A Palermo il cuore di controllo delle attività criminali



Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.


Nella consapevolezza di aver raccolto prove di assoluta concretezza e nel tentativo di migliorare, ulteriormente, gli esiti investigativi, si decideva di astenersi dal proseguire i servizi di osservazione, controllo e pedinamento, limitandoli al minimo delle necessita’, per evitare che gli stessi, per le loro peculiarita’, potessero esser causa di “irritazione” dei personaggi d’interesse.

Per meglio comprendere l’importanza degli argomenti trattati, e` opportuno riferire a questo punto l’esito degli accertamenti esperiti in relazione alle risultanze acquisite, anche per le implicazioni che essi comporteranno nelle attivita’ successive.

Con nota nr. 2608/8 datata 09.07.1990, la 2^ Sezione del Nucleo Operativo CC. di Palermo richiedeva alla S.I.R.A.P., nella persona del consigliere delegato, ing. Antonino CIARAVINO, copia di tutta la documentazione utile comunque attinente le attivita’ della societa’ per la costruzione delle aree attrezzate per le piccole e medie imprese e le imprese artigiane ed industriali in Sicilia.


Il controllo del materiale ottenuto, forniva precise conferme ad ogni singola ipotesi di lavoro.

Sulla G.U.R.S. del 29 luglio 1989, veniva pubblicato, dalla SIRAP, l’avviso di licitazione privata per l’appalto dei lavori di completamento infrastrutturale dell’area mista della Madonnuzza in Petralia Soprana.

Il 30 ottobre 1989, alle ore 13.50, veniva esperita la gara, presso la sede palermitana della societa’. Alla presenza del notaio Anna Maria Siciliano, dell’ing. Antonino Ciaravino, presidente della giuria della licitazione privata dell’appalto di cui sopra, per un importo di L. 26.190.472.000, finanziato ai sensi della legge 64/1986, e dei componenti la giuria:

– dott. Carmelo Piccarella, componente del consiglio d’amministrazione SIRAP;

– arch. Raffaele Fornaro, funzionario Ufficio Tecnico della SIRAP;


– ing. Maurizio Muscoloni, funzionario Ufficio Tecnico SIRAP;

– ing. Gaspare Barbaro, direttore dei lavori;

– ing. Stefano Tumbiolo, dirigente tecnico C.T.A.R.;

– dr. Aldo Greco, dirigente Assessorato Cooperazione.

Per la gara pervenivano cinque offerte su trenta societa’ prequalificate ed invitate a partecipare.


La “Tor di Valle S.p.A.” veniva esclusa dalla competizione per la mancanza di una dichiarazione richiesta all’ultimo capoverso della pagina 4 della lettera d’invito.

Questo testualmente recita: “La Societa’ appaltante, per ragioni inerenti a finanziamento dell’opera, si riserva la facolta’ di procedere alla consegna dei lavori sotto le riserve di legge contestualmente all’aggiudicazione provvisoria dei lavori e di richiedere l’immediato inizio dei lavori. In tal senso l’impresa concorrente dovra’ rilasciare apposita dichiarazione di accettazione della presente clausola”.

Dopo l’apertura delle buste, la gara, per un importo complessivo di L. 26.190.472.000 veniva aggiudicata al raggruppamento d’imprese Cataldo FARINELLA S.p.A. con sede in Gangi (PA) e SIINO Costruzioni s.r.l. con sede in San Giuseppe Jato (PA).

Alla luce di tali risultanze appare quasi inutile qualsiasi commento.

Questa gara, anche per “esigenze d’immagine”, non poteva essere assegnata ad altra impresa. Era necessario che tutto il programma venisse rispettato; la credibilita’ di un’intera organizzazione era in gioco.


