Papa Leone XIV agli Stati Uniti: “L’Eucaristia è il cuore dell’America più autentica, sia fonte di unità, guarigione e speranza”


Nel pieno delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti, Papa Leone XIV sceglie di parlare al cuore del cattolicesimo americano, richiamando una dimensione della storia nazionale spesso dimenticata ma profondamente radicata: quella della fede. Nel videomessaggio inviato ai partecipanti al Pellegrinaggio Eucaristico Nazionale, il Pontefice offre una lettura spirituale dell’identità degli Stati Uniti, invitando il Paese a riscoprire le proprie radici cristiane come strada per ritrovare unità, guarigione e riconciliazione in una stagione segnata da profonde divisioni politiche e sociali.

Lontano dalle contrapposizioni ideologiche che attraversano il dibattito pubblico americano, Leone XIV richiama un patrimonio religioso che precede perfino la nascita della Repubblica e che, secondo il Papa, continua a rappresentare una delle anime più autentiche della nazione.


«Sono lieto di salutarvi al termine del Pellegrinaggio Eucaristico Nazionale. Come sapete, i pellegrinaggi sono profondamente radicati nella tradizione giudeo-cristiana e vengono spesso intrapresi per celebrare anniversari significativi mentre la comunità si raccoglie nella preghiera. In questa prospettiva è stato particolarmente appropriato commemorare il 250° anniversario degli Stati Uniti d’America con un pellegrinaggio incentrato sul nostro Signore».

Il Papa ricorda come migliaia di fedeli abbiano attraversato numerosi Stati, molti dei quali appartenenti alle tredici colonie originarie, pregando «per l’unità, il rinnovamento e la guarigione del Paese» sotto il motto “One Nation Under God”, “Una nazione sotto Dio”.

«Queste intenzioni sono vicine anche al mio cuore», afferma il Pontefice, esprimendo «sincera gratitudine alla Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione di questo evento, insieme a quanti vi hanno partecipato di persona o virtualmente».

Le parole di Leone XIV mettono in evidenza una realtà spesso poco raccontata fuori dagli Stati Uniti: la straordinaria vitalità della fede americana. Pur vivendo in una società fortemente secolarizzata e attraversata da contraddizioni culturali, milioni di cittadini continuano a vivere intensamente la propria appartenenza religiosa. Pellegrinaggi, adorazioni eucaristiche, processioni, grandi raduni ecclesiali e opere caritative rappresentano ancora oggi una componente viva del tessuto sociale statunitense, capace di coinvolgere intere famiglie e nuove generazioni.

È proprio a questa America credente che il Pontefice si rivolge, ricordando che le radici cristiane della nazione precedono la stessa dichiarazione d’indipendenza. «Questa nazione, unita “sotto Dio”, è stata permeata da un senso della fede che riconosceva la sovranità di Dio ancora prima della sua costituzione formale».


Per dimostrarlo Leone XIV richiama un episodio poco noto ma di grande valore simbolico. «Il vostro pellegrinaggio è iniziato a Saint Augustine, in Florida, dove l’8 settembre 1583, festa della Natività della Beata Vergine Maria, gli esploratori e i coloni spagnoli celebrarono una Messa di ringraziamento al loro arrivo, condividendo poi un banchetto con la tribù indigena dei Seloy. Questo evento storico, insieme a molti altri, testimonia il forte, anche se in gran parte sconosciuto, patrimonio eucaristico degli Stati Uniti d’America. Un patrimonio che, lungi dall’essere dimenticato, deve continuare a essere fonte di rinnovamento e di unità».

Il Papa rilegge così la storia americana non soltanto attraverso le categorie politiche dell’indipendenza o della democrazia, ma anche come una vicenda spirituale alimentata dall’incontro tra Vangelo, missione e carità.

In questo percorso il Pontefice ricorda le figure che hanno contribuito a edificare la Chiesa negli Stati Uniti.

«Il Signore ha ispirato uomini e donne che hanno testimoniato il Vangelo in modo radicale. Penso ai martiri di New York e della Georgia, a santa Kateri Tekakwitha, a santa Elizabeth Ann Seton, a santa Katharine Drexel, a san John Neumann e al venerabile Fulton Sheen, che sarà presto beatificato».

Un ricordo particolare è dedicato anche a santa Francesca Saverio Cabrini, patrona degli immigrati, alla quale era intitolato il pellegrinaggio. «Il percorso che avete seguito portava il nome di Francesca Saverio Cabrini, fondatrice di una congregazione religiosa la cui missione era prendersi cura dei bisogni spirituali e materiali dei poveri immigrati. L’intensa attività apostolica di questi santi e di tanti altri non sarebbe stata possibile senza la forza che essi traevano ogni giorno dai momenti di silenziosa preghiera davanti al tabernacolo».


È un passaggio che assume un significato particolare anche nel dibattito contemporaneo sull’immigrazione negli Stati Uniti, ricordando come una delle più grandi sante americane abbia costruito la propria missione proprio accanto agli ultimi e agli stranieri. Il cuore del messaggio resta tuttavia l’Eucaristia, indicata come sorgente permanente della vita della Chiesa.

«Partecipando a questo Pellegrinaggio Eucaristico, voi continuate una grande eredità di fede. Lungo il vostro cammino non sono mancati la celebrazione della Messa, le processioni eucaristiche e l’adorazione del Santissimo Sacramento, che vi hanno dato la forza e il nutrimento necessari per proseguire il vostro cammino. Forse avete sperimentato anche voi la fame del “pane vivo disceso dal cielo”. Il vero Corpo e Sangue del Signore Gesù Cristo è la vita della Chiesa pellegrina sulla terra».

Citando san Giovanni Paolo II e l’enciclica Ecclesia de Eucharistia, Leone XIV ricorda che «l’Eucaristia è il possesso più prezioso che la Chiesa possa avere nel suo cammino attraverso la storia». Da questa consapevolezza nasce anche la speranza per il futuro della Chiesa americana. «Mi auguro che questa esperienza di pellegrini vi aiuti a tenere fisso lo sguardo sulla patria celeste e vi ricordi che l’Eucaristia è un dono inestimabile, il nostro nutrimento indispensabile. È proprio riconoscendo e accogliendo questo dono che la Chiesa negli Stati Uniti troverà la forza per continuare il suo servizio caritativo alla società, specialmente nei campi dell’educazione, della sanità e dei servizi sociali fondamentali, continuando nello stesso tempo la sua missione di evangelizzazione».

Il videomessaggio si conclude con un invito a riportare nelle case e nelle comunità quanto vissuto durante il pellegrinaggio. «Vi incoraggio ad affidare la vostra vita all’amorevole provvidenza di Dio quando farete ritorno nelle vostre case e a coltivare una forte vita eucaristica nelle vostre famiglie, tra i vostri amici e nelle vostre comunità. Confido che questo Pellegrinaggio Eucaristico porterà frutti abbondanti negli Stati Uniti d’America».

Infine, l’affidamento alla Vergine Immacolata e la benedizione apostolica chiudono un messaggio che, oltre a celebrare la fede del popolo americano, indica nell’Eucaristia il fondamento di una società capace di ritrovare unità, servizio e speranza.


 

 

Chiara Lonardo


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