Tel Aviv, secondo il quotidiano statunitense, avrebbe informato gli Usa su un nuovo complotto di Teheran per uccidere il tycoon. Non è chiaro se le informazioni dell’intelligence israeliana siano state discusse nella telefonata tra Trump e Netayahu: i due leader hanno concordato di mantenere il «coordinamento tra i due paesi»
Secondo il Wall Street Journal, Israele avrebbe condiviso con gli Stati Uniti informazioni di intelligence che, a suo dire, indicano un nuovo piano dell’Iran per uccidere Donald Trump. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. «Sono il primo della lista», ha detto il presidente Usa mercoledì parlando con i giornalisti al vertice Nato ad Ankara. «Finora, immagino di essere stato un po’ fortunato, ma la fortuna non durerà a lungo». Trump ha parlato giovedì con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, concordando di mantenere il «coordinamento tra i due paesi». Non è chiaro, però, se le informazioni dell’intelligence israeliana siano state o meno discusse durante la chiamata.
PUNTI CHIAVE
10:04
“È di fondamentale importanza” che si risolva la situazione in Iran. “Sappiamo che lo Stretto di Hormuz è ormai diventato il nodo economico dell’economia globale. L’Ue è meno direttamente esposta alla crisi rispetto all’Asia ma abbiamo sofferto per l’aumento dei prezzi. Lo abbiamo visto nei dati di crescita del primo semestre”. Lo ha affermato il ministro delle Finanze francese, Roland Lescure, al suo arrivo all’Ecofin a Bruxelles. “Quindi abbiamo bisogno di una ripresa e penso che si possano creare le condizioni per la ripresa. L’inflazione è già diminuita. La fiducia delle imprese sta migliorando un po’ e, per questo, abbiamo bisogno che le tensioni si allentino. E penso che ci stiano lavorando e spero che riusciranno a gestirla”, ha ribadito.
09:01
Israele sarebbe pronto a unirsi a una nuova campagna di attacchi statunitensi contro l’Iran, ma starebbe attendendo il via libera del presidente Usa Donald Trump. Lo riferisce l’emittente pubblica israeliana Kan, citata dal Times of Israel, secondo cui una parte dell’establishment politico e militare israeliano è favorevole a riprendere le operazioni contro la Repubblica islamica.
Secondo Kan, che cita valutazioni di funzionari israeliani senza identificarli, a Gerusalemme si ritiene che lo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran possa proseguire nei prossimi giorni. Nella stessa direzione va anche quanto riportato dal New York Post, che cita una fonte di Gerusalemme secondo cui Israele è interessato a partecipare a eventuali futuri raid e a rilanciare pienamente la guerra contro l’Iran. “Siamo pronti a farlo di nuovo, se necessario”, ha dichiarato la fonte al quotidiano statunitense mercoledì, prima dell’avvio degli attacchi americani contro obiettivi iraniani.
La stessa fonte ha aggiunto che Israele “non è impaziente di tornare ai giorni in cui la popolazione deve rifugiarsi nei bunker”, ma non intende “ignorare quanto sta accadendo in Iran”. “Se questo sarà il prezzo da pagare, lo sopporteremo”, ha concluso.
08:38
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz prosegue nonostante la ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce Al Jazeera, citando dati di monitoraggio navale e dichiarazioni delle autorità giapponesi. Secondo i dati delle società di tracciamento Kpler e Lseg, negli ultimi giorni almeno cinque metaniere per il trasporto di gas naturale liquefatto (Gnl) in navigazione senza carico hanno attraversato lo stretto, una delle principali arterie mondiali per il commercio di petrolio e gas. Tra queste figurano la GasLog Shanghai, controllata dalla compagnia di navigazione greca GasLog, e le unità Al Samriya, Al Dafna, Al Gattara e Al Rayyan, collegate a QatarEnergy.
Parallelamente, il ministro dei Trasporti giapponese Yasushi Kaneko ha reso noto che 22 navi legate al Giappone hanno lasciato il Golfo Persico tra il 7 e il 9 luglio, incluse sei superpetroliere per il trasporto di greggio che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Restano così soltanto quattro navi giapponesi nell’area del Golfo. Le informazioni indicano che, pur in un contesto di forte tensione militare, il traffico commerciale attraverso il passaggio strategico continua, anche se gli operatori del settore mantengono alta l’attenzione per i rischi alla sicurezza della navigazione.
08:30
Tra i 41 e i 43 milioni di persone hanno partecipato ai sei giorni di funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio all’inizio della campagna militare israelo-americana contro la Repubblica islamica. Lo riferisce Al Jazeera citando i media iraniani. Press Tv ha definito i funerali di Khamenei “la più grande processione mai vista al mondo” con cerimonie in cinque città, Teheran, Qom, Najaf, Karbala e Mashhad.
07:30
La Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, è stata sepolta nelle prime ore di venerdì a Mashaad, a distanza di alcuni mesi dalla sua uccisione nelle fasi iniziali della guerra con l’Iran. La cerimonia si è svolta apparentemente senza la presenza del figlio e successore, Mojtaba Khamenei, stando alle immagini trasmesse dall’emittente statale Irib. Khamenei ha governato la repubblica islamica per quasi 37 anni prima di essere ucciso nei bombardamenti aerei condotti dagli Stati Uniti e da Israele che hanno dato inizio al conflitto il 28 febbraio. Mashhad è la sua città natale e la sepoltura è avvenuta nelle prime ore di venerdì, dopo diversi giorni di lutto pubblico.
07:10
Israele ha condiviso con gli Stati Uniti informazioni di intelligence riguardanti un nuovo presunto complotto dell’Iran per assassinare il presidente statunitense Donald Trump. Lo ha riportato il Wall Street Journal, citando persone a conoscenza della vicenda. Il quotidiano ha sottolineato che la repubblica islamica ha pubblicamente promesso di assassinare Trump da quando gli Stati Uniti hanno ucciso, nel 2020, il generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds del corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica. Gli appelli alla morte del presidente americano sono inoltre ampiamente presenti nelle commemorazioni in corso per la Guida Suprema uccisa, l’ayatollah Ali Khamenei. Dall’articolo non è chiaro quando queste informazioni di intelligence siano state trasmesse né attraverso quale canale.
07:00
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno avuto un colloquio telefonico, concordando di mantenere uno stretto coordinamento sulle questioni di sicurezza in Medio Oriente, in un contesto segnato dal rischio di un’escalation del conflitto tra Washington e Teheran. Lo ha reso noto l’ufficio del primo ministro israeliano. Durante la conversazione, Trump ha aggiornato Netanyahu sulle recenti operazioni militari statunitensi nel Golfo e sugli attacchi aerei contro l’Iran.
Netanyahu ha ribadito la necessità di mantenere una zona cuscinetto lungo il confine settentrionale di Israele e ha espresso forte preoccupazione per le recenti dichiarazioni del presidente turco Recep Tayyip Erdogan nei confronti dello Stato ebraico. Il premier israeliano ha ribadito la propria contrarietà a un’eventuale vendita di caccia stealth F-35 statunitensi alla Turchia, sostenendo che tale decisione potrebbe compromettere la sicurezza nazionale di Israele.
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