Le conversazioni telefoniche intercettate avevano fornito, pero’, ulteriori spunti investigativi. Il geometra Li Pera, nel suo preliminare contatto con l’ing. ZITO, aveva premesso che un eventuale ricorso della “Tor di Valle” avrebbe inficiato la gara di Petralia Soprana e tutte le altre. In pratica, se la “Tor di Valle” avesse fatto ricorso contro il bando di gara e, soprattutto, contro la lettera d’invito della S.I.R.A.P., tutte le altre gare avrebbero subito le stesse conseguenze, perche’ “…su questo lavoro, pero’, questi qui erano tutti lavori che noi abbiamo organizzato, tanto e’ vero che in quell’errore sono caduti altri che sapevano che ci sarebbe stato quello proprio che succede, se tu vai avanti nella tua…nel tuo nel tuo contenzioso fai cadere non solo questo, ma anche tutti gli altri e quindi….si crea un vespaio tale per cui tu in pratica, qui, e’ difficile che puoi lavorare ancora…” (vds.all.nr.23).

Effettivamente la S.I.R.A.P. aveva avuto dalla Regione Siciliana l’incarico di gestire mille miliardi, in vario modo finanziati, per la costruzione di venti aree attrezzate per importi di circa cinquanta miliardi cadauna. Questi sono, indiscutibilmente, i mille miliardi che il gruppo Siino ha ancora da giocarsi e conferma indiretta la da` lo stesso ingegnere Zito, quando rivolgendosi al dott. Catti, gli dice che e’ bene adeguarsi alle richieste ricevute e che comunque le promesse fatte “… direi che lo possiamo verificare subito con la gara successiva…”.

Per quanto sopra, si procedeva ad intercettazione telefonica sulle utenze in uso alla S.I.R.A.P., sul cui esito si tornera’ in seguito.

E`, solo, da aggiungere che nel corso di servizi di osservazione e pedinamento a carico del Siino Angelo, questi veniva notato recarsi presso la sede di via Mariano Stabile della societa’, al nr.160, dove poco dopo giungeva anche il Li Pera Giuseppe, per incontrarsi con il consigliere delegato Antonino Ciaravino e con alcuni esponenti del mondo politico ed imprenditoriale palermitano, cosi` come si evinceva da alcune telefonate intercettate nel corso di apposito servizio, sulle utenze intestate alla SIRAP e di cui si fara` cenno nell’elaborato suddetto, a seguito di quello nr.2608/7 del 02/07/1990 diretto a Codesta Procura della Repubblica.

Sulla base degli elementi raccolti e sopra indicati, si riteneva opportuno allargare l’orizzonte delle investigazioni, per l’individuazione completa degli altri componenti dell’organizzazione criminale.


In tale ottica, con decreto nr. 75/89 ITF datato 21.12.1989, dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, dr. Leonardo Guarnotta, veniva iniziato servizio di intercettazione telefonica sull’utenza nr. 0934/45146 in uso alla sede di Caltanissetta della societa’ “Rizzani de Eccher S.p.A.” di Udine e su quella nr. 0921/22027 intestata alla “Ponti e Viadotti S.p.A.” di Milano, con sede in Cefalu’ e controllata quasi per intero dalla “Rizzani de Eccher S.p.A.”.

Non risultando utile al prosieguo delle indagini, in data 17/01/1990, veniva revocato il decreto per la parte riguardante la “Ponti e Viadotti S.p.A.”.

Con nota 2608/1 del 07.02.1990, indirizzata al dr. Leonardo Guanotta e ai Sostituti Procuratori della Repubblica dr. Guido Lo Forte e Giuseppe Pignatone, la 2^ Sezione CC. del Nucleo Operativo del Gruppo CC. di Palermo I segnalava l’esistenza di “… autonome investigazioni di polizia giudiziaria a carico di alcuni soggetti. In tale contesto, dalle intercettazioni telefoniche, autorizzate dal G.I. dr. Leonardo Guarnotta, e da altri accertamenti di p.g., emergono elementi per ritenere fondatamente che – con centro in Palermo – e’ stata ideata e costituita una organizzazione di tipo mafioso volta ad acquisire la gestione o comunque il controllo di attivita’ economiche, concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici.

