ETIM e BIM: lo standard dei dati prodotto interoperabili


Da diversi mesi questo spazio editoriale sta mappando, articolo dopo articolo, i livelli che concorrono a rendere un file BIM qualcosa di più di un modello 3D: un oggetto digitale completo. Abbiamo discusso la calibrazione del livello di sviluppo e la sua relazione con il destinatario dell’informazione (LOD e LOIN). Abbiamo guardato i meccanismi di pulizia, leggerezza e codifica degli oggetti che fanno la differenza tra un file gestibile e un file ingestibile (codifica UNI 11337 parte 3). Abbiamo affrontato la sostenibilità ambientale come dato strutturato che entra nella scheda prodotto (EPD). Abbiamo analizzato la gestione informativa del processo nei capitolati pubblici (ISO 19650). Sono tutti pezzi di una stessa figura: il file BIM come archivio coerente, leggibile, interoperabile, certificabile.

Manca però il livello che, a ben vedere, dovrebbe stare a monte di tutti gli altri: la classificazione merceolgica del prodotto. Senza un vocabolario condiviso che dica cosa è un dato prodotto, a quale categoria appartiene un dato prodotto e con la giusta tassonomia, quali caratteristiche tecniche porta, tutto il lavoro di codifica, calibrazione, certificazione poggia su un terreno ambiguo. Lo standard internazionale che risolve questo livello si chiama ETIM, è già maturo in alcuni settori del costruito italiano, e nei prossimi anni sta per diventare infrastruttura non opzionale.

Cos’è ETIM in sessanta secondi

ETIM è l’acronimo di ETIM Technical Information Model, secondo la denominazione ufficiale dello Statuto di ETIM International (associazione di diritto olandese con sede a Eijsden-Margraten, Paesi Bassi). Nato negli anni Novanta nel settore elettrico olandese come standard di filiera, oggi è uno standard internazionale di classificazione tecnica dei prodotti, adottato in oltre 23 paesi, disponibile in oltre 20 lingue, e copre prodotti dei settori HVAC, sanitari, elettrico, edile, ferramenta.

La struttura tecnica è una tassonomia gerarchica a tre livelli. Le classi di prodotto sono unità chiuse (raccordo a T in ottone, lampada da incasso LED, blocco in laterizio forato) identificate da un codice univoco. A ogni classe sono associate caratteristiche normalizzate (diametro nominale, potenza assorbita, conducibilità termica), e a ogni caratteristica un set di valori ammessi. Il vocabolario tecnico è tradotto coerentemente nelle ventidue lingue del sistema: un raccordo classificato in Italia con il codice ETIM corretto è lo stesso oggetto identificabile in Germania, Polonia, Spagna, senza ambiguità di nomenclatura.

L’effetto pratico nel quotidiano di un progettista è semplice da descrivere: due raccordi funzionalmente equivalenti, prodotti da due brand diversi, classificati con lo stesso codice ETIM, hanno gli stessi nomi di parametro, gli stessi valori ammessi, la stessa semantica. La mappatura a mano fra nomenclature scompare. Il computo si automatizza. Il BEP si scrive meglio.

ETIM Italy, aprile 2024

L’Italia è arrivata tardi a un coordinamento nazionale di filiera, ma c’è arrivata con tre soggetti rappresentativi. Nell’aprile 2024 è nata ETIM Italy come rete d’imprese tra Sercomated Scarl (servizi per la distribuzione edile), Servizi ANGAISA Srl (controllata dall’Associazione nazionale commercianti idrotermosanitario, climatizzazione e arredobagno) e Metel Srl (digitalizzazione filiera materiale elettrico).

L’ingresso di ANGAISA in ETIM International ha portato per la prima volta l’intera filiera idrotermosanitaria italiana all’interno del sistema di classificazione internazionale. Per il settore elettrico, il lavoro di Metel sui dati tecnici di prodotto era già ben più avanti: ETIM è di fatto lo standard de facto dell’elettrico italiano da anni. Per la filiera edile più ampia, l’adozione coordinata via Sercomated è nuova, e segna il momento in cui il settore costruzioni italiano comincia a parlare la stessa lingua semantica degli altri due.

I settori dove l’adozione è ancora indietro sono noti: arredo, pavimenti, rivestimenti, finiture. Per il progettista che lavora su contract e residenziale di fascia media, è esattamente l’area dove l’ambiguità dei parametri di prodotto morde di più.

