L’Università di Genova ottiene un risultato di rilievo nazionale nella VQR – Valutazione della Qualità della Ricerca 2020-2024, il principale esercizio di valutazione condotto dall’ANVUR sulle attività di ricerca, valorizzazione delle conoscenze e trasferimento di impatto verso la società.
In particolare, per quanto riguarda la valutazione della qualità della valorizzazione delle conoscenze (indicatore R4 pari a 1,23), l’Ateneo ottiene il secondo posto tra le 21 università italiane di maggiore dimensione (ossia quelle collocate nel quarto quartile), superata solo dal Politecnico di Torino. L’indicatore IRAS4, pari a 2,61, completa il quadro: è la misura quali-quantitativa che integra il dato di qualità con il peso relativo dell’Ateneo nell’esercizio di valutazione, tenendo conto anche del numero dei casi di studio conferiti dall’istituzione.
Nella valutazione dei 14 casi di studio presentati dall’Università di Genova nell’ambito della valorizzazione delle conoscenze, il GEV interdisciplinare di valorizzazione delle conoscenze dell’ANVUR ha attribuito a UniGe 3 giudizi di classe A, corrispondenti a “Eccezionale”, e 11 giudizi di classe B, corrispondenti a “Eccellente”. Tutti i casi presentati si collocano quindi nelle due fasce più alte della valutazione.
Il dato non riguarda soltanto la qualità formale delle schede presentate. Restituisce piuttosto la capacità dell’Università di Genova di trasformare risultati della ricerca in effetti verificabili: nella salute, nella scuola, nei beni culturali, nell’inclusione, nella sostenibilità, nell’innovazione tecnologica, nello sviluppo di impresa e nella costruzione di politiche pubbliche. I 3 casi classificati come “Eccezionali” offrono una fotografia particolarmente nitida di questa capacità.
Il punteggio massimo, 40/40, è stato assegnato al caso “UniGe per i Beni Culturali”, dedicato alla valorizzazione e alla condivisione del patrimonio storico, scientifico, artistico, archivistico e museale dell’Ateneo. Il GEV ha riconosciuto il ruolo dell’Università come polo culturale e sociale, sottolineando la qualità della strategia di digitalizzazione, catalogazione, restauro, accessibilità e public engagement. Il caso, riferito all’intera istituzione, ha coinvolto, tra gli altri, Dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e della vita – DISTAV, Dipartimento di scienze della formazione – DISFOR, Dipartimento di chimica e chimica industriale – DCCI e Dipartimento di matematica – DIMA, mettendo in rete competenze diverse e consolidando rapporti con Soprintendenze, Comune di Genova, Regione Liguria, istituzioni culturali, scuole e associazioni. La valutazione ha inoltre riconosciuto il rilievo nazionale e internazionale delle piattaforme digitali e delle attività di condivisione del patrimonio.
Con 39/40 è stato valutato “Eccezionale” il progetto “INsegna SALUTE”, sviluppato dal Dipartimento di scienze della salute – DISSAL e dal Dipartimento di scienze della formazione – DISFOR. Il caso ha dimostrato la capacità di integrare prevenzione sanitaria, formazione, comunicazione pubblica e contrasto alle disuguaglianze, coinvolgendo scuole, studenti universitari, famiglie, strutture sanitarie, associazioni e istituzioni territoriali. Il GEV ha valorizzato in particolare la qualità degli indicatori utilizzati, l’efficacia delle campagne di prevenzione e vaccinazione, l’attenzione alle fasce più fragili e il carattere multidisciplinare del progetto.
Ha ottenuto 38,5/40, con giudizio “Eccezionale” il progetto “Dalla Botanica ai Big Data – BOTBID”, che unisce botanica, tecnologie digitali, educazione ambientale e citizen science. Realizzato con il contributo di Dipartimento di informatica, bioingegneria, robotica e ingegneria dei sistemi – DIBRIS, Dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e della vita – DISTAV e Dipartimento di fisica – DIFI, il progetto utilizza piante bioindicatrici e sensori digitali negli orti scolastici per monitorare la qualità ambientale, promuovere la cittadinanza scientifica e avvicinare studentesse e studenti ai temi della transizione ecologica e digitale. Il GEV ha riconosciuto la precisione con cui sono stati documentati gli esiti per scuole, insegnanti, studenti e comunità locali, nonché la coerenza dell’iniziativa con le strategie di Ateneo e con i programmi RAISE.
Gli 11 casi collocati nella classe “Eccellente” confermano la varietà e la consistenza del contributo di UniGe alla società e al territorio. Nell’ambito dell’innovazione tecnologica e dell’inclusione, “ADRIS – Accessible Driving Simulator ha ottenuto 35,5/40” per il suo lavoro sulla sicurezza stradale, sull’accessibilità e sulla formazione di persone con differenti abilità sensoriali, motorie e cognitive, attraverso un simulatore basato su intelligenza artificiale e realtà virtuale. “DanzArTe EWT – Emotional Wellbeing Technology”, valutato 35/40, è stato riconosciuto per il suo contributo al benessere psicofisico delle persone anziane, mettendo in relazione arte, tecnologie digitali, medicina e cultural welfare. “Space V“, anch’esso con 35/40, è stato apprezzato per il percorso di trasferimento tecnologico che collega ricerca universitaria, space economy, sostenibilità ambientale e sviluppo imprenditoriale.
