Papa Leone a Pavia, l’emozione è ancora viva: il nostro videoracconto


Una visita attesa da fedeli e curiosi provenienti da tutta la provincia e non solo, per poter assistere al passaggio del Santo Padre. Riunitisi fin dal primo pomeriggio di sabato 20 giugno 2026 all’interno delle piazze, in attesa dell’arrivo di Papa Leone XIV, atterrato al campo da rugby del Cus del Cravino intorno alle 14:45.

IL VIDEOSERVIZIO:

 

Accolto dalle principali autorità locali: il Vescovo Mons. Corrado Sanguineti, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Prefetto Francesca De Carlini, il Sindaco Michele Lissia e il Presidente della Provincia Giovanni Palli.

Una dedica al Santo Padre

L’arrivo del Santo Padre

Pavia si è fatta trovare pronta ad accogliere Sua Santità. Un clima di gioia e riconoscenza si respirava in ogni angolo della città, addobbata a festa per questa visita pastorale che ha coinvolto i luoghi simbolo della città.

L’APPLAUSO DI GIOIA:

 

Predisposto per l’occasione un articolato piano di sicurezza che ha visto impegnate la Polizia di Stato, la Polizia Locale, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Protezione Civile e i soccorritori del 118, tutti coordinati per garantire ordine e assistenza durante l’intera giornata.

LA FOLLA:

 

L’intero tragitto percorso dal Papa sulla Papamobile, mentre avanzava sulle strade pavesi, è stato transennato e messo in sicurezza.

LA PAPAMOBILE:

 

Ad attenderlo, ai lati della strada, una folla di fedeli provenienti da tutta la provincia che bramavano il suo passaggio per rivolgergli un saluto e ricevere la sua benedizione.

MISURE CONTRO IL GRAN CALDO:

 

La visita al CNAO

Una delle tappe più significative durante la visita di Papa Leone XIV a Pavia è stata quella al CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica. Per l’occasione, l’artista pavese Stefano Bressani ha realizzato un’opera speciale destinata al Santo Padre, coinvolgendo sei bambini in cura presso il centro in un laboratorio creativo.

Dalle loro magliette, trasformate in tessuto d’arte, è nata “Ti Ascolto”, un cuore simbolico che per la prima volta sostituisce il tradizionale cavetto elettronico del progetto KUORIDISTOFFA con il sensore di uno stetoscopio, emblema di cura e vicinanza umana. L’opera, accompagnata da un cofanetto commemorativo e da un video backstage, diventa così un ponte tra arte, medicina e fede, raccontando una storia di speranza e resilienza che Pavia consegna al Papa.

Visita al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica

Convento dei Padri Agostiniani

A seguito della visita al centro d’eccellenza internazionale, il Santo Padre ha proseguito il suo percorso verso il Convento dei Padri Agostiniani, dove è stato accolto per un breve incontro con la comunità religiosa. Nel chiostro ha poi salutato i vescovi lombardi e i collaboratori presenti.

Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro e Duomo

Il Santo Padre ha poi raggiunto la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro – momento centrale della tappa pavese – dove si è tenuta la celebrazione della Parola e la venerazione delle reliquie di Sant’Agostino, dopo il saluto di Monsignor Sanguineti, il Papa.

Per l’occasione è stato allestito anche un maxi schermo per far sì che i partecipanti potessero assistere alla celebrazione.

LA FUNZIONE:

 

Al termine del rito, si è diretto verso i fedeli radunati nel piazzale antistante la basilica, dove è stato accolto tra applausi e grida di gioia; ha quindi rivolto un saluto e impartito la benedizione prima di raggiungere la Papamobile, continuando poi a salutare i presenti lungo il tragitto prestabilito.

Attraversando il percorso gremito di persone, il Santo Padre ha quindi raggiunto il Duomo di Pavia, ricevendo poi un omaggio floreale dai bambini e salutando la comunità sudamericana presente in piazza. All’interno della Cattedrale ha partecipato all’adorazione del Santissimo Sacramento e si è raccolto davanti all’altare di San Siro, primo vescovo e patrono della diocesi e della città.