ETIM Modelling Classes: il ponte verso il BIM

ETIM nella sua forma base (la Classification Standard) è una tassonomia testuale: codici, caratteristiche, valori. Per portare questa classificazione nei modelli BIM serve un’estensione tecnica, che ETIM International ha pubblicato come ETIM Modelling Classes (ETIM MC). È la connessione operativa fra il vocabolario ETIM e i modelli geometrico-informativi del BIM.

ETIM MC standardizza i parametri dimensionali e alcune proprietà computazionali degli oggetti BIM, per renderli interpretabili in modo uniforme. Si integra con i principali standard di interoperabilità del settore: IFC (UNI EN ISO 16739-1:2020), bSDD (buildingSMART Data Dictionary), ISO 16757 per lo scambio dati nei sistemi impiantistici. Il meccanismo concreto: i parametri ETIM MC entrano nei property sets dell’IFC, che è il formato aperto di scambio dei dati BIM. Il file IFC esportato porta con sé il codice ETIM, i parametri normalizzati, i valori dichiarati. Qualunque software AEC che legga l’IFC può interpretare il dato.

Per i prodotti parametrici ripetibili (raccordi, canali per cavi, pompe, sanitari modulari), ETIM MC permette anche di costruire oggetti BIM template: un’unica famiglia parametrica, modellata sulle classi ETIM, che può essere popolata con i dati specifici di un produttore. Per il brand significa un investimento singolo che genera famiglia coerente, condivisibile e aggiornabile. Per il progettista significa un’unica logica di parametri attraverso tutti i prodotti di una classe, indipendentemente da chi li produce.

Il Digital Product Passport cambia il quadro

ETIM si inserisce, da qui al 2030, in un orizzonte normativo che la rende più di un’opzione di filiera. Il Regolamento UE 2024/1781 ESPR (Ecodesign for Sustainable Products Regulation) ha introdotto il Digital Product Passport (DPP): un’identità digitale del prodotto che contiene dati di composizione, origine, impronta ambientale, riciclabilità, fine vita. L’obiettivo dichiarato dell’Unione è che tutte le categorie merceologiche vendute sul mercato europeo abbiano un DPP entro il 2030.

Il rollout è per ondate. Le prime categorie attivate dal 2026 sono ferro e acciaio (focus su emissioni, efficienza energetica, resilienza). Dal 2027 si aggiungono alluminio, tessili, pneumatici. I materiali da costruzione seguono un percorso parallelo via Regolamento UE 2024/3110 CPR (Construction Products Regulation), con requisiti pieni attesi nella finestra 2029-2030. Tra oggi e quella scadenza, i brand del settore costruzioni hanno cinque anni per allinearsi a un’infrastruttura dati che il DPP rende non opzionale.

Qui ETIM diventa rilevante in modo nuovo. Il DPP è un contenitore di informazione: per essere riempito ha bisogno di una grammatica strutturata di parametri di prodotto. ETIM è la grammatica che già esiste, già multilingua, già integrata con IFC. Non è l’unica candidata possibile, ma è quella più matura nei settori coperti. I produttori che oggi stanno costruendo il proprio catalogo ETIM-compliant non stanno solo migliorando l’esperienza dei loro distributori e dei loro progettisti: stanno preparando l’infrastruttura semantica del proprio DPP.

Vantaggi di un file BIM compatibile con ETIM

Per il progettista che lavora sul progetto reale, la domanda concreta è come riconoscere oggi un file BIM “ETIM-compliant” rispetto a uno generico. Quattro verifiche operative aiutano.

Codice ETIM dichiarato. Una famiglia BIM ben costruita riporta nei propri parametri il codice della classe ETIM di appartenenza. Un raccordo a T in ottone classificato come EC000123 (codice esemplificativo) è tracciabile e confrontabile con qualsiasi altro raccordo della stessa classe. L’assenza del codice ETIM in una famiglia BIM di un settore dove la classificazione esiste è un segnale di immaturità del file.

Parametri normalizzati secondo ETIM MC. I parametri della famiglia BIM dovrebbero usare i nomi standardizzati delle caratteristiche ETIM, non nomi inventati dal produttore. Trovare nel file un parametro “ET_NominalDiameter_mm” o equivalente, allineato al vocabolario ETIM MC, è un indicatore di lavoro fatto bene.