Nel campo della salute e dell’educazione, il caso sulla gestione del diabete di tipo 1 in ambiente scolastico ha ottenuto 32/40, riconoscendo il valore della formazione rivolta al personale scolastico e il contributo alla sicurezza e all’inclusione degli studenti. Il Polo M.T. Bozzo, con 33/40, è stato valutato per l’attività di ricerca e intervento sui disturbi del linguaggio e dell’apprendimento, capace di integrare ricerca scientifica, formazione, strumenti diagnostici, servizi clinici e trasferimento verso le scuole e le famiglie. Il caso relativo all’utilizzo del Rituximab nelle sindromi nefrosiche idiopatiche ha ottenuto 32/40, per il contributo offerto al percorso nazionale di ampliamento dell’accesso regolato a una terapia rilevante per pazienti affetti da patologie rare.
Nell’ambito del rapporto tra Università, città e comunità, l’iniziativa “Ridiamo il mare a Prà-Palmaro” ha ottenuto 33,5/40, riconoscendo il valore di un percorso di ricerca e progettazione partecipata rivolto alla riqualificazione di un quartiere e al rafforzamento del rapporto tra cittadini, istituzioni e Ateneo. I “Rolli Days Live & Digital“, valutati 32,5/40, sono stati apprezzati per la divulgazione scientifica e la valorizzazione del patrimonio UNESCO dei Palazzi dei Rolli. Il progetto dedicato alla promozione dell’attività motoria nelle scuole primarie, con 32/40, ha documentato un impatto esteso su migliaia di bambine e bambini, sulle politiche educative e sul raccordo tra Università, Comune e sistema sportivo. L’Osservatorio sui procedimenti in materia di diritti delle persone richiedenti protezione internazionale, con 32/40, ha ricevuto una valutazione positiva per l’impatto sociale, giuridico e culturale delle sue attività di supporto e per il contributo alla riduzione delle disuguaglianze.
Infine, il progetto “CROSS-I – Collaborazione e Sostenibilità per la Rivoluzione della Smart Industry“, valutato 32/40, ha evidenziato il ruolo dell’Ateneo nella promozione della trasformazione digitale ed ecologica delle imprese, nella collaborazione tra ricerca, industria e istituzioni e nella diffusione di pratiche di sostenibilità nel settore manifatturiero.
«Questo risultato non nasce dalla semplice sommatoria di iniziative positive», sottolinea Fabrizio Benente, prorettore dell’Università di Genova. «Abbiamo scelto di presentare casi nei quali il rapporto tra ricerca, azione e impatto fosse documentabile, misurabile e verificabile. La terza missione non è un’aggiunta decorativa alla ricerca: è il momento in cui il sapere universitario entra nella vita delle persone, nelle istituzioni, nelle scuole, nei servizi sanitari, nelle imprese e nelle trasformazioni concrete del territorio».
Il risultato è stato preceduto da un articolato percorso interno di selezione e accompagnamento. Dopo un primo survey delle proposte provenienti dai dipartimenti e dalle strutture di ateneo, i casi sono stati sottoposti al lavoro di un GEV interno, che ha contribuito a individuare le candidature caratterizzate da maggiore maturità sul piano delle evidenze, degli indicatori di impatto e della capacità di documentazione. I responsabili dei progetti sono stati accompagnati nella fase di redazione delle schede e nell’individuazione dei dati necessari alla valutazione; gli uffici di ateneo hanno garantito il supporto tecnico e la gestione della procedura sulla piattaforma ANVUR.
«La selezione ha comportato anche scelte difficili», aggiunge Benente. «Sono rimasti fuori progetti validi, ma non ancora sufficientemente maturi rispetto ai criteri richiesti dall’ANVUR. Era necessario evitare una logica di rappresentanza e puntare invece alla massima solidità possibile dei casi da sottoporre a valutazione. I risultati confermano che quella scelta metodologica è stata corretta».
L’Università di Genova ringrazia tutte le persone, i dipartimenti, le strutture e i partner territoriali coinvolti nella costruzione dei quattordici casi di studio. Un ringraziamento particolare va al gruppo di lavoro di ateneo che ha affiancato il percorso di selezione e predisposizione delle candidature.
«I risultati della VQR avranno rilievo anche nella definizione dei parametri legati alla quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario – conclude Fabrizio Benente –. Ma il loro significato va oltre la dimensione finanziaria: descrivono un’università capace di produrre ricerca e, insieme, di rendere quella ricerca riconoscibile, accessibile e utile nello spazio pubblico».
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