Presentato dalla Giunta il 12 gennaio 2026 ed esaminato dalla terza Commissione, il Piano rappresenta lo strumento strategico attraverso cui la Regione analizza lo stato dell’ambiente atmosferico, individua le principali fonti di emissione e definisce obiettivi e azioni per migliorare la qualità dell’aria e tutelare la salute dei cittadini. Il documento integra analisi scientifiche, scenari previsionali e interventi nei settori della mobilità, dell’energia, delle attività produttive e della gestione del territorio, in coerenza con gli indirizzi europei e statali.
Sul testo sono stati recepiti due emendamenti della terza Commissione, mentre sono stati respinti i 17 emendamenti depositati in Aula dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
L’illustrazione dell’Assessore Sapinet
«La Regione autonoma Valle d’Aosta presenta, anche grazie ai risultati ottenuti dalle precedenti pianificazioni, una buona qualità dell’aria, con livelli generalmente bassi di inquinamento, ed è tra le poche regioni italiane non soggette alla procedura di infrazione europea per il mancato rispetto dei limiti stabiliti dalla direttiva 2008/50/Ce – ha detto l’Assessore al territorio e ambiente, Davide Sapinet, illustrando il provvedimento – . A ottobre 2024 il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva Ue 2024/2881 sulla qualità dell’aria, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2030 e introdurrà limiti più rigorosi per gli inquinanti, con l’obiettivo di rafforzare la tutela della salute. Il nuovo Piano, elaborato con il coinvolgimento dei principali portatori di interesse, punta quindi a raggiungere entro il 2030 gli obiettivi fissati dalla nuova direttiva, attraverso interventi mirati, in particolare nel settore dell’utilizzo delle biomasse. Per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria, il Piano si integra con altri strumenti di pianificazione regionale, in particolare il Piano energetico ambientale regionale e il Piano regionale dei trasporti, le cui misure contribuiscono anche alla riduzione delle emissioni. Il confronto in Commissione ha inoltre rafforzato il coordinamento con il Programma regionale forestale, attraverso un emendamento che coniuga il raggiungimento degli obiettivi ambientali con la valorizzazione della filiera locale del legno. Sono previsti interventi per rendere più efficiente il settore del riscaldamento, riducendo consumi ed emissioni attraverso la riqualificazione energetica degli edifici, la sostituzione degli impianti più inquinanti e la diffusione di sistemi più sostenibili. Sono inoltre promossi comportamenti virtuosi.»
«Il Piano introduce un sistema di aggiornamento continuo attraverso il confronto con gli altri strumenti regionali e prevede nuovi sistemi di governance e monitoraggio – ha aggiunto l’Assessore –. Tra le principali azioni figurano una cabina di regia regionale, l’osservatorio permanente sulla qualità dell’aria, il potenziamento dei modelli previsionali e dell’inventario delle emissioni, il monitoraggio dei metalli nelle polveri sottili e l’adeguamento della rete di rilevamento agli standard della nuova direttiva europea. Sono inoltre previsti successivi strumenti attuativi per definire interventi specifici, anche attraverso incentivi regionali. La durata del Piano è fissata al 2031, con un monitoraggio intermedio finalizzato a valutarne l’efficacia, introdurre eventuali correttivi e prevenire possibili procedure di infrazione.»
Il dibattito in Aula
Il Presidente della terza Commissione, Corrado Jordan (UV), nel ricordare il percorso di approfondimento in Commissione, ha parlato di «un Piano che dimostra l’attenzione della Regione per la qualità dell’aria e, quindi, per la qualità della vita dei valdostani. L’Union Valdôtaine ha sempre dimostrato una forte sensibilità ambientale, fondata su una visione concreta e non ideologica: un’ecologia integrale che unisce la tutela della natura alla giustizia sociale, allo sviluppo economico e alla cura delle comunità. La tutela dell’ambiente non deve essere vista come un freno allo sviluppo, ma il presupposto per un’economia forte e durevole, che consenta alle persone di vivere e lavorare nella nostra regione. Questo Piano non è un libro dei sogni, ma uno strumento operativo, con misure già avviate per mantenere l’elevata qualità dell’aria della Valle d’Aosta. L’obiettivo è consolidare questo risultato e affrontare le criticità legate alle polveri sottili, anche in vista dei nuovi limiti europei previsti dal 2030. Fondamentale sarà il coordinamento con gli altri strumenti di pianificazione regionale, insieme a incentivi per il riscaldamento sostenibile, il trasporto pubblico e la riduzione delle emissioni. Ma il successo del Piano dipenderà anche dal contributo dei cittadini, chiamati ad adottare comportamenti e stili di vita sempre più responsabili.»
