La “Governance Poll 2026” segna due traiettorie opposte: Marco Bucci è terzultimo tra i presidenti di Regione, con consenso in calo, mentre Silvia Salis entra nella classifica dei sindaci con un dato in crescita rispetto alle urne

Il sondaggio sulla fiducia negli amministratori locali cambia il racconto politico tra Liguria e Genova. Nella “Governance Poll 2026”, realizzata da Noto Sondaggi per “Il Sole 24 Ore”, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci finisce nella parte bassa della classifica dei governatori, mentre la sindaca di Genova Silvia Salis debutta tra i primi cittadini con un consenso superiore a quello ottenuto al momento dell’elezione. Due dati che, letti insieme, pesano più della semplice graduatoria: da una parte la Regione guidata dal centrodestra mostra un arretramento del suo presidente, dall’altra il Comune di Genova registra un primo segnale positivo per la nuova amministrazione.

Marco Bucci si colloca al sedicesimo posto su diciotto presidenti di Regione, con un gradimento del 45 per cento. Il dato è in calo di 3,8 punti rispetto al consenso ottenuto alle elezioni regionali del 2024. È questo l’elemento politicamente più delicato: un presidente eletto da relativamente poco tempo, invece di beneficiare dell’inerzia positiva del voto, perde terreno. Nella classifica dei governatori, il vertice è occupato da Antonio Decaro, presidente della Puglia, con il 66 per cento, seguito da Alberto Stefani, presidente del Veneto, con il 65 per cento, e da Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, con il 64 per cento. Il confronto rende più netto il posizionamento ligure: Marco Bucci resta lontano dai presidenti più apprezzati e, soprattutto, è ultimo tra i governatori del Nord.

Il quadro è diverso per Genova. Silvia Salis entra nella classifica dei sindaci al trentatreesimo posto, con il 55 per cento di gradimento, in crescita di 3,5 punti rispetto al risultato elettorale. È lo stesso livello attribuito al sindaco di Torino Stefano Lo Russo, anche lui al 55 per cento, sebbene con una dinamica diversa perché in calo rispetto alle urne ma in recupero rispetto alla precedente rilevazione. Nella graduatoria dei primi cittadini guida Sara Funaro, sindaca di Firenze, prima donna a conquistare il vertice della classifica, con il 66 per cento. Seguono Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, con il 65 per cento, e Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, con il 64 per cento.
La fotografia del Sole 24 Ore arriva da un’indagine condotta tra aprile e giugno 2026 su 92 Comuni capoluogo di provincia e sulle Regioni a elezione diretta. Sono stati esclusi i Comuni sciolti o quelli in cui si è votato nel 2026 senza riconferma del sindaco uscente. Le interviste sono state realizzate con modalità telefonica e online, su campioni di mille persone per ogni Regione e di 600 elettori per ogni Comune, articolati per genere, età e area di residenza.
Il risultato ligure ha subito acceso lo scontro politico. Per il gruppo regionale del Partito Democratico, il dato su Marco Bucci non è un incidente statistico ma il segnale di una difficoltà già visibile nel rapporto tra Regione e cittadini. Il capogruppo Armando Sanna parla di «ascesa e caduta» e lega il calo di consenso alla distanza tra la narrazione del presidente-manager e i problemi quotidiani della Liguria. Secondo Armando Sanna, il terzultimo posto indica che la fase degli slogan non basta più, soprattutto davanti a sanità in difficoltà, liste d’attesa, pronto soccorso sotto pressione, infrastrutture promesse e problemi ancora aperti.
Sulla stessa linea il segretario regionale del PD, Davide Natale, che interpreta il sedicesimo posto di Marco Bucci come una bocciatura politica di un anno e mezzo di governo regionale. Per Davide Natale, il dato conferma la distanza tra annunci e risultati concreti su sanità, infrastrutture, trasporto pubblico e aree interne. Il segretario dem sottolinea anche un aspetto territoriale: il presidente ligure non solo è terzultimo nella classifica nazionale dei governatori, ma resta l’ultimo tra quelli del Nord, lontano dai livelli di consenso registrati in altre Regioni settentrionali.
La contrapposizione con Genova diventa inevitabile. Silvia Salis, che guida la città dopo aver vinto le elezioni comunali, non è sul podio nazionale, ma il suo dato ha un valore politico preciso: cresce rispetto al voto. In una fase in cui il Comune è ancora all’inizio del mandato e deve misurarsi con dossier complessi, dalla sicurezza urbana alla mobilità, dal bilancio ai grandi cantieri, la sindaca ottiene una prima conferma nel rapporto con l’opinione pubblica. Il 55 per cento non è un plebiscito, ma è una base solida per un’amministrazione appena insediata e, soprattutto, racconta un movimento opposto rispetto a quello del presidente della Regione.
La Liguria, quindi, esce dalla “Governance Poll 2026” con una doppia immagine. A livello regionale, Marco Bucci paga un arretramento che appare tanto più pesante perché arriva dopo anni in cui la sua figura era stata costruita come simbolo di efficienza amministrativa e capacità decisionale. A livello comunale, Silvia Salis capitalizza invece una fase iniziale favorevole, con un consenso che cresce rispetto alle urne e la colloca nella fascia intermedia della graduatoria nazionale dei sindaci.
Il dato politico non sta soltanto nei numeri, ma nella direzione. Marco Bucci scende, Silvia Salis sale. La Regione appare più esposta al giudizio negativo su problemi strutturali che toccano la vita quotidiana dei liguri, in particolare sanità, trasporti e infrastrutture. Genova, invece, beneficia almeno per ora di una fiducia iniziale che premia il cambio di amministrazione e lascia aperta una finestra di aspettativa. La classifica non decide da sola il destino politico di nessuno, ma misura un clima. E il clima, oggi, dice che il baricentro del consenso tra Liguria e capoluogo non è più quello di prima.
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