IL PUNTO
Le forze armate Usa hanno condotto attacchi contro una decina di obiettivi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz, in risposta all’attacco iraniano di ieri mattina contro una petroliera commerciale. Donald Trump ha avvertito l’Iran che ‘non esisterà più’ se gli Stati Uniti decideranno di intensificare lo scontro. ‘Gli aerei degli Stati Uniti hanno appena colpito depositi iraniani e postazioni radar costiere, per aver violato l’accordo di cessate il fuoco… ANCORA UNA VOLTA!’, scrive il presidente su Truth. “Potrebbe arrivare un momento in cui saremo costretti a portare a termine militarmente l’opera che abbiamo avviato. Se ciò dovesse accadere, l’Iran cesserà di esistere!’. Nella notte attacco a Bahrein e Kuwait rivendicato dai Pasdaran. Ira di Hezbollah contro l’accordo-quadro tra Israele e Libano firmato venerdì a Washington. Disordini a Beirut.
Axios, ‘Usa hanno chiesto ad Israele di accettare ritiro da un villaggio sud Libano’
Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele due modifiche al testo per garantire l’accordo con il Libano. Lo rivela Axios precisando che i punti sono stati il ritiro israeliano da un villaggio nel Libano meridionale attualmente sotto occupazione israeliana e una dichiarazione esplicita che ciò segnerebbe l’inizio di un più ampio processo di ridispiegamento fuori dal Libano.
Netanyahu: ‘Prendiamo sul serio le minacce di Erdogan contro Israele’
“Non passa quasi giorno senza che Erdogan invochi la distruzione dello Stato di Israele: noi prendiamo queste parole molto sul serio”. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu durante la riunione di governo odierna, come riporta Ynet. “Se abbiamo imparato una cosa dalla storia del nostro popolo, è che quando qualcuno dice di volerti distruggere, bisogna prenderlo sul serio e infatti noi prendiamo queste dichiarazioni sul serio e richiameremo anche l’attenzione dei nostri amici americani in merito'”, ha aggiunto. Le dichiarazioni di Netanyahu, sono arrivate in seguito alle notizie secondo cui gli Stati Uniti stavano valutando la possibilità di fornire alla Turchia caccia F-35 e motori a reazione avanzati.
Capo dell’Idf: ‘storico accordo con Libano, risultati militari l’hanno reso possibile’
“L’accordo firmato con il governo libanese è storico e di grande importanza: la forza operativa e i risultati militari conseguiti dall’Idf negli ultimi mesi hanno creato le condizioni che lo hanno reso possibile. Rispetteremo l’accordo e lavoreremo per garantirne il successo. La prova, da questo momento, sarà rappresentata dalle azioni di entrambe le parti, e il periodo a venire determinerà il futuro”. Lo ha detto il capo di stato maggiore dell’Idf Eyal Zamir in visita al comando settentrionale. “Siamo pronti a riprendere rapidamente operazioni offensive sia in Libano sia in Iran, qualora fosse necessario. Hezbollah è stato gravemente indebolito e i suoi miliziani sono confinati nei tunnel sotterranei. L’Idf mantiene il controllo operativo dell’area e resta in stato di massima allerta per infliggere colpi rapidi e decisivi qualora il cessate il fuoco venisse violato”, ha aggiunto.
L’Arabia Saudita condanna gli attacchi dell’Iran contro Bahrein e Kuwait
Il ministero degli Esteri saudita ha espresso “la più ferma condanna e denuncia” per i “flagranti attacchi iraniani contro lo Stato del Kuwait e il regno del Bahrein”, così come “contro la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. Lo si legge in un comunicato, secondo cui tali azioni attribuite all’Iran “minano gli sforzi internazionali per ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione”.
Bahrein chiede azione internazionale per fermare aggressione Iran
“Il Regno del Bahrein invita a un’azione internazionale per fermare la ripetuta aggressione iraniana”. La dichiarazione si legge in un post sull’account ufficiale del ministero degli Esteri del Bahrein.
In una nota precedente, il ministero degli Affari Esteri del Bahrein sottolinea che “il continuo atteggiamento di sfida di Teheran nei confronti della volontà della comunità internazionale richiede una risposta ferma. Per questo motivo, invita il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a convocare con urgenza una sessione straordinaria e ad assumersi le proprie responsabilità garantendo l’attuazione della Risoluzione n. 2817 (2026), ponendo fine a questa aggressione continua e chiamandone gli autori a risponderne”. Secondo il Bahrein, si tratta di “una grave escalation che dimostra come le azioni dell’Iran non siano episodi isolati o accidentali, bensì una strategia deliberata e sistematica di aggressione ripetuta contro la sovranità del Regno e la sicurezza dei suoi cittadini e dei residenti sul suo territorio”. Il comunicato ufficiale prosegue con il ministero che “ritiene che questa reiterazione faccia cadere ogni possibile giustificazione e dimostri la premeditazione dell’azione, poiché l’aggressione rappresenta una chiara violazione degli impegni assunti da Teheran con il Memorandum d’intesa di Islamabad, firmato il 17 giugno 2026, che prevedeva la cessazione permanente delle operazioni militari e il rispetto della sovranità degli Stati della regione. Ciò rende l’Iran l’unico responsabile della violazione dei propri impegni e del compromesso delle residue possibilità di de-escalation e di stabilità nella regione”.