Discorso Santo Padre in piazza Vittoria

Come riportato dalla Diocesi di Pavia sul proprio sito, in piazza Vittoria il Santo Padre ha rivolto un discorso dedicato alla città e ai suoi cittadini, portando al centro il valore della bellezza condivisa, della responsabilità civica e della cura della comunità. Concentrando così il suo intervento sul ruolo della città come luogo di incontro, partecipazione e solidarietà, con un invito a custodire il bene comune e a vivere Pavia come spazio di dialogo e impegno quotidiano.

“Eccellenza Reverendissima,
Signor Sindaco,
Distinte Autorità,
cari fratelli e sorelle!

Vi ringrazio per la vostra accoglienza, così festosa, e per le cortesi parole di benvenuto. Per bocca del Vescovo e del Sindaco, Pavia stessa si presenta dando voce alla bellezza della vostra città. È una bellezza esigente, in quanto rappresenta l’eredità preziosa di un passato che diventa impegno per il presente. La città è in effetti un dono e un compito per chi vi abita: da questa piazza tutti ce ne rendiamo conto, guardando come la vita dei cittadini si rifletta sugli edifici e sulle pietre circostanti.

Ci troviamo tra monumenti che parlano di voi, e che perciò parlano a voi. Mi riferisco non solo a quelli antichi, ma alle case, alle scuole, all’università, all’ospedale, ai centri parrocchiali. Sono tutti luoghi significativi, strutture dotate di senso proprio, che testimoniano accoglienza, educazione, cultura. In forme distinte attestano una medesima cura della persona-in-comunità, con la sua dignità e i suoi valori, quelli che vi uniscono come un solo popolo e che sono anche alla base della Carta Costituzionale italiana.

Attraversando il centro storico di Pavia, nelle vie e nelle piazze si respira una bellezza carica di storia, non superficiale. È questa una caratteristica delle città europee: mentre riconosciamo in esse l’ingegno e il senso civico di chi le ha edificate, ci rendiamo conto di come il valore del tessuto urbano sostenga la loro vita quotidiana e il ruolo proprio che ciascuna di esse ricopre nell’ambito nazionale e internazionale.

Il nome “città”, dal latino civitas, indica, oltre che un luogo, una condizione umana: la città è una per tutti, è singolare e plurale. Il popolo che la abita vi costituisce una società, cioè un organismo che dev’essere ben ordinato nelle sue relazioni e nelle sue leggi. Essere sociali significa essere solidali, comportandosi da autentici soci: motivati dal bene comune e non da interessi di parte. I cittadini sono sempre concittadini! Difatti, si chiama appunto “Comune” l’ente democratico che si prende cura della città, promuovendo il benessere di quanti vi abitano.

Poiché dunque il popolo è responsabile dello spazio pubblico, davanti alle sfide attuali chiediamoci che cosa fortifica e che cosa erode le nostre case: domandiamoci che cosa rende stabile e che cosa ferisce la nostra società. Altrimenti, ciò che è di tutti rischia di diventare di nessuno: quando l’indifferenza sembra disgregare la nostra comunità, occorre rinnovare l’attiva partecipazione di tutti alla vita cittadina. Dinanzi a forme di degrado e di analfabetismo civico, siamo chiamati a condividere linguaggi di dedizione e di servizio, che custodiscono piazze, parchi, strade come luoghi di incontro per eccellenza. Questa buona cittadinanza sa coltivare la concordia attraverso il dialogo e l’incontro costruttivo tra le persone e le culture che animano Pavia.

Oggi invito ciascuno di voi a ripetere dentro di sé: mi interessa la nostra città! Mi interessa la salute di chi ho accanto, mi interessa la bellezza del luogo in cui abito, mi interessa la qualità della vita negli ambienti in cui lavoro e dove trascorro il tempo libero. Mi interessa questa pianura così fertile, dove ogni campo e ogni fosso porta i segni del lavoro paziente di chi per secoli ha ascoltato il ritmo del creato, sentendosi in armonia con la natura.