Il Vicecapogruppo dell’Union Valdôtaine, Michel Martinet, ha aggiunto: «Amministrare con coscienza significa prevenire, non limitarsi a gestire i problemi quando ormai sono emersi. Per questo motivo, con questo Piano riteniamo di portarci avanti. La particolare conformazione della Valle d’Aosta, con il ristagno degli inquinanti nel fondovalle durante i mesi invernali, richiede politiche mirate, diversificate e di lungo periodo. Questo Piano non nasce al chiuso degli uffici dell’Amministrazione regionale, ma è il frutto di un confronto approfondito a dimostrazione di una visione complessiva della gestione del territorio della nostra regione, che contempla ambiente e antropizzazione. Questo vuol dire conoscere a fondo il territorio in cui si vive e che si vuole amministrare responsabilmente.»
La Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli (nella foto), ha definito il documento frutto di «un lavoro accurato e solido sotto il profilo tecnico, ma che potrebbe essere ancora più ambizioso. Per noi la qualità dell’aria non è solo una questione di rispetto dei parametri normativi, ma riguarda la salute pubblica, la tutela dell’ambiente e, più in generale, la qualità della vita delle persone. È vero che la Valle d’Aosta non è sottoposta a procedure di infrazione, ma riteniamo si possa andare oltre il minimo richiesto dalla normativa europea, anche alla luce dei limiti previsti per il 2030 e dell’obiettivo strategico, fissato anni fa, di rendere la Valle d’Aosta una regione fossil fuel free entro il 2040. In quest’ottica, abbiamo presentato una serie di emendamenti che non rappresentano modifiche ideologiche o pretestuose ma interventi capaci di accompagnare realmente la regione nel percorso di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità dell’aria, che per noi va di pari passo con il miglioramento della qualità della vita. Investire oggi in mobilità sostenibile, reti elettriche, innovazione industriale e infrastrutture coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione significa non solo ridurre l’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici e migliorare la salute pubblica, ma anche evitare investimenti destinati a diventare rapidamente obsoleti, attrarre nuove opportunità di sviluppo e rafforzare la competitività del sistema economico regionale.»
«È un Piano ben strutturato, che affonda le sue radici nella scorsa legislatura, ma che al momento non dispone delle risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi fissati dalla normativa europea per il 2030 – ha commentato il Capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel –. Partiamo da una buona qualità dell’aria, ma l’Europa alza progressivamente l’asticella: quali misure intende mettere in campo il Governo regionale nel prossimo triennio? E con quali risorse? A queste domande, per ora, non abbiamo ricevuto risposta. Il rischio è che il Piano resti un documento corposo, ma incapace di tradursi in azioni concrete e di coinvolgere i cittadini, che sono i primi a dover credere in questi obiettivi. Dovrà inoltre dialogare con gli altri strumenti della programmazione regionale, come il Piano dei trasporti e il Piano energetico, per affrontare le sfide del cambiamento climatico e trasformarsi in risultati concreti. Ne valuteremo l’efficacia alla luce delle risorse che saranno stanziate nel prossimo triennio.»
Il Consigliere del PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha annunciato il voto di astensione, dichiarando: «Ci aspettavamo, su alcuni emendamenti, un minimo di apertura che avrebbe potuto favorire una maggiore condivisione. Apprezziamo il lavoro svolto, e ci auguriamo che nelle prossime variazioni di bilancio vengano stanziate le risorse necessarie per dare concreta attuazione al Piano. Al momento siamo in una situazione di attesa.»
Il Vicecapogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Simone Perron, ha spiegato che «su piani di questo tipo e di questa complessità, l’opposizione non ha mai il quadro completo dell’attività svolta dalla maggioranza. Riconosciamo gli aspetti positivi del documento e abbiamo condiviso anche alcune proposte volte a dare un maggiore impulso a temi specifici. Tuttavia, trattandosi di uno strumento la cui attuazione dipende da chi governa, il nostro voto sarà di astensione.»
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