Tanto si riferisce, anche a norma dell’ art. 347 nuovo codice di procedura penale a codesta Procura della Repubblica, richiedendo l’autorizzazione all’ intercettazione telefonica…”

Sulla scorta di tali elementi, la locale Procura della Repubblica emetteva decreto, nr. 38/90 Int. datato 07.02.1990, con il quale autorizzava l’intercettazione telefonica delle utenze:


– 091/6166031 intestata al consorzio C.E.M.P.E.S.;

– 0934/45146 intestata alla Rizzani de Eccher e di altre di cui si parlera’ successivamente.

Il nuovo servizio, che sin dalle prime battute si rivelava estremamente interessante e positivo, permetteva di acquisire ulteriori e probanti elementi dimostrativi dell’esistenza dell’organizzazione criminale.

L’11.01.1990 alle ore 18.18, il geometra Li Pera chiamava lo 0922/591218 intestato all’impresa “IAGI S.p.a.” con sede in Agrigento strada provinciale nr.15, e chiedendo del rag. Gulizia ed, in sua assenza, conversa con il rag. Mendola.

l. Li Pera m.= Mendola


– omissis –

l. …ho capito. Senti io ho visto don Peppino a Palermo, ecco, eravamo rimasti che ci saremmo sentiti per domani, no per domani, per sabato mattina. Io ho anche del le novita’ perche’ hanno svincolato i primi 2600 miliardi sulla…quello stralcio terzo…terzo annualita’ della 64 che praticamente era quella dove noi avremmo potuto fare entrare quel progetto che tu sai..

m. ho capito…

l. quindi…diciamo queste sono fresche perche’ me l’hanno dato ieri, queste informazioni. Poi c’era quel problema che io ho parlato che invece lui ha parlato con me… quindi sono tre problemi, pero’…io sono super incasinato sabato mattina perche’ domani vado a Messina e torno tardi.. quindi…neanche a parlarne

m. io domani non ci sono neppure…


l. esatto…sabato mattina lui diceva che molto probabilmente doveva venire verso Caltanissetta…

– omissis – (vds.all.nr. 30).

Solo alcuni giorni dopo la telefonata gli organi di stampa nazionale divulgavano la notizia della disponibilita’ di ingenti somme da utilizzare nell’ambito dei programmi legislativi a favore del Mezzogiorno. La capacita’ d’infiltrazione nelle strutture della Pubblica Amministrazione si manifestava nelle sue elevate potenzialita’, cosi come si avra’ modo di dimostrare molto piu` completamente in seguito.

Il geometra Gulizia, evedentemente interessato allo sfruttamento dell’iniziativa legislativa, veniva identificato in GULIZIA Giuseppe, nato a Porto Empedocle (AG) il 25.03.1958, amministratore unico della “IAGI S.p.A.” societa’ “costituita allo scopo di esercitare l’industria edilizia e quant’altro previsto dall’art. 4 dello statuto sociale”.

Che il geometra Li Pera svolgesse un ruolo di intermediazione, quasi fosse addetto ai contatti con “l’esterno” nell’organizzazione, risultava anche dalla conversazione delle ore 18.49 dell’11.01.1990, intervenuta sull’utenza della Rizzani. Li Pera chiamava lo 0934/959083, intestato alla COFAPI s.r.l. con sede in via S.Croce nr. 1 Campofranco (CL), chiedendo del geometra Falletta, assente in quel momento e conversa con altra persona dell’impresa.


l. Li Perau. = Uomo

– omissis –

l. illustre, pronto?

u. pronto?

l. come andiamo illustre?


u. benissimo, tu?

l. eh…mi fa piacere, non posso dire benissimo, ma bene

u. e’ un po’ malsucatiddru….

l. come va la vita?