La coltivazione della terra rispecchia la promozione della cultura, che trova a Pavia un modello particolarmente felice. Ricordando la vostra illustre tradizione accademica, penso soprattutto ai giovani e agli studenti che frequentano l’Università cittadina. In questo polo culturale, essi non sperimentano un agglomerato di saperi, ma un sistema capace di formare la persona senza speculare sul suo lavoro. Promuovere le scienze, infatti, significa promuovere l’uomo, che deve sempre restare protagonista delle proprie ricerche.

In tale prospettiva, ad ogni sapere corrisponde una forma di cura: come la scienza medica provvede al corpo umano, così la giurisprudenza si preoccupa del corpo sociale e la filosofia considera il pensiero, da cui l’uomo sviluppa ogni sua arte. Tutto ciò che veniamo a sapere del mondo ci fa conoscere noi stessi e ci fa interrogare nuovamente sulla nostra esistenza, assetata di verità e di giustizia. Di questa sete fu pieno l’animo di sant’Agostino, esempio della sana inquietudine che freme in chi ricerca, in chi studia, in chi educa. La sua figura, mentre incarna il dialogo arduo e costante tra fede e ragione, testimonia la loro reciproca appartenenza.

Non si può infatti credere senza pensare, né è possibile illuminare i quesiti più alti della ragione senza fede. Con questa fiduciosa apertura, infatti, la ragione umana domanda e progetta: non si chiude in logiche di profitto o di dominio, ma scopre nuovi modi per prendersi cura di sé e del mondo. Nella misura in cui crede, l’essere umano non si rassegna alla fine, a un frammento storico che termina con la morte: proprio la fede ci ricorda che non siamo sudditi di un fato anonimo, sostenendo invece la certezza che Dio è creatore e salvatore della vita.

A questo proposito, anche nella città di Pavia la Chiesa opera come grembo che accoglie tutti, generando una nuova umanità. Ancora oggi, la più antica istituzione cittadina è chiamata a evangelizzare anzitutto come focolare di fede e casa di carità al servizio di chi è più piccolo, povero, solo o anziano, coinvolgendo in questa cura dell’umano tutte le forze di volontariato, alle quali indirizzo la mia stima e la mia riconoscenza. Grazie al vostro impegno, Pavia è prospera, oltre che di beni, anche di virtù: onorate sempre la dignità di ogni vita umana! La croce, che sta nello stemma della vostra città, è ben più che un simbolo araldico, è una sintesi culturale: ricorda che la storia di Pavia è ancorata al valore universale dell’amore cristiano; ed è una storia da scrivere insieme, esercitando una memoria creativa nell’intesa tra cittadini e associazioni, tra la Chiesa e gli Enti pubblici, tra generazioni e culture.

Care sorelle e cari fratelli, mentre invito ciascuno a dare il meglio di sé per il bene di tutti, di cuore impartisco su di voi, sulle vostre case e sulle vostre famiglie la mia benedizione. Grazie!”

Discorso sindaco

Oltre alle sue parole, hanno riempito la piazza anche le parole del sindaco Michele Lissia, che a nome di tutta la città ha rivolto al Santo Padre un saluto istituzionale. Richiamata l’identità culturale e spirituale di Pavia, il legame con Sant’Agostino e la responsabilità collettiva di una comunità che produce conoscenza, cura e accoglienza, ha tenuto un discorso centrato sui valori della dignità umana, della pace e del bene comune. Temi che il primo cittadino ha indicato come fondamento dell’impegno quotidiano della città.

“Santo Padre, a nome della città di Pavia e dell’intera comunità pavese, desidero rivolgerLe il nostro saluto di benvenuto più affettuoso e riconoscente.

