I grandi colossi della tecnologia hanno capito che investire sulla salute, in particolare nel campo dell’Intelligenza Artificiale applicata agli health device che rivoluzionino i sistemi di cura, è sempre più vantaggioso in termini economici, in un mercato del settore che secondo le stime potrebbe superare i 600 miliardi di dollari entro il 2034. Per questo gli investimenti delle Big Tech sono massicci e le ricerche sempre più promettenti. L’ultima innovazione arriva da Midjourney, la startup diventata celebre per le immagini generate dall’AI, che ha deciso di entrare nel settore medicale con un progetto tanto ambizioso quanto inatteso. Durante un evento a San Francisco, il fondatore e amministratore delegato David Holz ha presentato il “Midjourney Scanner”, una macchina a ultrasuoni per la scansione completa del corpo. Il dispositivo, che richiede una parziale immersione in acqua, sarà installato all’interno dei primi “Midjourney Spa”, strutture da 25 mila metri quadrati dotate di saune, piscine, palestra e aree wellness. Il primo centro aprirà a San Francisco.
Holz sostiene che la tecnologia potrebbe rappresentare un’alternativa alla risonanza magnetica e ha dichiarato l’obiettivo di produrre una flotta di 50 mila scanner. Questo ingegnoso macchinario è in grado di restituire in pochissimi secondi un’immagine tridemensionale e dettagliata del nostro organismo, superando in termini di tempi e di precisione tutti gli attuali sistemi diagnostici che conosciamo. L’iniziativa rappresenta soltanto uno degli otto progetti attualmente in sviluppo all’interno della società, equamente divisi tra hardware e software. Holz ha anticipato che almeno due dispositivi saranno lanciati nel breve termine, segnalando l’intenzione di trasformare Midjourney da software company a produttore di tecnologie avanzate. La strategia prevede inoltre un approccio graduale alle autorizzazioni regolatorie. Secondo il fondatore, l’azienda inizierà dalle applicazioni più semplici dal punto di vista della Food and Drug Administration americana, per poi accumulare approvazioni successive e arrivare, nel corso del prossimo decennio, a realizzare sistemi in grado di effettuare migliaia di diagnosi differenti: “Partiremo dalle applicazioni più semplici e aggiungeremo approvazioni progressivamente, fino a trasformare questi dispositivi in strumenti capaci di effettuare migliaia di diagnosi”, ha spiegato.
La visione di Holz è ancora più ambiziosa: in prospettiva questi dispositivi potrebbero evolvere da semplici strumenti di imaging a piattaforme terapeutiche. La svolta di Midjourney appare significativa perché testimonia una trasformazione più ampia in atto nel settore tecnologico. Dopo aver utilizzato l’intelligenza artificiale per generare contenuti digitali, molte aziende stanno iniziando a trasferire competenze e capitali verso la sanità, considerata uno dei mercati più promettenti del prossimo decennio. L’obiettivo non è più soltanto produrre software, ma sviluppare infrastrutture, dispositivi e servizi capaci di integrare diagnostica, prevenzione e medicina personalizzata. La sanità, infatti, è diventata uno dei principali campi di investimento dei giganti tecnologici. Il motivo è semplice: il settore genera enormi quantità di dati e presenta inefficienze che possono essere affrontate attraverso l’AI. Dalla documentazione clinica alla diagnostica per immagini, fino alla scoperta di nuovi farmaci, le opportunità di business sono enormi.
Solo per fare qualche esempio, tra i primi a muoversi è stata Microsoft, che nel 2021 ha acquisito Nuance Communications per quasi 20 miliardi di dollari. Da quell’operazione sono nati Dragon Ambient Experience e, più recentemente, Dragon Copilot, strumenti che ascoltano le conversazioni tra medico e paziente e generano automaticamente la documentazione clinica. La società ha inoltre annunciato una collaborazione con la Mayo Clinic per sviluppare modelli di intelligenza artificiale addestrati sui dati clinici dell’istituto americano, con l’obiettivo di creare strumenti di supporto alle decisioni mediche. Anche Nvidia sta accelerando. Il gruppo guidato da Jensen Huang ha stretto una partnership con Abridge, startup specializzata nella trascrizione automatica delle visite mediche, di cui è anche investitore. Le due aziende stanno sviluppando un modello AI specificamente addestrato sulle conversazioni cliniche. Il sistema sarà basato sui modelli aperti Nemotron di Nvidia e utilizzerà dati anonimizzati forniti da Abridge. L’obiettivo è migliorare la documentazione sanitaria e, in prospettiva, offrire supporto alle decisioni cliniche in tempo reale.
