Non soltanto un museo, ma un nuovo modo di raccontare la Calabria attraverso le sue protagoniste. È questo il significato più profondo del Museo a cielo aperto “Calabria al femminile”, inaugurato a Zambrone nelle giornate del 20 e 21 giugno, un progetto culturale che trasforma lo spazio pubblico in un luogo permanente di memoria, arte e identità collettiva.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di restituire visibilità e voce a figure femminili che, in epoche e contesti diversi, hanno contribuito alla costruzione della storia calabrese. Attraverso diciotto opere scultoree, il museo racconta infatti le vicende di ventitré donne che hanno lasciato un segno nella cultura, nella spiritualità, nella società e nelle istituzioni della regione.
Come è evidenziato nella nota del sindaco di Zambrone Corrado L’Andolina, «non è stato inaugurato soltanto un Museo. È stato inaugurato un modo nuovo di raccontare la Calabria». Un luogo che non nasce per essere semplicemente osservato, ma per essere vissuto e attraversato quotidianamente dalla comunità e dai visitatori.
Un museo che unisce memoria, arte e territorio
La cerimonia inaugurale ha registrato una partecipazione particolarmente ampia e sentita. L’evento è stato accompagnato dalla benedizione di don Nicola Berardi, vicario zonale della Vicaria di Tropea, e dalla presenza di numerose autorità civili e istituzionali.
Particolarmente significativa la partecipazione del prefetto di Vibo Valentia, Anna Aurora Colosimo, la cui presenza ha conferito ulteriore prestigio istituzionale all’iniziativa.
Di grande rilievo culturale anche l’intervento della scrittrice Bianca Tragni, che ha proposto una riflessione approfondita sul ruolo delle donne nella costruzione dell’identità dei territori e nella trasmissione della memoria storica.
Un forte valore simbolico ha assunto inoltre la presenza dei sindaci provenienti da tutte le province calabresi, intervenuti in rappresentanza delle comunità che hanno dato i natali alle figure femminili celebrate nel percorso museale. Da Amantea a Bagnara Calabra, da Locri a Reggio Calabria, passando per Mileto, Tropea, Sellia Marina, Sersale, San Sostene, Dipignano e Zagarise, la partecipazione degli amministratori locali ha trasformato l’inaugurazione in un ideale abbraccio tra territori diversi, accomunati dalla stessa memoria e dalla medesima appartenenza culturale.
Presenti anche una rappresentanza del Comando provinciale dei Carabinieri e della Stazione dei Carabinieri di Zungri, guidata dal comandante Francesco Casile, oltre agli amministratori comunali di Zambrone che hanno sostenuto il percorso culminato nella realizzazione del museo.
Un riconoscimento particolare è stato rivolto allo scultore Antonio La Gamba, autore delle opere che compongono il percorso espositivo e protagonista di un lavoro artistico capace di trasformare «un’idea in materia», dando forma a un racconto collettivo destinato a rimanere nel tempo.
“Trame di Donna”, cultura, arte e riconoscimenti per le protagoniste del presente
Ad accompagnare l’inaugurazione del museo è stata la prima edizione della rassegna “Trame di Donna – Incontri con la Calabria al femminile”, dedicata a Gianna Maria Canale e articolata in incontri culturali, musica, poesia e teatro.
Nel corso della manifestazione è stato assegnato il “Riconoscimento Trame di Donna” a Regina Schrecker, madrina dell’evento e figura di rilievo internazionale nel mondo della moda e della creatività; a Caterina Muggeri, per il lungo impegno svolto nella Croce Rossa Italiana; e a Caterina Contartese, sindaca di Rombiolo e più giovane prima cittadina della provincia di Vibo Valentia.
A fare da cornice all’anfiteatro sono stati anche i lavori realizzati dagli studenti delle scuole partecipanti al concorso ideato da Regina Schrecker con la collaborazione della Società Dante Alighieri – Comitato di Tropea.
Molto apprezzato il concerto del Conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia, promosso grazie alla sensibilità del direttore Francescoantonio Pollice, così come l’esibizione della giovane vocalist zambronese Mariachiara Carrozzo.
Grande entusiasmo ha accompagnato anche la partecipazione degli studenti del Liceo statale “V. Capialbi”, sostenuti dal dirigente scolastico Antonello Scalamandrè e dai docenti dell’istituto, protagonisti di una performance musicale particolarmente applaudita dal pubblico.
Momenti di intensa emozione sono stati infine quelli dedicati alle rappresentazioni teatrali ispirate a Gianna Maria Canale e alle figure femminili celebrate nel museo. Gli appuntamenti sono stati curati dall’Associazione Rinascimento Poetico, presieduta da Elena Solano, in collaborazione con l’Associazione Onde Mediterranee, guidata da Pasquale De Luca.
Attraverso le interpretazioni di Dolores Mazzeo, Gianni Colarusso e degli artisti coinvolti nel progetto, la memoria si è trasformata in racconto condiviso, restituendo voce e umanità alle protagoniste del percorso museale.
Nel corso della rappresentazione è stata inoltre presentata l’opera realizzata da Lilla Calello su un’idea di Antonella Barletta, un originale quadro in tela composto a mosaico dedicato all’universo femminile e alle donne celebrate nel museo.
Un’eredità destinata a restare
Al di là degli eventi inaugurali, ciò che rimane è soprattutto il valore permanente del museo. Una piazza che oggi diventa luogo di narrazione collettiva e spazio di riconoscimento identitario.
«Resta una piazza che oggi racconta una storia – conclude il primo cittadino –. Resta un luogo che invita a fermarsi, osservare e ricordare. Resta la consapevolezza che la memoria non appartiene al passato, ma continua a vivere ogni volta che una comunità sceglie di riconoscersi nelle proprie radici».
Da oggi, nel cuore di Zambrone, le storie di ventitré donne continuano a dialogare con il presente attraverso il linguaggio più immediato e universale: quello della bellezza.
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