Trentacinque anni di attività rappresentano un traguardo importante per qualsiasi impresa. Lo sono ancora di più quando si parla di una cooperativa sociale nata per rispondere ai bisogni delle persone più fragili e cresciuta fino a diventare una delle realtà più significative del settore sociosanitario e della ristorazione collettiva nel territorio cuneese.
“Tre parole accompagnano oggi il nostro percorso: Lavoro, Comunità, Futuro. Il lavoro come strumento di dignità, inclusione e crescita personale – ha dichiarato Marco Didier, presidente di Gesac –. Perché, dopo 35 anni, sappiamo che il nostro compito non è soltanto gestire servizi. Il nostro compito è prenderci cura delle persone e contribuire a costruire una società più giusta, più inclusiva e più umana”.
Nello scorso weekend Gesac ha scelto di celebrare questo suo significativo anniversario con una serie di iniziative ospitate presso la casa di riposo cittadina “Casa Famiglia” e culminate il sabato mattina con una tavola rotonda dedicata al tema “Il ruolo della cooperazione nella gestione delle Rsa: quale futuro?”, organizzata nel salone della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Cuneo.
[Nelle foto alcuni momenti dell’incontro tenuto nel salone della Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Cuneo]
L’incontro, al quale hanno partecipato numerose autorità e rappresentanti del mondo economico e associativo del territorio, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra operatori, amministratori, rappresentanti del mondo cooperativo e cittadini. Moderato dal direttore generale di Gesac Paolo Tallone, ha visto la partecipazione di Roberta Defabiani (responsabile assistenza Gesac), Stefano Granata (presidente nazionale Federsolidarietà) in collegamento, Enrico Pesce (presidente Federsolidarietà Piemonte), Gian Piero Porcheddu (direttore Cooperativa Coesioni Sociali) e Maurizio Serpentino (presidente Consorzio Socialcoop). Al centro della riflessione una questione particolarmente rilevante in una provincia come quella di Cuneo, dove l’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle principali sfide sociali dei prossimi decenni.
Tre i temi fondamentali emersi nel corso del dibattito: primo tra tutti, la sostenibilità del sistema assistenziale. Garantire la presa in carico degli anziani fragili richiede infatti risorse economiche, competenze professionali e modelli organizzativi sempre più innovativi. Secondo, il riconoscimento del ruolo svolto dalle cooperative sociali. Negli anni queste realtà hanno saputo trasformare bisogni spesso invisibili in servizi concreti e qualificati, garantendo una presenza capillare anche nelle aree più periferiche. Il terzo aspetto riguarda il lavoro. Le Rsa rappresentano infatti un fondamentale motore occupazionale, capace di offrire opportunità professionali stabili e qualificate a centinaia di operatori, ma devono essere viste in un’ottica innovativa che superi il modello tradizionale.
“Le case di riposo – ha sottolineato il direttore Tallone – soprattutto nei piccoli paesi, devono essere viste in modo diverso: più aperte verso l’esterno come veri e propri centri servizi in aiuto alla comunità. Devono diventare spazi aperti, integrati nel tessuto territoriale, in grado di promuovere attività sociali, culturali e relazionali, favorendo l’incontro tra generazioni e diventando veri e propri punti di riferimento per famiglie, caregiver e cittadini”.
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate a Mario Sacco (presidente Confcooperative Piemonte Sud), che al termine del suo intervento ha consegnato una targa commemorativa alla cooperativa. Un altrettanto importante riconoscimento anche da parte dell’assessore Marco Gallo, in rappresentanza della Regione Piemonte. La giornata ha visto poi la sentita premiazione di una quindicina di soci a cura della vicepresidente di Gesac, Giuliana Massimelli, per culminare con il partecipato pranzo collettivo nel parco della Residenza di Casa Famiglia.
[La consegna della targa da parte del presidente di Confcooperative Piemonte Sud Mario Sacco]
Per comprendere però l’identità attuale di Gesac è necessario tornare indietro di oltre tre decenni. Lo facciamo insieme al suo direttore Paolo Tallone.
La cooperativa nasce nel 1990 all’interno dell’esperienza delle Acli Provinciali di Cuneo, in un contesto storico nel quale il volontariato organizzato e il mondo associativo cattolico rappresentavano uno dei principali punti di riferimento per la costruzione di risposte sociali ai bisogni emergenti delle comunità locali.
L’idea era semplice ma ambiziosa: creare un’impresa sociale capace di coniugare efficienza gestionale, qualità dei servizi e attenzione alle persone.
Le prime attività riguardano la gestione della mensa cittadina di Cuneo, un servizio particolarmente importante per la comunità locale, e poi di tre mense aziendali storiche del territorio: la Bottero Spa, la Pennitalia di Vernante e la Presa Cementi di Robilante, oggi Buzzi Unicem.
In quella fase iniziale la cooperativa opera principalmente nel settore della ristorazione collettiva, ma già emergono i principi che ne caratterizzeranno l’intera evoluzione: solidarietà, mutualità, inclusione e valorizzazione del lavoro.
Principi che ancora oggi rappresentano il fondamento dell’azione di Gesac. Fin dalla sua nascita la cooperativa non interpreta il lavoro come una semplice prestazione economica. Al contrario, il lavoro viene considerato uno strumento di crescita personale, di inclusione e di partecipazione alla vita della comunità. Una visione che oggi continua a guidare le scelte strategiche dell’organizzazione.