Google è tra i pionieri del settore. Attraverso Google Health e Google Cloud ha sviluppato Med-PaLM e MedLM, modelli linguistici specializzati in ambito medico utilizzati per supportare documentazione, triage e consultazione delle cartelle cliniche. Con Vertex AI Search for Healthcare e Healthcare Data Engine, il gruppo punta a trasformare enormi quantità di dati sanitari in servizi ad alto valore aggiunto per ospedali, assicurazioni e aziende farmaceutiche. Parallelamente, Isomorphic Labs, società controllata da Alphabet, utilizza l’intelligenza artificiale per accelerare la scoperta di nuovi farmaci. Amazon, invece, ha costruito il proprio ecosistema sanitario attorno ad AWS, con servizi come HealthLake, HealthImaging e HealthScribe, destinati alla gestione dei dati clinici e alla trascrizione automatica delle visite. Nel 2023 il gruppo di Jeff Bezos ha completato l’acquisizione di One Medical per 3,9 miliardi di dollari, entrando direttamente nei servizi di assistenza primaria. Amazon dispone inoltre di Amazon Pharmacy e sta lavorando a sistemi basati sull’intelligenza artificiale per la gestione delle informazioni sanitarie. La strategia di Apple si fonda invece sull’integrazione tra hardware e software. Apple Watch è ormai uno dei più diffusi dispositivi di monitoraggio della salute, con funzionalità dedicate al controllo della frequenza cardiaca, alla rilevazione della fibrillazione atriale, dell’ossigenazione del sangue e dell’apnea notturna. Secondo indiscrezioni di Bloomberg, Cupertino starebbe sviluppando un assistente sanitario basato sull’intelligenza artificiale, integrato nell’app Salute, capace di offrire consigli personalizzati sulla base dei dati raccolti da iPhone e Apple Watch.
Ma se per gli investitori del settore healthcare intervistati da Forbes, il 2026 potrebbe segnare il passaggio definitivo dell’intelligenza artificiale da fase sperimentale a infrastruttura operativa della sanità, questo potrebbe rivelarsi vero solo per gli Stati Uniti, dove l’adozione dell’AI negli ospedali sta crescendo a un ritmo superiore rispetto al resto dell’economia americana e una quota crescente dei finanziamenti venture capital nel settore salute è destinata a startup focalizzate sull’AI. Lo stesso non vale in Europa. Nella classifica annuale stilata da Forbes delle cinquanta aziende più innovative nel campo dell’intelligenza artificiale, nel 2026 quattro operano nel settore della sanità: Abridge, Chai Discovery, EliseAI e OpenEvidence a riprova del fatto che la salute è il campo in cui più le aziende stanno investendo. Nello specifico, Abridge automatizza le note cliniche dai colloqui medico-paziente; Chai Discovery usa AI per progettare anticorpi e farmaci; EliseAI automatizza processi immobiliari e sanitari con chatbot; OpenEvidence è un motore di ricerca per medici su letteratura scientifica, usato negli USA con valutazioni miliardarie. Tutte puntano a ridurre costi e tempi operativi nella sanità e oltre. Tuttavia di queste attualmente nessuna lavora in Europa, per problemi strutturali e di investimenti, ancora lontani da quelli fatti oltreoceano nel settore. Un gap che rischia di farci rimanere al palo, tagliandoci fuori dal mercato, ma anche dall’opportunità di beneficiare di questa rivoluzione diagnostica oramai alle porte.
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di Linda Varlese
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