Un astro nascente della chitarra classica internazionale, laureatosi con 110 e lode al Conservatorio di Catania che, a soli 19 anni, si perfeziona tra Cracovia e il “Boccherini” di Lucca. Si tratta di Samuel Vaccaro, classe 2004 originario di Caltagirone, straordinario talento lodato da maestri come Nicola Piovani, che ha già vinto oltre 30 primi premi in concorsi mondiali, tra cui il prestigioso Premio Paganini di Parma. Il suo concertismo lo ha portato sui palchi più importanti d’Europa e fino a New York, dove ha incantato il pubblico della leggendaria Carnegie Hall.
L’inizio di una passione
L’amore per la chitarra è iniziato prestissimo e ben presto ha capito che lo strumento sarebbe diventato la sua vita. “Ricordo con grande affetto il mio primo incontro con la chitarra nella scuola media a indirizzo musicale di Caltagirone – racconta a BE Sicily Mag -. Avevo undici anni e inizialmente la vivevo come una scoperta, un gioco affascinante. Con il passare del tempo, però, ho capito che dietro quello strumento c’era un mondo infinito da esplorare. Il momento in cui ho compreso che sarebbe diventata la mia vita è arrivato quando ho iniziato a dedicare sempre più ore allo studio senza che nessuno me lo imponesse. Da lì è nato il desiderio di intraprendere il percorso accademico al Conservatorio Bellini di Catania e trasformare una passione in una professione”.
Le radici culturali a Caltagirone
La sua città natale, è intrisa d’arte, di artigianato e creatività, e ha influenzato profondamente la sua sensibilità artistica. “Caltagirone è una città che respira arte in ogni angolo: dalla ceramica alla storia, dall’architettura alle tradizioni popolari. Crescere in un ambiente così ricco di cultura mi ha insegnato ad apprezzare il bello e a cercarlo anche nella musica. Credo che questa sensibilità sia stata una componente importante nella costruzione della mia identità artistica. A questo si aggiunge anche l’influenza della mia famiglia: appartengo a una tradizione artistica che affonda le proprie radici fin dal Settecento, con la famiglia Bongiovanni Vaccaro, da generazioni legata all’arte e alla creatività. Avere questi esempi così vicini mi ha trasmesso fin da piccolo il rispetto per il lavoro artistico, il valore della bellezza e l’importanza di coltivare la propria espressione personale”.

Disciplina e percorsi formativi
Intraprendere una carriera artistica impone tanti sacrifici e privazioni, che l’hanno portato a raggiungere livelli straordinari e indiscussi. “Non è sempre semplice. La musica richiede disciplina, costanza e molte rinunce. Ci sono stati momenti in cui vedevo i miei coetanei vivere esperienze che io non potevo concedermi perché ero impegnato a studiare o a preparare un concerto. Però ogni volta che salgo su un palco o raggiungo un obiettivo importante, capisco che quei sacrifici hanno un senso. Ho avuto la fortuna di studiare prima al Conservatorio Bellini di Catania, poi all’Accademia Musicale Krzysztof Penderecki di Cracovia e oggi al Conservatorio Boccherini di Lucca: esperienze che mi hanno fatto crescere sia come musicista sia come persona”.
I maestri e la filosofia interpretativa
Nel suo percorso di studi ha ricevuto il plauso e i consigli di giganti della musica italiana. Tutti insegnamenti che Samuel Vaccaro ha fatto propri. “La lezione più importante che ho ricevuto è che la tecnica è fondamentale, ma da sola non basta. La musica deve comunicare qualcosa. Ricordo con grande gratitudine il sostegno e gli apprezzamenti ricevuti da personalità come Beppe Vessicchio, Nicola Piovani e Joe Schittino. Cerco sempre di ricordare che dietro ogni nota deve esserci un pensiero, un’emozione, una storia da raccontare al pubblico”.
La consacrazione e i premi
Ogni concorso musicale, sia nazionale che internazionale, si trasforma in un momento di confronto e di crescita. Sino alla vittoria del prestigioso Premio Paganini Guitar Competition. “Per me il concorso non è mai una battaglia contro gli altri. È soprattutto una sfida con me stesso. Cerco di arrivare sul palco sapendo di aver fatto tutto il possibile durante la preparazione. La pressione esiste sempre, soprattutto quando ci si confronta con giurie di altissimo livello, ma provo a trasformarla in energia positiva. La vittoria al Paganini Guitar Competition di Parma è stata una grandissima soddisfazione proprio perché rappresenta il risultato di tanti anni di studio e di crescita personale. Anche il Premio Speciale assegnato da Pinuccio Pirazzoli a Palermo è stato molto importante perché mi ha dato fiducia in una fase cruciale della mia crescita artistica”.
Il debutto alla Carnegie Hall di New York e le esibizioni internazionali
Tra le tante importanti esibizioni c’è stata anche quella di New York alla Carnegie Hall, che ha un sapore tutto particolare. “New York è stata un’esperienza straordinaria. Esibirmi all’Istituto Italiano di Cultura e successivamente alla Carnegie Hall è qualcosa che sognano i musicisti di tutto il mondo. Sentivo una grande responsabilità nel rappresentare l’Italia e la scuola chitarristica che mi ha formato. L’emozione è diversa perché la Carnegie Hall porta con sé una storia immensa: quando sali su quel palco percepisci il peso e il fascino di tutti gli artisti che ti hanno preceduto”.
All’età di 18 anni, dopo lo scoppio della guerra, è stato contattato dal Ministero degli Affari Esteri per esibirsi per i profughi ucraini. Un’esperienza emotivamente molto forte. “È stata una delle esperienze più significative della mia vita. In quel momento ho capito che la musica può avere una funzione che va oltre il concerto o la carriera. Sapere che il mio contributo poteva offrire conforto, anche solo per qualche istante, a persone che stavano vivendo una tragedia immensa mi ha fatto comprendere il vero valore sociale dell’arte”.
Il dialogo con l’orchestra
L’approccio interpretativo nell’esibizione accompagnata da un’orchestra cambia notevolmente rispetto a quella da solista. “Quando suono da solo ho una libertà interpretativa totale e il dialogo è quasi interiore. Con un’orchestra bisogna imparare ad ascoltare continuamente gli altri musicisti e a costruire insieme un’unica visione musicale. L’esperienza del concerto per chitarra e orchestra con ‘I Musici di Parma’ e sotto la direzione del Maestro Giampaolo Bandini mi ha insegnato quanto sia importante l’equilibrio tra personalità individuale e lavoro di squadra”.
I progetti per il futuro
Gli impegni di Samuel Vaccaro continuano senza sosta tra formazione e concerti. “Sto continuando il mio percorso di perfezionamento al Conservatorio di Graz e ho in programma numerosi concerti in Italia e all’estero. Tra gli appuntamenti più significativi figurano i concerti-premio del Paganini Guitar Competition a Genova, Dublino e Vienna, i recital a Parma, Milano e Catania, oltre a nuove collaborazioni artistiche che mi permetteranno di portare la chitarra classica a un pubblico sempre più ampio. L’obiettivo rimane quello di continuare a crescere come interprete, mantenendo sempre viva la curiosità musicale e il desiderio di migliorarmi”.
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Omar Gelsomino
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