Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.9 è stata registrata oggi nel centro del Venezuela, con epicentro a 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, a una profondità di 4,6 chilometri. Lo rende noto la Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis), mentre il sisma è stato confermato anche dall’Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs).
Secondo numerose segnalazioni sui social media, la scossa è stata avvertita negli Stati di Aragua, Carabobo, Miranda e La Guaira, oltre che nel Distretto Capitale, dove si trova Caracas.
In precedenza Funvisis aveva registrato almeno 13 eventi sismici di intensità debole o moderata nelle aree di La Guaira, Naiguatá, Boca de Aroa, Maracay e San Felipe, interessate dalla sequenza sismica iniziata dopo il forte terremoto che ha colpito il Paese il 24 giugno.
Il governo venezuelano si appresta a limitare l’accesso allo stato di La Guaira, una delle zone più colpite dai due devastanti terremoti, come ha dichiarato venerdì il ministro dell’Interno Diosdado Cabello. “L’accesso allo stato di La Guaira – ha detto Cabello in tv – sarà limitato a partire dalle ore 20:00 (ora locale)”. La leader ad interim Delcy Rodríguez aveva precedentemente chiesto alla popolazione di non recarsi nella zona a nord di Caracas.
Gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio in Venezuela di una squadra di soccorso composta da oltre 250 persone, tra cui tre unità speciali di ricerca e salvataggio, per individuare eventuali sopravvissuti al devastante terremoto. Lo riferisce il dipartimento di Stato in una nota.
Le tre unità speciali comprendono vigili del fuoco, medici, paramedici, ingegneri e specialisti nella ricerca con unità cinofile, per un totale di 18 cani addestrati a localizzare persone intrappolate tra le macerie. Le squadre, partite da Miami, Los Angeles e dalla contea di Fairfax, vicino a Washington. Il personale trasporterà complessivamente oltre 90 tonnellate. Gli Usa hanno anche annunciato lo schieramento di due navi da guerra, aerei da trasporto ed elicotteri, nonché lo stanziamento di 150 milioni di dollari in aiuti per il Venezuela. Inoltre, il maggiore generale dei Marines Kevin Jarrard è arrivato nella capitale, Caracas, per coordinare le operazioni di soccorso del dipartimento della Difesa.
Il generale della fanteria di marina degli Stati Uniti, Kevin J. Jarrard, ha incontrato il capo della Difesa del Venezuela, il generale Gustavo González López, e altri alti comandanti militari per coordinare le operazioni di assistenza umanitaria dopo i devastanti terremoti del 24 giugno. Secondo quanto comunicato dal Comando Sud tramite una nota diffusa sui social, l’incontro è servito a valutare le condizioni operative dell’Aeroporto Internazionale Simón Bolívar, principale punto di ingresso per il personale di emergenza, i macchinari e le forniture.
Jarrard, definito come “l’ufficiale di grado più alto del Comando Sud schierato sul campo”, collabora con le autorità locali per “pianificare, coordinare e dirigere il supporto militare statunitense destinato al trasferimento rapido, vitale per salvare vite, del personale di primo intervento, delle attrezzature e degli aiuti umanitari verso le zone colpite”. L’organismo militare ha inoltre precisato che è in corso un’azione congiunta sul territorio: “Il Dipartimento della Difesa e il Dipartimento di Stato lavorano con i nostri alleati per aiutare il popolo venezuelano”. La riunione mira a facilitare l’arrivo degli aiuti e potenziare la risposta internazionale all’emergenza.
Le forze dell’opposizione denunciano intanto la carenza di assistenza nelle aree più colpite. Il politico Juan Pablo Guanipa ha riportato numerose segnalazioni riguardanti la mancanza di attrezzature per salvare le persone intrappolate sotto le macerie, specialmente nello stato di La Guaira. In un video diffuso online, il figlio Ramón Guanipa ha sollecitato interventi immediati dichiarando: “Esortiamo gli organismi statali e i governi stranieri a inviare squadre di ricerca e rimozione macerie per chi è ancora intrappolato”.
Secondo alcuni media, le testimonianze raccolte sul campo confermano un clima di forte tensione, con i residenti che, in diverse località, hanno tentato di fermare autonomamente i mezzi pesanti in transito per dirottarli verso gli edifici dove si spera di trovare superstiti. Molti cittadini hanno espresso frustrazione per la gestione dei soccorsi, lamentando l’assenza di personale specializzato e l’impossibilità di rimuovere le strutture crollate. “Abbiamo gente viva sotto le macerie, ci servono grandi macchinari”, ha gridato una donna in lacrime da Catia La Mar, mentre in altri complessi abitativi la popolazione ha lavorato per ore a mani nude. Mentre proseguono le operazioni di ricerca, il bilancio delle vittime dei sismi di magnitudo 7,5 e 7,2 resta provvisorio.
Morta la donna di origini siciliane che era dispersa in Venezuela
È morta anche Francesca Mannina, la seconda siciliana che risultava dispersa dopo il terribile terremoto in Venezuela. La donna era originaria di Balestrate, in provincia di Palermo. Il compagno della donna era stato ritrovato vivo ieri. A dare la notizia è lo zio Davide Emma sui social.
“Addio, nipotina dal cuore immenso – scrive su Fb -. Sempre pronta a incoraggiare, a donare speranza e augurare il bene. Ora il terremoto ti ha portata via e il dolore che hai lasciato è indescrivibile. Grazie di cuore a tutti coloro che ci sono stati vicini e che fino all’ultimo si sono uniti alla nostra speranza di poterti ritrovare indenne”.
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