Property sets IFC con dati ETIM. All’esportazione in IFC, i parametri ETIM devono finire nei property sets del file. Aprire il file IFC in un viewer pubblico (Solibri, BIMcollab Zoom, BlenderBIM) e cercare gli psets è un controllo di trenta secondi che dice molto.

Coerenza tra parametri e classe dichiarata. Un file BIM può dichiarare un codice ETIM ma riportare parametri incoerenti con la classe (es. un raccordo classificato come fitting elettrico che porta parametri idraulici). La coerenza richiede un controllo umano: una famiglia che superficialmente dichiara ETIM ma operativamente non la rispetta è più rischiosa di una famiglia onesta che non dichiara ETIM affatto.

Queste quattro verifiche non sostituiscono il giudizio professionale, lo informano. La direzione del settore è chiara: l’ambiguità dei parametri di prodotto, che oggi il progettista risolve mappando a mano, nei prossimi anni sarà sempre meno tollerata dai workflow strutturati e dalle normative.

ETIM Italy è nata nell’aprile 2024 e copre tre filiere principali. ETIM Modelling Classes è matura, integrata con IFC, già usata in produzione nei settori più avanti. Il Digital Product Passport ha cadenze normative che, per i materiali da costruzione, indicano la finestra 2029-2030 come orizzonte operativo. Tra oggi e quella scadenza i brand hanno cinque anni per allineare la propria infrastruttura dati, e i progettisti hanno lo stesso tempo per imparare a riconoscere il dato strutturato quando arriva.

Tornando al filo conduttore aperto da questo spazio editoriale, ETIM è il livello che chiude il cerchio degli standard mappati finora. Il livello di sviluppo (LOD/LOIN) calibra la quantità di informazione, la codifica UNI 11337 parte 3 ne organizza la pulizia, l’EPD ne misura l’impronta ambientale, la ISO 19650 ne disciplina la gestione di processo. Tutti questi standard presuppongono però che il prodotto sia, prima di tutto, identificato in modo univoco e confrontabile con altri prodotti della stessa classe. Senza la classificazione semantica a monte, il file BIM resta un’informazione locale; con la classificazione, diventa un dato di sistema.

Lo scenario è più favorevole di quanto sembri. Le piattaforme editoriali e di libreria che presidiano la mediazione fra brand e progettisti stanno già integrando il Digital Product Passport e le classificazioni standard nei propri processi di identificazione del prodotto. Per il progettista è il segnale che il dato strutturato sta arrivando attraverso i canali abituali, non come imposizione esterna ma come evoluzione naturale del modo in cui i file BIM gli arrivano già oggi. La direzione è chiara, e il momento per cominciare a cercare il dato giusto, è ora.

In sintesi

Cosa: Guida critico-divulgativa a ETIM (ETIM Technical Information Model) come standard internazionale di classificazione dei prodotti edili, alla sua integrazione con il BIM via ETIM Modelling Classes e IFC, e al quadro normativo del Digital Product Passport europeo che la rende infrastruttura strategica.

Per chi: Progettisti, BIM coordinator, BIM manager, responsabili tecnici di studio, redattori di capitolati informativi, brand manager di prodotto edile, responsabili marketing tecnico.

Il punto: ETIM è il vocabolario internazionale dei prodotti edili. Già matura nei settori elettrico e idrotermosanitario, in via di adozione coordinata in Italia via ETIM Italy (rete d’imprese aprile 2024 tra Sercomated, ANGAISA, Metel). L’estensione ETIM Modelling Classes integra la classificazione con IFC, bSDD, ISO 16757, e permette di portare i parametri normalizzati direttamente nei modelli BIM via property sets. Il Digital Product Passport del Regolamento UE 2024/1781 ESPR sta arrivando: ferro/acciaio dal 2026, alluminio/tessili dal 2027, materiali da costruzione attesi entro il 2029-2030 via Regolamento UE 2024/3110 CPR. Per il progettista, riconoscere un file BIM ETIM-compliant si traduce in quattro verifiche operative: codice ETIM dichiarato, parametri normalizzati, property sets IFC con dati ETIM, coerenza tra parametri e classe.

