ANCONA – Nel 2025 l’attività economica nelle Marche ha mostrato segnali di ripresa, ma nel primo spaccato del 2026 secondo le stime gli sviluppi sono condizionati dal conflitto in Medio Oriente con il suo carico di incertezza. È parte dello scenario che emerge dal Rapporto annuale di Banca d’Italia sull’economia delle Marche, presentato al pubblico alla Loggia dei Mercati dove sono intervenuti, fra le autorità civili, militari e politiche, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e gli assessori Giacomo Bugaro e Francesca Pantaloni.
Il rapporto
Nel Rapporto, Bankitalia evidenzia una crescita in termini reali dello 0,5% nelle Marche, in linea con il dato nazionale, dopo un periodo di stagnazione registrato nel 2024. A fare da traino, costruzioni, nautica e turismo. Il settore delle costruzioni, in particolare, è cresciuto beneficiando del progredire della spesa per l’attuazione degli interventi del Pnrr e dell’avanzamento della ricostruzione post-sisma.
Le parole del direttore Moscadelli
«Abbiamo assistito a una buona dinamica delle costruzioni – ha spiegato parlando a margine con i cronisti il neo direttore della sede di Ancona di Banca d’Italia Luca Moscadelli – in particolar modo del settore delle opere pubbliche, che ha beneficiato dagli interventi connessi con l’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza, mentre invece gli investimenti privati sull’abitazione stanno riducendosi come conseguenza logica della riduzione degli incentivi pubblici alle ristrutturazioni. È andato bene anche il comparto del turismo, che ha fatto segnare un incremento delle presenze, sia nella componente italiana, che rimane prevalente, sia in quella estera».
Le imprese
Sul fronte delle imprese, la flessione dell’attività industriale marchigiana, in atto dal 2023, è proseguita nel primo semestre del 2025, mentre nel secondo si è osservato un parziale recupero. Secondo il Report, il fatturato è calato più diffusamente tra le aziende di minore dimensione e tra quelle con una maggiore apertura ai mercati esteri, in connessione con la flessione delle esportazioni. L’incertezza che caratterizza gli scenari geopolitici ha frenato gli investimenti. Nel terziario l’attività ha evidenziato una dinamica nel complesso contenuta, ma caratterizzata da andamenti differenziati tra i comparti: le presenze turistiche hanno confermato l’espansione dei visitatori italiani e stranieri; il traffico aeroportuale di passeggeri ha rallentato; la movimentazione di merci nel porto è cresciuta, quella di passeggeri si è ulteriormente ridotta.

Le famiglie
Nel 2025 il reddito disponibile delle famiglie marchigiane ha mostrato un rafforzamento: +2,8% a prezzi correnti, una crescita superiore alla media nazionale, anche al netto dell’inflazione risultata in rialzo dell’1,5%. Secondo le stime dell’Istituto, la dinamica dei consumi in regione è rimasta contenuta, risentendo anche del contesto di incertezza legato alle tensioni geopolitiche. Sebbene il reddito pro capite si collochi leggermente al di sotto della media italiana (22.500 euro nel 2024), le Marche presentano indicatori di benessere generalmente più favorevoli e una minore disuguaglianza tra le famiglie nella distribuzione della spesa.
Nel corso del 2025 sono aumentati i prestiti concessi alle famiglie da banche e società finanziarie (+2,5%). I mutui per l’acquisto di abitazioni hanno accelerato (+2,8%), sostenuti dall’aumento delle richieste da parte delle famiglie; si è rafforzata anche la crescita del credito al consumo, trainato dai prestiti personali. Tra la fine del 2024 e l’ultimo trimestre del 2025, il costo medio dei nuovi mutui è salito dal 3,5 al 3,6%, aumento riconducibile ai contratti a tasso fisso, che costituiscono la maggior parte delle erogazioni, per i quali il costo medio è cresciuto di 16 punti base. Per i mutui a tasso variabile, invece, i tassi medi sono diminuiti di quasi 2 punti percentuali, di riflesso all’andamento degli indici di riferimento.

Guerra e incertezze
«Le prospettive economiche si sono deteriorate in seguito alla guerra nel Golfo Persico – ha spiegato Moscadelli, riferendosi alle stime relative all’inizio del 2026 – , il rincaro nei prezzi delle materie prime energetiche si sta riflettendo in un aumento dei prezzi al consumo e dell’inflazione, tant’è che la BCE (Banca Centrale Europea, ndr) è intervenuta la scorsa settimana per contrastare questa tendenza al rialzo dell’inflazione». In merito alla possibile tregua fra Usa e Iran ha aggiunto «non sappiamo ancora misurarne gli effetti, ma questi segnali positivi, che comunque ci sono, si inseriscono in un quadro complessivo che resta incerto e fragile».

Il 2026
Sull’andamento dell’economia regionale nel primo spaccato del 2026 è intervenuto anche Alfredo Bardozzetti, capo Divisione Analisi e ricerca economica territoriale sede di Ancona di Banca d’Italia: «Nel primo bimestre ci sono stati chiari segnali di ripresa dell’attività, ma a marzo, anche in concomitanza con lo scoppio del conflitto nel Golfo Persico, questo impulso si è molto stemperato.» I dati delle esportazioni del primo trimestre che «sono molto positivi ma influenzati sostanzialmente dal comparto della nautica», mentre «il mercato del lavoro sembra essersi sostanzialmente stabilizzato».
Bardozzetti ha aggiunto: «se questa incertezza riuscisse a diradarsi e i prezzi dei beni energetici tornassero a stabilizzarsi su quotazioni simili a quelle prima del conflitto, vi sono delle condizioni positive per una ripresa dell’attività economica. In particolare nel nostro rapporto, sottolineiamo come le imprese marchigiane hanno una situazione economica solida, nel complesso molto positiva, detengono posizioni di liquidità che sono elevate nel confronto storico, quindi qualora si prospettassero condizioni per investire, molte delle imprese marchigiane sono nelle migliori condizioni per poterlo fare».
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Annalisa Appignanesi
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