u. … – incomprensibile -quella strada di Mussomeli c’e’ rimasta nel gozzo…


l. eh ma….nella vita bisogna prendersela anche con una certa

u. in maniera allegra…

l. ma certa noscialance….no eh…e del resto li’ c’erano cose che poi ho saputo… va bene geometra. ingegnere..io la chiamavo per questo…gia’ hanno messo in moto quel discorso di quelle offerte di pezzi di ricambio a Roma…

u. si…me l’aveva detto l’avvocato e poi doveva…

l. senti..nella settimana entrante dice…si questi diciamo i pezzi di ricambio locali, mentre quelli di sopra gia’ ci siamo messi in moto ieri…


u. ah…

l. anche per quel pezzo di ricambio che diceva lui che era quasi difficle ecc.ecc. abbiamo trovato il sistema, gia’ da li’ ecc.ecc. perfetto, quindi tutte e due quelle quelli…che ce n’era uno da vicino pure…

u. va bene. Se c’e’ qualche pezzo da vedere se e’ buono..

l. ci dobbiamo andare…

u. l’avvocato e’ a disposizione…


l. no no ma ci dobbiamo andare…quelli…

u. loro a Roma…rientrano pero’ stasera…

l. va bene…non ha importanza ingegnere…voglio dire quelli che abbiamo detto facciamo assieme, che cerchiamo assieme…li cerchiamo qua’ e compagnia bella…quello li…siccome c’era un po’ di difficolta’..

u. perfetto…

l. e Claudio ha sistemato per vie traverse…quindi anche quello diciamo che era l’unico dubbio…io pero’ la chiamavo per un’altra cosa ingegnere…io avrei bisogno disperatamente di quel geometra…


u. di quel geometra che rientrava oggi o domani ora…ora richiamo…

– omissis – in quanto la telefonata continua circa la necessita’ del Li Pera di assumere un geometra di buone qualita’ e che, soprattutto, sia una persona di fiducia, In cio’ chiede aiuto al suo interlocutore che gli dovrebbe mandare qualcuno in prova. (vds.all.nr.31).

Nel corso della conversazione si poteva identificare, perche’ nominatolo direttamente, l’interlocutore del Li Pera nell’ing. PICONE CHIODO Luigi, nato a Racalmuto (RG) il 03.10.1953, residente ad Agrigento in via Papa Giovanni XXIII nr. 94, socio fondatore della COFAPI s.r.l. unitamente ad altro personaggio, che si rivelera’ di estremo interesse operativo, FALLETTA Alfredo nato a Campofranco (CL) il 12.06.1950, ivi residente in piazza Vittorio Veneto nr. 1, imprenditore.

I due sopra nominati, nello svolgersi successivo delle indagini si dimostreranno parte organica dell’associazione mafiosa tesa al controllo dei pubblici appalti.

Dalla conversazione telefonica si comprendeva l’uso di un linguaggio cifrato “…i pezzi di ricambio…”, linguaggio che per le sue stesse connotazioni si evidenziava proprio come tale e comunque riferito, inequivocabilmente, a gare d’appalto per lavori pubblici.


“…hanno gia’ messo in moto il discorso di quelle offerte di pezzi di ricambio a Roma…” e’ la conferma che il discorso verte sulle decisioni legislative di cui si accennava nella precedente telefonata e inerente lo svincolo di ingenti somme nell’ambito della legge 64. “…anche per quel pezzo di ricambio che diceva lui che era quasi difficile…ecc.ecc.abbiamo trovato il sistema…”: e’ difficile manovrare l’aggiudicazione di gare o l’imposizione di progetti.

L’avvocato “a disposizione” per l’esecuzione di tali illeciti propositi, veniva identificato nel professionista SCICHILONE Aldo, nato a Butera (RG) il 04.02.1952, residente a Caltanissetta in via Don Minzoni nr.191, titolare di quote sociali della COFAPI s.r.l. dal 1989.

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