USB Pubblico Impiego – Agenzie Fiscali: Veneto – Entrate, l’applicativo Ceposto non può essere la soluzione al problema delle sedi sovraffollate



In occasione dell’incontro regionale concesso per affrontare, tra gli altri, anche il tema del trasferimento degli uffici del Compendio di Marghera, l’USB ha colto l’occasione per inviare una nota al Direttore Regionale nella quale si evidenziano le criticità che l’applicativo Ceposto sta creando in tutte le sedi del Veneto in cui è stato avviato.

Alla c.a. del Direttore dell’Agenzia delle Entrate

 della Direzione Regionale Veneto

dott. Stefano Mastronardo

e p.c. alle OO.SS.

Oggetto: Convocazione del 23 giugno 2026 – Trasferimento uffici del Compendio di Marghera

Con riferimento alla risposta di Codesta amministrazione prot. 31943 del 19 giugno u.s in risposta all’istanza di convocazione di cui all’oggetto inoltrata dalla scrivente O.S. in data 18 giugno u.s., la S.V. ribadiva la partecipazione all’incontro delle sole OO.SS. firmatarie del CCNL riportando come motivazione anche che nessuno degli argomenti all’ordine del giorno “… (ivi compreso il trasferimento degli uffici del Compendio di Marghera) attiene all’ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. La scrivente O.S., al contrario, tiene a precisarne l’inerenza, sia in termini di sicurezza del luogo di lavoro, sia in materia di tutela della salute di colleghi e colleghe, anche in termini di stress lavoro correlato, per le motivazioni di seguito elencate.

L’USB PI da anni tiene alta l’attenzione sul tema del trasferimento degli uffici del Compendio di Marghera, sollecitando incontri con l’amministrazione, da sempre inadempiente nell’informativa e concessa solo su sollecitazione delle parti sociali, organizzando assemblee del personale sul tema, proponendo questionari per la raccolta dei dati relativi al gradimento delle sedi di volta in volta individuate da parte pubblica, evidenziando le criticità riferibili alla maggiorazione dei costi, alle problematiche logistiche ed agli eventuali aggravi delle tempistiche riferite al tragitto casa/lavoro.

La settimana scorsa l’USB PI ha consultato ancora una volta il personale riunitosi in assemblea su un ordine del giorno articolato. Tra i temi affrontati anche il trasferimento degli uffici in via della Pila a Marghera.

Le problematiche emerse riguardano in primo luogo l’inadeguatezza della sede individuata che dovrà ospitare la Direzione Provinciale di Venezia e il relativo front office, il Centro di Assistenza Multicanale e anche la Direzione Regionale del Veneto, il cui trasferimento, al momento del bando per la ricerca della sede, era stato ipotizzato presso altro immobile in centro storico a Venezia.

Questo cambio di programmazione, accolto positivamente dalla scrivente O.S., ha drammaticamente evidenziato, già prima del trasferimento, la carenza del numero delle postazioni necessarie, che, al netto delle imminenti assunzioni, risulta in difetto per diverse decine di unità. Questa situazione, già grave come dato di partenza, smentisce le rassicurazioni date in precedenza dall’amministrazione che ha evidentemente sottostimato, o erroneamente pianificato, già nell’emissione del bando, le superfici necessarie al trasferimento degli uffici. Le aree disponibili insufficienti per il numero di lavoratori e lavoratrici che dovranno accogliere, azzerano anche gli spazi per la consumazione del pasto, per lo svolgimento delle assemblee del personale e per le aule dedicate alla formazione, peggiorando di gran lunga la situazione logistica attuale, critica per molti altri aspetti.

Già negli ultimi due anni, in assenza di una ricognizione degli spazi utili ad ospitare l’ingresso di migliaia di neoassunti, abbiamo assistito a soluzioni logistiche che sono andate in deroga alle garanzie di sicurezza e privacy e hanno creato spazi di lavoro invivibili, saturando tutte le postazioni possibili in ciascuna stanza, creando ambienti di lavoro dove trovare la concentrazione, isolandosi da ciò che accade intorno (telefonate, contraddittori, affiancamento di colleghi in formazione, ecc.) comporta un dispendio di energie enorme.

