Nuovo umanesimo urbano, la proposta del CNAPPC



26/03/2026 – La rigenerazione urbana torna al centro del dibattito nazionale e si intreccia con il percorso legislativo in corso al Senato.

A rilanciare il tema è il CNAPPC, che a Roma, nella conferenza internazionale “Nuovi paradigmi della vita urbana: prossimità, benessere nelle città e nei territori”, richiama il tema delle città più umane, resilienti e vivibili e lo collega al testo sulla rigenerazione urbana attualmente all’esame del Senato.

Per il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, la trasformazione dello spazio costruito passa attraverso un modello di sviluppo urbano fondato su prossimità, coesione sociale, sostenibilità e qualità della vita.

È in questa cornice che il presidente del CNAPPC, Massimo Crusi, definisce la rigenerazione urbana “la strada verso un nuovo umanesimo”, richiamando il ruolo del progetto nel miglioramento delle condizioni di vita delle persone e delle comunità.
 


Il riferimento è al testo unificato in Senato

La conferenza romana si colloca esplicitamente a sostegno della legge sulla rigenerazione urbana che, come ricorda lo stesso CNAPPC, è all’esame del Parlamento. Nella lettura proposta dal Consiglio Nazionale, il testo unificato sui disegni di legge in materia punta a favorire il recupero e la riqualificazione del patrimonio immobiliare urbano, orientando le politiche verso il riuso dell’esistente e il contenimento del consumo di suolo.

Il richiamo del CNAPPC riguarda precisamente il testo unificato dei disegni di legge all’esame del Senato.

Si tratta di proposte che affrontano, da diverse angolazioni, i principali temi della rigenerazione urbana: il recupero di aree ed edifici degradati, il riuso del patrimonio esistente, l’uso sostenibile del territorio, la riduzione del consumo di suolo, la qualità dell’abitare, la resilienza climatica, i servizi e la mobilità.

Tra gli obiettivi richiamati dal Consiglio Nazionale figurano il recupero delle aree compromesse, il contenimento del consumo di suolo in coerenza con il traguardo europeo del consumo netto di suolo pari a zero entro il 2050, l’introduzione di una governance nazionale con un Piano per la rigenerazione urbana e criteri per l’allocazione delle risorse, oltre alla previsione di incentivi economici e fiscali e al rafforzamento dei processi partecipativi.

Nella stessa direzione si muovono anche le previsioni del ddl che collegano la rigenerazione urbana al miglioramento della permeabilità dei suoli, alla mitigazione climatica, alla sicurezza sismica, all’efficientamento energetico e alla mobilità sostenibile. Il quadro delineato dal testo unificato amplia quindi il perimetro della rigenerazione urbana e la inserisce in una politica che coinvolge assetto del territorio, qualità ambientale e organizzazione dei servizi.
 


 

Rigenerazione urbana: qualità dell’architettura e qualità della vita

Per Massimo Crusi, la rigenerazione urbana rappresenta uno degli assi delle politiche del CNAPPC perché mette in relazione qualità dell’architettura, qualità della vita e sviluppo sostenibile. In questa impostazione, il progetto viene letto come strumento capace di incidere sull’organizzazione dello spazio urbano, sull’accessibilità ai servizi, sulla vivibilità dei quartieri e sulla capacità delle città di rispondere alle trasformazioni sociali, ambientali ed economiche.

Accanto a Crusi, anche Giuseppe Cappochin, responsabile del Dipartimento Riforma urbanistica e futuro delle città del CNAPPC, richiama la necessità di un approccio olistico. La rigenerazione urbana, osserva, coinvolge una pluralità di valutazioni e di soggetti e richiede di tenere insieme aspetti urbanistici, ambientali, sociali ed economici. In questa prospettiva, attrattività e valore aggiunto di città e territori dipendono dalla capacità di governare la complessità e di costruire interventi coerenti con i bisogni delle comunità.
 

Rigenerazione urbana: prossimità, ritmi urbani ed economia locale

La conferenza romana lega il tema della legge a una riflessione più ampia sui nuovi modelli urbani e concetti, come prossimità, ritmi urbani, adattamento climatico, natura urbana, città digitale ed economia locale.

In questo quadro si inserisce il contributo di Carlos Moreno, presidente del Comitato scientifico del CNAPPC e teorico della città dei 15 minuti, sul rapporto tra tempo, vita e prossimità.


La sua impostazione propone una lettura della rigenerazione urbana come leva per generare effetti positivi sul piano ecologico, economico e sociale, all’interno di un modello che valorizza il bene comune e punta a città intelligenti, eque e sostenibili.

Il tema della prossimità assume così anche un valore operativo. È un criterio che dialoga con il contenuto della normativa in discussione, laddove il testo richiama l’integrazione tra residenze, attività economiche, servizi pubblici e commerciali, spazi per il lavoro, attrezzature per il tempo libero e percorsi di mobilità collettiva, ciclabile e pedonale.

In questo quadro, la qualità della vita urbana viene collegata alla possibilità di accedere più facilmente ai servizi e di ricostruire relazioni più strette tra funzioni urbane, tempi di vita e organizzazione dello spazio.

Per il CNAPPC la legge per la rigenerazione urbana resta un punto fondamentale per dare risposta a temi che da tempo attraversano il confronto tra istituzioni, professioni e amministrazioni locali e che richiedono attenzione: recupero dell’esistente, qualità dell’abitare, servizi di prossimità, resilienza urbana, contenimento del consumo di suolo e trasformazione dei territori.

Ai lavori della conferenza sono intervenuti Vincent Jeanbrun, ministro francese delle Città e dell’Edilizia abitativa, Federica Brancaccio, presidente dell’ANCE, Marina Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali ed il senatore Roberto Rosso, che hanno rafforzato il profilo tecnico e politico dell’iniziativa.





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 Nicola Damato

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