07/07/2026 – Un Passaporto Professionale Europeo che permetta di certificare in un unico documento digitale la qualifica professionale, l’iscrizione all’albo e gli obblighi formativi, sostituendo le attuali valutazioni caso per caso con misure compensative predeterminate e introducendo il silenzio-assenso per lo stabilimento permanente.
È questa la proposta presentata dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT) il 27 giugno 2026 all’Assemblea Generale del CEPLIS (The European Council of the Liberal Professions), per riformare la Direttiva 2005/36/CE e semplificare la mobilità dei professionisti regolamentati nell’Unione Europea.
Cos’è il Passaporto Professionale Europeo
Il Passaporto Professionale Europeo (EPP) nasce per superare i limiti dell’attuale sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali nell’Unione Europea.
Tra il 2020 e il 2024 la Direttiva 2005/36/CE ha favorito il riconoscimento delle qualifiche di oltre 185.000 professionisti, ma le procedure sono caratterizzate da frammentazione amministrativa tra Stati membri, valutazioni caso per caso e ampi margini di discrezionalità delle autorità nazionali.
La proposta interviene sulle procedure di riconoscimento mantenendo invariato il grado di regolamentazione delle professioni, con l’obiettivo di colmare le criticità che ancora limitano la libera circolazione dei professionisti. A questo scopo, la RPT propone l’introduzione di un nuovo Titolo IV-bis nella Direttiva 2005/36/CE, dedicato specificamente al Passaporto Professionale Europeo.
Il documento digitale unico sostituirebbe la Carta Professionale Europea attualmente in uso, estendendo la copertura a tutte le professioni regolamentate e non solo a un numero limitato di categorie. La certificazione include qualifica professionale, accesso legittimo alla professione, iscrizione all’albo, regolarità disciplinare, copertura assicurativa e formazione professionale continua (FPC).
Per lo stabilimento permanente in un altro Paese UE, la proposta prevede un termine di 30 giorni entro cui lo Stato ospitante deve procedere all’iscrizione. Decorso il termine senza risposta, la domanda si considera accolta per silenzio-assenso.
I quattro strumenti operativi previsti dalla proposta
La RPT affianca al Passaporto quattro strumenti digitali destinati a rendere il sistema interoperabile tra le amministrazioni dei diversi Stati membri:
- Registro Europeo delle Professioni Regolamentate, per censire in modo uniforme le professioni soggette a regolamentazione nei singoli Paesi UE;
- Quadro Europeo delle Competenze Professionali, che definisce le competenze richieste per l’esercizio delle diverse attività;
- Matrice Europea delle Misure Compensative, descritta di seguito;
- Portale Europeo della Mobilità Professionale, l’interfaccia digitale attraverso cui i professionisti gestiscono le procedure di riconoscimento e consultano gli altri tre strumenti.
La Matrice Europea delle Misure Compensative
La Matrice è l’elemento che va a sostituire le valutazioni discrezionali oggi condotte caso per caso dalle autorità nazionali con un elenco predeterminato e pubblicamente consultabile delle integrazioni formative richieste per operare in ciascuno Stato membro.
Attraverso la Matrice, un professionista può conoscere in anticipo la durata dei percorsi integrativi, i costi da sostenere e l’autorità competente a cui rivolgersi, prima ancora di presentare domanda di riconoscimento. Il meccanismo mantiene la tutela dell’interesse pubblico attraverso standard formativi uniformi, definiti a livello europeo anziché lasciati alla valutazione del singolo Stato.
Il progetto pilota per le professioni tecniche
La RPT ha chiesto l’avvio di un progetto pilota che applichi il nuovo sistema a un gruppo di categorie tecniche, individuate per il ruolo che ricoprono nella transizione energetica, nella digitalizzazione, nella sicurezza e nella competitività industriale del mercato interno europeo.
Le categorie coinvolte, rappresentate dalla RPT, sono: chimici e fisici; dottori agronomi e dottori forestali; geologi; geometri e geometri laureati; ingegneri; periti agrari e periti agrari laureati; periti industriali e periti industriali laureati; tecnologi alimentari.
L’esperimento consentirebbe di verificare sul campo l’effetto combinato di riconoscimento automatico e misure compensative predeterminate, prima di un’eventuale estensione del sistema alle restanti professioni regolamentate.
I benefici per i professionisti tecnici italiani
Per ingegneri, architetti, geometri, geologi e periti italiani, l’EPP inciderebbe su alcuni dei principali ostacoli oggi riscontrati nell’esercizio della professione in altri Paesi UE:
- riconoscimento automatico delle qualifiche sia per la prestazione temporanea di servizi sia per lo stabilimento permanente;
- certificazione istantanea di qualifica, iscrizione all’albo, regolarità disciplinare, assicurazione e obblighi formativi tramite un unico strumento digitale;
- conoscenza anticipata di tempi, costi ed eventuali integrazioni formative richieste dallo Stato ospitante, tramite la Matrice;
- certezza dei tempi di iscrizione, grazie al principio del silenzio-assenso;
- riduzione degli oneri amministrativi legati alle procedure di riconoscimento.
Il ruolo del CEPLIS
Il CEPLIS ha ospitato la presentazione ufficiale della proposta durante la propria Assemblea Generale, tenutasi il 27 giugno 2026 a Quinta da Gruta, in Portogallo.
L’evento è stato organizzato dal Comune di Maia in collaborazione con l’ANPL (Associazione Nazionale dei Professionisti Liberali) e lo stesso CEPLIS, con la partecipazione del Ministro degli Affari Parlamentari del Portogallo, Carlos de Abreu Amorim. Per la RPT hanno preso parte il Presidente del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali Giovanni Esposito e il Vicepresidente vicario Amos Giardino.
Il CEPLIS ha espresso parere favorevole alla proposta di revisione della Direttiva 2005/36/CE, assumendo il ruolo di piattaforma per la sua promozione a livello europeo.
Nel documento presentato, la RPT indica nella combinazione tra riconoscimento automatico delle qualifiche e misure compensative predeterminate lo strumento per rafforzare contemporaneamente la libera circolazione dei professionisti e la tutela dell’interesse pubblico.
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Nicola Damato
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