Seattle (Stati Uniti) 7 luglio 2026 – Un’ondata di diavoli rossi si abbatte sulla costa Ovest degli Stati Uniti e in un colpo solo cancella polemiche dei giorni scorsi e ambizioni di titolo dei padroni di casa. Anche team USA, come Messico e Canada, ferma la propria corsa da padrona di casa agli ottavi di finale, sconfitto in un netto 1-4 dal Belgio. Rudi Garcia scopre la migliore versione possibile della sua squadra e regala alla generazione d’oro del calcio belga il terzo quarto di finale nelle ultime quattro edizioni. Un successo sospinto dai protagonisti della Serie A come De Ketelaere, doppietta e assist per l’atalantino, e Lukaku, al terzo gol in altrettante gare. Si ferma qui invece la corsa degli Stati Uniti, abbattuti in un match dove non sono mai stati realmente in partita.
Primo tempo
Le polemiche dei giorni di avvicinamento a questa gara hanno rabbuiato un ambiente prima in estasi e pronto a sognare in grande in questa Coppa del Mondo. La grande ombra del presidente Trump sulla decisione della Fifa di sospendere con la condizionale la squalifica di Balogun, per permettere a Pochettino di schierare in questo match il suo attaccante più prolifico. Una decisione che ha fatto scatenare le ire e le polemiche da parte di tutti gli opinionisti e gli addetti ai lavori. Nonostante un ambiente figurativamente buio, splende invece il sole su questo ottavo di finale, sul Lumen Field di Seattle, teatro di questo match tra Stati Uniti e Belgio, valevole per un posto tra le prime otto del Mondiale.
Fuori il solo Roldan per infortunio, Pochettino schiera il suo 4-3-3 tipo con Freese tra i pali, coperto dalla linea a quattro timonata dall’esperienza di capitan Ream, al fianco di Richards, mentre Freeman e Robinson sono i due esterni. Lo juventino McKennie, Adams e Tillman sono i tre di centrocampo. In avanti confermato titolare Balogun dopo la sospensione della squalifica, nel tridente con Dest e Pulisic. Nell’undici belga c’è invece Courtois tra i pali, protetto da una linea a quattro con Machele e Ngoy come centrali. Raskin e Onana è la coppia in meiana, mentre Tielemans è schierato in trequarti con Lukabakio e Trossard. Scelto De Ketelaere come prima e unica punta per il Belgio.
L’avvio del Belgio è semplicemente devastante: dopo 30” arriva il primo tiro in porta e dopo nemmeno 10 minuti il vantaggio. Prima ci prova Castagne con un bellissimo destro dai 25 metri costringe Freese a un super intervento: un volo a togliere il pallone dall’incrocio dei pali. A sbloccare il match ci pensa invece De Ketelaere. Raskin tiene vivo il pallone in area statunitense, recuperando la sfera in mezzo a tre maglie avversarie e poi cercando il tiro-cross sul palo lontano. Proprio lì sbuca l’atalantino, il quale tocca sottomisura e realizza il suo primo gol a un Mondiale: Belgio avanti sugli Stati Uniti al nono minuto.
Gli Stati Uniti incassano il colpo e faticano a trovare subito una reazione. Anzi è sempre la squadra belga a gestire il ritmo, nonostante l’infortunio pesante di Onana, che costringe Garcia a mandare in campo Vanaken. La reazione americana arriva dopo l’hydration break e con un pizzico di fortuna riesce anche a costruire il gol del pareggio. Sul calcio di punizione battuto da Tillman sui 20 metri, la deviazione proprio del neoentrato Vanaken manda completamente a vuoto l’intervento di Courtois e alla prima vera occasione gli Usa trovano il pareggio. Lo stadio di Seattle fa festa, ma è un fuoco di paglia perché il pari dura appena due minuti. Trossard sulla sinistra va via al marcatore e dal fondo lascia partire un cross perfetto, su cui si avventa ancora De Ketelaere: vinto il duello aereo con Ream e colpo di testa vincente per l‘1-2 belga.