Dati chiave

Paesi che adottano ETIM: oltre 23 (ETIM International)
Lingue del vocabolario ETIM: oltre 20
Nascita di ETIM Italy: aprile 2024 (rete Sercomated + ANGAISA + Metel)
Settori coperti da ETIM Italy: edile, elettrico, idrotermosanitario
Categorie prioritarie DPP attivate dal 2026: ferro e acciaio (ESPR)
Categorie dal 2027: alluminio, tessili, pneumatici (ESPR)
Materiali da costruzione DPP/CPR: requisiti pieni attesi 2029-2030 (Reg. UE 2024/3110)
Obiettivo Unione Europea: tutte le categorie con DPP entro il 2030
Standard di interoperabilità BIM di riferimento: UNI EN ISO 16739-1:2020 (IFC)

Domande frequenti

Cos’è ETIM e a cosa serve nel BIM?
ETIM (European Technical Information Model) è lo standard internazionale di classificazione dei prodotti tecnici nei settori HVAC, sanitari, elettrico, edile, ferramenta. Definisce un vocabolario condiviso di classi, caratteristiche e valori, codificati e disponibili in oltre 20 lingue. Applicato al BIM tramite l’estensione ETIM Modelling Classes, permette ai file BIM dei brand di portare parametri normalizzati e confrontabili attraverso software, paesi, fasi del progetto. Risolve il problema della mappatura manuale fra nomenclature di parametri inventate da ciascun produttore.

Qual è la differenza tra ETIM e la classificazione UNI 11337?
Le due norme operano su livelli diversi e complementari. ETIM è uno standard internazionale di classificazione dei prodotti (tassonomia di filiera, vocabolario condiviso, codici univoci). La UNI 11337 è la norma italiana sulla gestione informativa digitale delle costruzioni (organizzazione dei processi, codifica degli oggetti BIM, livelli LOG/LOI/LOD), annex nazionale della ISO 19650. ETIM dice cosa è un prodotto, UNI 11337 dice come si organizza l’informazione del prodotto dentro un processo BIM. Non sono alternative, lavorano su piani complementari.

Il Digital Product Passport è già obbligatorio per i materiali da costruzione?
No, non ancora. Il Regolamento UE 2024/1781 ESPR ha introdotto il quadro normativo del Digital Product Passport con un rollout per ondate: ferro e acciaio dal 2026, alluminio/tessili/pneumatici dal 2027. I materiali da costruzione seguono un percorso parallelo via Regolamento UE 2024/3110 CPR, con requisiti pieni attesi nella finestra 2029-2030. L’obiettivo dichiarato dell’Unione è che tutte le categorie merceologiche vendute sul mercato europeo abbiano un DPP entro il 2030.

Cosa sono le ETIM Modelling Classes (ETIM MC)?
Sono l’estensione di ETIM che standardizza i parametri dimensionali e le proprietà computazionali degli oggetti BIM. Si integrano con IFC (UNI EN ISO 16739-1:2020), con il buildingSMART Data Dictionary (bSDD) e con la ISO 16757 per i sistemi impiantistici. All’esportazione in IFC, i parametri ETIM MC entrano nei property sets del file, rendendo i dati interpretabili in modo uniforme da qualunque software AEC. Per i prodotti parametrici ripetibili (raccordi, canali cavi, pompe, sanitari modulari) consentono di costruire oggetti BIM template che il produttore popola con i dati specifici.

Come si riconosce un file BIM ETIM-compliant?
Quattro verifiche operative: presenza del codice ETIM della classe di prodotto nei parametri della famiglia BIM, uso dei nomi parametro normalizzati secondo ETIM Modelling Classes, presenza dei dati ETIM nei property sets dell’IFC esportato, coerenza tra parametri dichiarati e classe ETIM di appartenenza. Le prime due si verificano aprendo la famiglia nel software di authoring; la terza si verifica aprendo l’IFC in un viewer (Solibri, BIMcollab Zoom, BlenderBIM); la quarta richiede un controllo umano.

Risorse correlate

ETIM International – sito istituzionale ufficiale
ETIM International – ETIM Modelling Classes overview
EUR-Lex – Regolamento UE 2024/1781 ESPR (Digital Product Passport)
EUR-Lex – Regolamento UE 2024/3110 CPR (Construction Products Regulation)
ISO 16739-1:2020 – Industry Foundation Classes (IFC)

Illustrazione: AI-generated / OpenAI GPT




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 Giuseppe Paccione

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