La Sua presenza qui, oggi è per noi fonte di un onore profondo. Pavia La accoglie con la sua storia, con la sua identità di città antica e giovane insieme, con le sue pietre, le sue chiese, le sue scuole, la sua Università, i suoi collegi, i suoi luoghi di cura, i suoi quartieri, il suo fiume. La accoglie, soprattutto, come città che sente forte il legame con Sant’Agostino, custodito qui non solo come memoria religiosa e spirituale, ma come figura viva del pensiero, della filosofia, della ricerca e in definitiva dell’inquietudine della persona umana alla ricerca della verità.

Pavia è una città della conoscenza dove una comunità composita e vivace ogni giorno studia, cura, insegna, innova. Ma proprio per questo sentiamo con particolare forza il richiamo che Lei ha posto al centro della Sua enciclica Magnifica Humanitas: il progresso, la tecnica, l’intelligenza artificiale, gli avanzamenti nelle scienze e l’elaborazione di modelli sociali e politici non possono prescindere dalla definizione del ruolo e della sorte di noi esseri umani nell’ambito di questi processi.

Una città che produce conoscenza deve chiedersi per chi la produce. Una città che forma giovani deve chiedersi quale futuro consegna loro. Una città che cura deve ricordare che ogni fragilità è anche una responsabilità collettiva. La dignità della persona, la giustizia, il lavoro, il diritto all’educazione, la verità, la solidarietà, l’accoglienza delle diversità, tutte le diversità, devono diventare i criteri con in quali una comunità misura il proprio grado di civiltà.

E oggi, Santo Padre, questo richiamo è ancora più urgente, perché viviamo un tempo segnato da guerre, da immagini di distruzione, da genocidi, da popoli feriti e martoriati che forse credevamo solo relegato al passato. Pavia è una Città di pace. Pace come scelta politica, culturale, morale. Pace che rifiuta la guerra come destino inevitabile. Pace intesa come volontà di mettere la vita umana prima del potere, prima dell’interesse economico, prima della logica delle armi.

Pavia vuole essere città della pace col suo impegno quotidiano. Lo vuole essere nelle scuole, dove si educa al rispetto; nei luoghi di cura, dove ogni persona viene prima della sua condizione; nelle Università, dove il sapere deve diventare responsabilità; nei quartieri, dove la convivenza si costruisce ascoltando le differenze; nelle istituzioni e in chi le rappresenta, che hanno il dovere di tenere unite le persone, di abbassare i toni, di lavorare per il bene comune e di non lasciare nessuno solo.

La nostra città conosce il valore dell’incontro. È una città attraversata da cammini, da studenti, da persone che arrivano da Paesi diversi, da storie diverse, con speranze diverse. È una città che può e deve fare della propria dimensione europea, scientifica e umanistica un contributo concreto a una cultura della pace.

Santo Padre, la Sua visita richiama tutti noi a una grande responsabilità: quella di non accontentarci di amministrare il presente, ma provare a renderlo più umano, rigovernando la tecnologia in una dimensione etica e superando le paure con la capacità di dare conforto morale e materiale a chi ne ha bisogno ora e per chi ne avrà bisogno in futuro. In poche parole, rafforzare la consapevolezza che la persona viene prima di tutto. Che la conoscenza deve servire la vita.

Grazie di cuore, Santo Padre, per essere qui con noi. Pavia La accoglie con gratitudine, con rispetto e con il desiderio sincero di camminare, nel proprio piccolo, dalla parte della dignità umana, del dialogo e della pace che lei sta tracciando.”

I saluti e la partenza

Questa giornata intensa si è conclusa tra sorrisi e ringraziamenti e il Papa ha lasciato la nostra provincia raggiungendo nuovamente il campo da rugby del Cus, dove lo attendeva il decollo alla volta di Sant’Angelo Lodigiano.

Quella di sabato è una visita destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva della città e di tutti i cittadini che hanno preso parte a questa visita religiosa.

La partenza del Santo Padre

 


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 Desirée Cirisano

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