Contrariamente alle rassicurazioni date in passato, risulta inadeguato anche il numero dei parcheggi, elemento che metterà in grandissima difficoltà il personale coinvolto costringendolo all’utilizzo di posti auto a pagamento, anche distanti dalla sede di lavoro. Problematica che risulta aggravata per il personale turnista del SAM che, iniziando il proprio lavoro in tarda mattinata, non potrà sperare di trovare alcun parcheggio disponibile.

Risulta inoltre estremamente problematica la gestione del personale diversamente abile, numeroso in Direzione Regionale Veneto, in caso di evacuazione, considerato che l’ufficio in questione sarà allocato al secondo piano dello stabile e che la fuga per questi lavoratori e per i colleghi incaricati alla loro evacuazione sarà pericolosamente ritardata dalle scelte logistiche dell’amministrazione.

La soluzione proposta dall’Amministrazione alla carenza delle postazioni con l’applicativo “Ceposto” è una soluzione non accettabile e improponibile, ancora una volta per questioni, in primis, di sicurezza.

La postazione fissa di ciascun dipendente consente al lavoratore, ogni volta che si reca a svolgere la propria attività in presenza, di avere chiari quali siano le uscite di sicurezza, il percorso da seguire, i luoghi di raccolta, il proprio “addetto” all’evacuazione, così come, i colleghi e le colleghe addetti alla sicurezza conoscono i nominativi del personale di cui sono responsabili. È evidente che, in una condizione di colleghi che si avvicendano ogni giorno in postazioni differenti, questa condizione non viene assicurata, né per il personale né per gli addetti alla sicurezza.

L’adozione del “Ceposto”, attraverso l’assegnazione della scrivania tramite algoritmo, rischia di negare la continuità per l’attività lavorativa in team ed aree che, attraverso l’interazione e lo scambio di informazioni, collaborano e si coordinano per il raggiungimento degli obiettivi assegnati. I momenti di confronto e di cooperazione che il lavoro in presenza garantisce e che Agenzia auspica anche quando nega, ad esempio, motivate richieste di lavoro agile multi periodale in nome della necessità di un rientro in ufficio a tale scopo, vengono incredibilmente meno per la carenza di postazioni, rischiando di creare situazioni di isolamento e di disorganizzazione del lavoro.

Infine, e non da ultimo, l’introduzione del “Ceposto” irrigidirà la fruizione dello smart working, fino ad ora gestito anche attraverso deroghe alle giornate indicate nei contratti individuali per venire incontro, non solo ad estemporanee esigenze personali e familiari di colleghe e colleghi ma molto spesso per conciliare le diverse esigenze lavorative per le quali l’amministrazione stessa ne chiede occasionali modifiche: riunioni, accessi, verifiche, tutoraggio, ecc. La stessa situazione si verrà a creare per cambiare un giorno di ferie, anche per esigenze di servizio, per rendere disponibili postazioni per il coworking, per dare prospettive alle richieste di mobilità. La rigidità nella gestione degli istituti provocherà necessariamente una mancata conciliazione delle situazioni personali e familiari di colleghe e colleghi.

I temi su esposti sono l’esemplificazione di come il trasferimento degli uffici dal Compendio di Marghera ad altra sede, sono soprattutto un tema di sicurezza dei posti di lavoro e di tutela della salute del personale, anche per le condizioni di stress lavoro correlato che situazioni logistiche inidonee e la disorganizzazione del lavoro creeranno.

La mancata convocazione all’incontro odierno non è giustificabile in alcun modo.

La scrivente O.S. valuterà eventuali azioni sindacali e/o legali per tale inadempienza.

Venezia, 23 giugno 2026                                                                           

USB PI – Veneto




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