Araghchi: ‘Manterremo il controllo esclusivo su Hormuz per 30 giorni’
L’Iran manterrà il controllo esclusivo dello Stretto di Hormuz per i prossimi 30 giorni. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante una visita a Baghdad, secondo quanto riferisce Al Jazeera. Il capo della diplomazia di Teheran ha affermato che lo stretto resterà “sotto la totale supervisione e gestione dell’Iran” fino alla rimozione di tutti gli ostacoli, quando sarà ripristinata la piena operatività della strategica via marittima. Araghchi ha aggiunto che la gestione dello stretto è una responsabilità esclusiva della Repubblica islamica e ha avvertito che qualsiasi intervento unilaterale da parte di altri Paesi aggraverebbe la situazione e ritarderebbe la riapertura.
Nel corso della stessa visita, il ministro ha anche sollecitato gli Stati Uniti a fare pressione su Israele affinché ponga fine agli attacchi contro il Libano e si ritiri dalle aree che occupa. Secondo il ministro, tutte le clausole del memorandum d’intesa firmato tra Iran e Stati Uniti devono essere rispettate, comprese quelle riguardanti il Libano. Washington, ha sostenuto, dovrebbe “assumersi le proprie responsabilità” e costringere Israele a cessare le operazioni militari.
Araghchi: ‘Qualsiasi interferenza su Hormuz aggraverà la situazione’
“Qualsiasi interferenza nel processo di definizione di un nuovo accordo nello Stretto di Hormuz aggraverà la tensione e complicherà la situazione, causando un ritardo nella riapertura della via navigabile”, ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante una conferenza stampa tenuta domenica a Baghdad insieme al suo omologo iracheno Fuad Hussein.
“In base al protocollo d’intesa tra Iran e Stati Uniti, la situazione nello Stretto di Hormuz tornerà a quella pre-bellica, sotto la gestione dell’Iran, e nessun altro Paese ha alcuna responsabilità al riguardo”, ha aggiunto Araghchi, secondo quanto riportato da Mehr. “Esorto tutte le parti a non interferire con le misure adottate dall’Iran per la riapertura della via navigabile” ha aggiunto il ministro degli Esteri iraniano.
Bahrein, attaccati da missili e droni iraniani
Le difese aeree del Bahrein hanno intercettato missili e droni iraniani, secondo quanto riferito dalle forze armate del regno del Golfo, dopo che gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi contro l’Iran. L’esercito del Bahrein ha dichiarato di aver “intercettato e distrutto una serie di proiettili utilizzati in questi perfidi attacchi iraniani”, aggiungendo di essere in “massima allerta”. L’Iran aveva annunciato in precedenza di aver sferrato attacchi contro la base della Quinta Flotta statunitense in Bahrein e un’altra base in Kuwait, in rappresaglia agli attacchi statunitensi sul proprio territorio.
Iran, ‘nuovi attacchi dimostrano che gli Usa non rispettano gli impegni presi’
“I feroci attacchi statunitensi contro le strutture iraniane sulle coste meridionali del Paese, avvenuti nelle prime ore di domenica, hanno dimostrato che questo regime non attribuisce alcun valore né credibilità ai propri impegni e che la violazione degli accordi fa parte della sua natura”. Lo ha affermato il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato. Gli attacchi violano la Carta delle Nazioni Unite e il protocollo d’intesa recentemente firmato tra i due paesi, ha affermato il ministero, citato dall’Irna, sottolineando che “l’Iran è determinato a difendere la propria sovranità nazionale e l’integrità territoriale contro le aggressioni militari statunitensi”.
Usa, ‘condotti attacchi contro 10 obiettivi Iran nello stretto di Hormuz’
“Questa notte, caccia della Marina e dell’Aeronautica americana hanno effettuato attacchi contro 10 obiettivi militari iraniani in diverse località all’interno e nei pressi dello Stretto di Hormuz, in risposta all’attacco con droni dell’Iran contro la petroliera Kiku”. Lo scrive il Comando Centrale Usa in un post su X.
Trump, ‘l’Iran non esisterà più se gli Usa intensificano lo scontro’
Donald Trump ha avvertito l’Iran che “non esisterà più” se gli Stati Uniti decideranno di intensificare lo scontro.
“Gli aerei degli Stati Uniti hanno appena colpito depositi iraniani di missili e droni, nonché postazioni radar costiere, per aver violato l’accordo di cessate il fuoco… ANCORA UNA VOLTA!”, scrive il presidente americano su Truth confermando quanto annunciato dal Comando centrale Usa. “È molto probabile che non impareranno mai la lezione! Potrebbe arrivare un momento in cui non saremo più in grado di usare la ragione e saremo costretti a portare a termine militarmente l’opera che abbiamo avviato con grande successo. Se ciò dovesse accadere, la Repubblica Islamica dell’Iran cesserà di esistere!”, ha avvertito Trump.
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