Clima teso questa mattina in sala Rossa, a Palazzo Tursi, per la commissione per la gestione delle politiche LGBTQIA+ e, in particolare, il futuro dell’avvocata Ilaria Gibelli, consulente del Comune di Genova, finita nel mirino del centrodestra per alcune dichiarazioni espresse sui social.
La vicenda risale allo scorso 21 aprile, quando le opposizioni chiesero la revoca dell’incarico di Gibelli a seguito di un post giudicato offensivo. In difesa della consulente si era levata una rete di oltre cento firmatari, tra cui Liguria Pride, Arcigay e numerosi accademici, che attraverso una lettera aperta avevano definito la reazione della politica come “sproporzionata, aggressiva e strumentale”. Secondo chi si è schierato a favore, le parole di Gibelli, pur “discutibili nei toni”, ponevano un tema reale di analisi sociale sulle correlazioni tra certe posizioni politiche e discriminazioni, senza voler colpire la fede religiosa.
In aula, l’assessora alle Pari Opportunità Rita Bruzzone ha preso la parola con fermezza per chiarire la posizione dell’amministrazione e blindare la propria collaboratrice. “L’avvocata Gibelli non è a capo di nessun ufficio, è una consulente”, ha esordito l’assessora per chiarire quale sia la posizione dell’avvocata all’interno della Pubblica Amministrazione. “Quell’ufficio è in capo all’assessorato delle Pari Opportunità e quindi alla sottoscritta che non si sottrae in alcun modo mai a nessuna risposta“.
Bruzzone ha ammesso di essere intervenuta direttamente sulla questione del post incriminato: “Ho chiesto all’avvocata Gibelli che rimuovesse il suo post perché non era opportuno da parte di una consulente dell’ufficio pari opportunità politiche di genere”. Bruzzone ha respinto con forza le accuse di pregiudizio religioso, ricordando di aver riaperto la Consulta delle religioni: “Non provengo sicuramente da una tradizione che non sa che cos’è il cattolicesimo e lo rispetto. Questo sia molto chiaro perché da me non è mai emerso nulla di tutto questo”.
Nonostante le pressioni di una parte dell’aula, la linea della giunta non cambia: “La consulente Gibelli rimane a fare la consulente”. L’assessora ha rivendicato la natura politica della scelta, sfidando i critici a colpire lei direttamente invece della tecnica: “Potete tranquillamente scagliarvi contro la sottoscritta in qualsiasi momento voi lo vogliate, perché è la democrazia che lo consegna”.
Il dibattito si è concluso con la Bruzzone che ha ribadito come la posizione dell’amministrazione sia “molto politica e poco ideologica”, confermando che la fiducia verso Gibelli resta intatta nonostante le tensioni che continuano a dividere la Sala Rossa sui temi dei diritti civili.
IL DIBATTITO IN AULA
La commissione è stata animata da diversi interventi da parte dei commissari di maggioranza e di opposizione.
Per Paola Bordilli, assieme ad Alessio Bevilacqua della Lega, non è accettabile che AVS, tramite le parole della commissaria Francesca Ghio, non abbia preso le distanze dalle affermazioni di Gibelli e che abbia accusato la CHiesa di sminuire il ruolo delle donne.
“Il mancato prendere le distanze da parte di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) dalle parole di Gibelli rappresenta una colpevole ammissione di complicità – afferma -. Di fronte a questa deriva, le rassicurazioni di facciata dell’assessore Bruzzone (PD) non bastano più: ora è il sindaco Salis, come garante e rappresentante di tutto il Campo Largo, a dover dire chiaramente da che parte sta”.
Per Bordilli, le dichiarazioni di Ghio contro il mondo cattolico sono inaccettabili: “Cosa pensa il sindaco delle gravissime parole espresse dalla sua vicepresidente del Consiglio? Condivide gli attacchi e le accuse che Ghio ha mosso contro la Chiesa e sul ruolo delle donne all’interno del mondo cattolico? Oltretutto, evidenzio un chiaro cortocircuito ideologico della sinistra sui diritti delle donne. Mentre la vicepresidente Ghio si lancia in solerti filippiche contro la Chiesa, la Lega vorrebbe sapere cosa pensa di oppressioni reali e quotidiane. Qual è la sua posizione sul velo che, in molti contesti islamici, viene imposto a donne e bambine, un simbolo che nega la libertà, umilia e sottomette la figura femminile? Troppo facile fare le femministe a giorni alterni: la sinistra e la stessa Ghio escano dall’ambiguità e rispondano ai cittadini”.
Per i commissari di Fratelli d’Italia, l’amministrazione Salis giustifica le offese mentre la maggioranza continua a perpetrare attacchi alla Chiesa Cattolica.
“Le offese per questa Amministrazione e per tutto il campo largo sono accettabili in base da chi arrivano. Lo dimostrano anche le parole dell’assessore Bruzzone che, di fatto, smentiscono anche quelle del Segretario Generale dell’ente che, con una nota trasmessaci lo scorso 6 maggio ribadiva come le norme del codice comportamentale si applichino, oltre ai dipendenti, anche ai consulenti. Nel goffo tentativo di trovare ogni possibile giustificazione ad un atteggiamento che, lo ribadiamo, per noi avrebbe dovuto prevedere una netta presa di posizione da parte del Sindaco e dell’Assessore Bruzzone con la revoca dell’incarico dell’avv. Gibelli, oggi in aula abbiamo assistito anche a fantomatiche ricostruzioni della storia di cui, onestamente, restiamo allibiti. Ricostruzioni e nuovi attacchi alla chiesa cattolica da parte della capogruppo di AVS che, con un orgoglio di cui c’è poco di cui essere fieri, non solo avvalla e non si dissocia dalle offese pronunciate dalla consulente LGBTQIA+ sui propri social ma rimarca con un nuovo affondo contro i cattolici ed il Papa. Ancora un volta ci chiediamo come un’Amministrazione che, quantomeno a parole, si vuole far portavoce della promozione di diritti, rispetto ed uguaglianza su tutti, possa condividere questi atteggiamenti e queste posizioni. Condividiamo le parole della rappresentante del gruppo Libere Femministe Genova che, anche in questa occasione, hanno evidenziato l’inopportunità e la gravità delle offese pronunciate proprio da chi dovrebbe contrastare discriminazioni” così Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale unitamente ai consiglieri Nicholas Gandolfo e Valeriano Vacalebre.
Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
– aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
– inviare un messaggio con il testo GENOVA
– la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Isabella Rizzitano
Source link