“Promuoviamo un lavoro di qualità – sottolinea Tallone – che diventa strumento di crescita personale e collettiva, capace di generare dignità e speranza”. Un’affermazione che sintetizza efficacemente la filosofia di un’impresa sociale che, pur operando in mercati sempre più competitivi, continua a mettere al centro le persone, le loro capacità e il loro valore umano.
Non a caso Gesac aderisce a Confcooperative, la principale organizzazione di rappresentanza del movimento cooperativo italiano, condividendone i valori di mutualità, solidarietà e sviluppo sostenibile.
Come molte organizzazioni nate nel mondo della cooperazione sociale, anche Gesac ha dovuto affrontare momenti complessi. Uno dei passaggi più delicati arriva all’inizio degli anni Duemila. Il settore della ristorazione collettiva cambia rapidamente e le amministrazioni pubbliche iniziano ad affidare i servizi attraverso gare sempre più strutturate e competitive. Sul mercato arrivano grandi multinazionali capaci di operare su scala nazionale e internazionale. Per una cooperativa locale la situazione diventa particolarmente difficile.
“Nel 2000 abbiamo vissuto un periodo di profonda crisi – ricorda Tallone -. La concorrenza delle grandi aziende della ristorazione collettiva era fortissima e non avevamo ancora una struttura adeguata per poter competere nei grandi bandi pubblici”.
Per molte realtà una crisi di questo tipo avrebbe potuto rappresentare l’inizio del declino. Per Gesac, invece, si trasforma nell’occasione per ripensare il proprio futuro.
Dopo un lungo periodo di riflessione, la cooperativa decide di ampliare il proprio raggio d’azione e di guardare con maggiore attenzione al mondo ecclesiale e al privato sociale.
Le prime esperienze arrivano a Roccavione e presso la casa di riposo “Monsignor Craveri” di Fossano, struttura legata alla Diocesi.
Inizialmente il compito affidato a Gesac riguarda esclusivamente la ristorazione, ma ben presto emergono nuove esigenze.
“A un certo punto ci chiesero di occuparci anche dell’assistenza agli ospiti – racconta Tallone -. Fu il momento in cui comprendemmo che potevamo mettere le nostre competenze organizzative al servizio di un settore destinato a diventare sempre più importante”.
Quella richiesta segna una svolta decisiva. Da allora la cooperativa inizia un percorso di crescita che la porta progressivamente a diventare uno dei principali attori del settore sociosanitario nel territorio cuneese.
Negli anni successivi Gesac amplia la propria presenza nelle strutture residenziali per anziani e sviluppa una gamma sempre più ampia di servizi. Accanto alla ristorazione trovano spazio attività assistenziali, sociosanitarie, infermieristiche, educative e di supporto alla persona. Crescono contemporaneamente il numero dei lavoratori, le professionalità coinvolte e la complessità organizzativa. Oggi la cooperativa può contare su numeri che testimoniano la portata del percorso compiuto:
– 600 soci lavoratori;
– 50 liberi professionisti;
– circa 300 operatori sociosanitari;
– 45 lavoratori con disabilità fisiche o mentali inseriti in percorsi occupazionali;
– attività in 20 case di riposo;
– gestione di 35 mense.
Dati importanti che fanno di Gesac una delle principali realtà cooperative della provincia di Cuneo. “Ma la crescita quantitativa non è mai stata considerata un obiettivo fine a se stesso – sottolinea ancora Tallone – Il nostro impegno, continua infatti a concentrarsi sulla qualità dei servizi e sulla capacità di generare valore sociale per il territorio”.
Una delle caratteristiche distintive di Gesac è la sua natura di cooperativa sociale di tipo A e B, secondo quanto previsto dalla Legge 381 del 1991. Da un lato la gestione di servizisocioassistenziali e sanitari, dall’altro l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Le 45 persone con disabilità fisiche o mentali attualmente impiegate rappresentano infatti molto più di un dato statistico, sono la testimonianza concreta di un modello che considera il lavoro un diritto e una straordinaria opportunità di inclusione sociale.
“Gesac è un ambiente serio, corretto e familiare – conclude Tallone -. Tre parole che riassumono un modello organizzativo fondato sul rispetto reciproco, sulla partecipazione e sulla valorizzazione delle persone. Questa caratteristica ha consentito alla cooperativa di crescere senza smarrire il proprio legame con il territorio e con i valori originari”.
Dando uno sguardo al futuro, scopriamo che Gesac da alcuni anni si adopera per realizzare un sogno che tra circa un anno dovrebbe finalmente diventare realtà. Una Rsa completamente gestita dalla cooperativa. Il riferimento è a nuova struttura residenziale che sta nascendo a Vinovo, in provincia di Torino.
Una struttura da 120 posti letto realizzata dal Consorzio Socialcoop, associato a Confcooperative Piemonte Sud, di cui Gesac fa parte da sei anni. Per la cooperativa si tratta di una tappa storica, in quanto per la prima volta non si limiterà a fornire personale e servizi, ma parteciperà alla gestione complessiva della struttura. Un passaggio che rappresenta il naturale approdo di un percorso iniziato oltre trent’anni fa attorno a una mensa cittadina.
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Daniela Bianco
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