimento alla “narrazione identitaria” è diventato il principale terreno di scontro politico, trasformando il nuovo canale in un caso ancora prima del suo debutto in televisione.




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ANSA




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