Nel finale di prima frazione c’è spazio per alcune occasioni da entrambe le parti, ma sia Lukabakio, sia Balogun non trovano lo specchio nelle rispettive occasioni da gol. La gara arriva così all’intervallo senza ulteriori colpi di scena, con il risultato di 1-2 in favore del Belgio sugli Stati Uniti.
Secondo tempo
Il secondo tempo si apre con l’ingresso in campo di Reyna nell’undici statunitense per Dest e le sue giocate danno subito una scossa alla squadra di Pochettino. La sua freschezza accende l’attacco americano, ma basta una disattenzione e il Belgio ne approfitta per provare a mettere in ghiaccio la gara. Il minuto è il 57′ quando l’ottima uscita di Freese sui 25 metri viene vanificata dal grande recupero di De Ketelaere, che sporca la sfera servendo Vanaken. Il centrocampista calcia di prima intenzione e mette in porta evitando l’intervento su Ream e mettendo la firma sull’1-3 belga.
Il terzo gol del Belgio mette sostanzialmente in ghiaccio la gara. Lo stadio di Seattle è ammutolito dal predominio belga e sebbene i ragazzi di Pochettino abbiano il pregio di non mollare mai, questo non basta a mettere in crisi Courtois e compagni. Tillman prova a scuotere i compagni con un fallo duro da giallo, mentre Berhalter prova a rimettere nel match i tifosi, caricandoli dopo un ottimo tiro da lontano, uscito di pochissimo. Il Belgio però controlla il ritmo, contenendo le avanzate avversarie, con Courtois raramente chiamato a sporcarsi i guantoni per difendere la sua porta.
In questo modo la gara scorre senza particolari colpi di scena. Pochettino si gioca la carta Pepi, virando verso un vero e proprio 4-2-4, sbilanciato a caccia del gol della speranza, ma l’unico ad avere una chance da buona posizione è Balogun. Lo statunitense è lanciato benissimo verso la porta, ma Courtois è bravo a respingere il tiro potente sul primo palo. Nel Belgio invece arriva il momento di Lukaku e Saelemaekers, altri due giocatori della Serie A entrati dalla panchina, mentre dopo una doppietta e un assist esce De Ketelaere.
Sembra tutto pronto per il triplice fischio, ma a mettere i sigilli sulla gara ci pensa Lukaku. Vanaken recupera il pallone sul lato corto dell’area americana e offre subito a Lukaku. Il bomber del Napoli ringrazia e mette in porta il suo terzo gol consecutivo nella competizione festeggiando con i compagni ballando la Trump dance. La gara si porta così sul risultato di 1-4 per il Belgio sugli Stati Uniti ed è così che il match arriva al suo epilogo. Si ferma agli ottavi la corsa americana al titolo tra le mura amiche. Prosegue invece la marcia del Belgio, il canto del cigno della generazione d’oro belga non è ancora arrivato e ai quarti sarà messo alla prova dalla Spagna.
Il tabellino della gara
Stati Uniti-Belgio 1-4: 8′ De Ketelaere (B), 31′ Tillman (U), 33′ De Ketelaere (B), 57′ Vanaken (B), 90+3′ Lukaku (B).
Stati Uniti (4-3-3): Freese; Freeman, Richard, Ream, A. Robinson (90+2′ Arfsten); McKennie, Adams (72′ Pepi), Tillman; Dest (46′ Reyna), Balogun (90+2′ Wright), Pulisic (59′ Berhalter).
A disposizione: Turner (P), Brady (P), Trusty, Aaronson, M. Robinson, Weah, McKenzie, Scally, Zendejas. All. Mauricio Pochettino.
Belgio (4-2-3-1): Courtois; Castagne, Ngoy, Mechele, De Cuyper; Onana (21′ Vanaken), Raskin (89′ Witsel); Lukebakio (67′ Doku), Tielemans, Trossard (89′ Saelemaekers); De Ketelaere (67′ Lukaku).
A disposizione: Lemmens (P), Penders (P), Debast, Theate, De Bruyne, Meunier, De Winter, Syes, Moreira, Fernandez-Pardo. All. Rudi Garcia.
Arbitro: Adham Makhadmeh (Giordania).
Ammoniti: McKenniw (U), Tillman (U).
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