Tursi: la Rabatana e i calanchi lucani


Tra calanchi di argilla e paesaggi selvaggi sorge un borgo dall’anima antica: Tursi. Un mix unico di storia, natura e tradizioni nel cuore della Basilicata.

Tursi è un piccolo comune di nemmeno 5.000 abitanti, situato in provincia di Matera. Più esattamente, a circa 240 metri sul livello del mare, tra le valli dei fiumi Agri e Sinni, e a breve distanza dal Mar Ionio.
Celebre per il suo affascinante borgo medievale e per aver dato i natali al poeta dialettale Albino Pierro, è anche una tappa fondamentale del cammino Basilicata coast to coast, ispirato all’omonimo film di Rocco Papaleo.

Tursi è sicuramente uno dei tesori più preziosi e suggestivi della Basilicata.
Un luogo che invita a rallentare, esplorare con rispetto e vivere un’esperienza di viaggio autentica, perfetta per chi abbraccia la filosofia del turismo sostenibile.

Le origini di Tursi

La storia di Tursi presenta una stratificazione complessa. Alcuni scavi archeologici attestano insediamenti risalenti alla prima età del Ferro, mentre il primo nucleo fondativo è attribuito agli Enotri che, intorno al 1000 a.C., danno vita a Pandosia. La città annientata – nel IX secolo – durante le guerre sociali condotte dal generale romano Lucio Cornelio Silla, lascia spazio alla nascita di Anglona.

Nel 410 i Visigoti di Alarico I saccheggiano e semidistruggono Anglona, scegliendo di costruire un castello di controllo sul territorio. Il nome Rabatana, la parte più antica di Tursi, deriva proprio dall’arabo rabat, “borgo fortificato”, ampliato e rafforzato dai Saraceni nel IX secolo.

Oggi Tursi è uno dei borghi più amati della Basilicata, un riferimento per chi cerca quiete e panorami che restano impressi.

Cosa vedere a Tursi

Tursi accoglie il visitatore con una storia millenaria, segnata dal passaggio di popoli e culture: dai Greci fino ai Normanni passando per Romani, Saraceni ai Bizantini.
Il borgo si articola in rioni che preservano l’identità dell’antico centro abitato ed un patrimonio storico‑artistico di grande valore.
Tra vicoli in pietra, scorci imperdibili sui calanchi lucani e monumenti di pregio, Tursi rivela tutta la sua magia.

Scopriamo le principali attrazioni.

Rabatana

La Rabatana costituisce il cuore più antico di Tursi, un quartiere arroccato su uno sperone roccioso che conserva ancora oggi l’impronta araba del suo impianto originario.
Qui sorge la Chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente al X‑XI secolo: ristrutturata nel Settecento in stile barocco, mantiene la suggestiva facciata quattrocentesca.
Al suo interno, è possibile ammirare un pregevole trittico della Madonna col Bambino attribuito al Maestro di Offida, mentre nella cripta custodisce un raro presepe in pietra realizzato da Altobello Persio nel Cinquecento.

Da decenni, la Rabatana ospita anche un affascinante presepe vivente. Con oltre cento figuranti, anima il borgo nei giorni immediatamente successivi al Natale.

Castello di Tursi

Sulla sommità di una collina che domina la valle lucana, emergono i resti dell’antico castello gotico di Tursi. Costruito dai Goti nel V secolo, sfrutta tre profonde voragini naturali come difesa: il cosiddetto fosso della Palmara, quello di San Francesco della Cattedrale.

Del complesso restano solo tracce, ma gli scavi condotti nel corso degli anni hanno riportato alla luce numerosi reperti: scheletri, tombe, monete, frammenti di anfore e palle ogivali di piombo oggi conservati nel Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro.

Palazzo Brancalasso

Tursi vanta oltre quaranta dimore storiche, concentrate soprattutto nel centro storico e nell’antico quartiere della Rabatana. Tra le più note spiccano Palazzo dei Poeti e Palazzo De Giorgiis‑Labriola.

In rione San Filippo, affacciato su piazza Plebiscito, si trova Palazzo Brancalasso, conosciuto anche come “Palazzo del Barone”.
La sua costruzione è avvolta da un’aura di mistero: una leggenda racconta – infatti – che l’edificio sia sorto in una sola notte grazie all’intervento di demoni e spiriti, trasformati in statue all’alba.

Parco Letterario Albino Pierro

Il Parco Letterario Albino Pierro, inaugurato nel 2010, è un viaggio emozionale e documentario nei luoghi che hanno ispirato il grande poeta tursitano.
Il percorso si snoda tra vie, scorci e costruzioni della città, fino alla casa natale di Pierro, in piazza Plebiscito.
L’abitazione, articolata tra seminterrato e piani rialzati, accoglie anche il Museo della Poesia Pierriana, un Centro Studi e la Pinacoteca.

​Santuario di Santa Maria Regina di Anglona

Si trova nella frazione di Anglona, lungo la strada che collega Tursi a Policoro ed emerge come un faro spirituale tra le colline lucane, a 263 metri di altezza.

Nato tra XI e XII secolo come ampliamento di una chiesetta altomedievale del VII‑VIII secolo, dal 1931 è riconosciuto come monumento nazionale.

Come arrivare a Tursi

Tursi è raggiungibile con facilità grazie alla sua posizione strategica nel cuore della Basilicata ionica.
La vicinanza dell’aeroporto di Bari‑Palese (circa 140 Km) e quelli di Brindisi e Lamezia Terme (entrambi a circa 150 Km di distanza) – permette collegamenti rapidi con le principali città italiane ed europee.
Chi viaggia in treno può scendere alla stazione Policoro‑Tursi, proseguendo con autobus di linea o taxi fino al centro del paese.

Per chi arriva in auto, le principali direttrici sono da:

  • Nord (A14– Uscita Massafra > SS106 Jonica verso Policoro-Tursi;
  • Sud (A2 del Mediterraneo) – Uscita Lauria Nord > SS653 Sinnica fino allo svincolo per Tursi;
  • Bari/Adriatico (SS100 + SS106) – Direzione Taranto-Policoro > deviazione per Tursi.

Ricordiamo . infine – l’uso dei servizi di telepedaggio, per evitare code ai caselli, e di consultare il traffico in tempo reale, per scegliere il percorso più rapido e sicuro.

Fonte immagine:  wikipedia Tursia

Articolo Modificato Il:12 Giugno 2026


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 Valentina Concetti

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