Il taglio cesareo tra storia e tecnica


Innanzitutto bisogna sfatare la leggenda secondo cui la definizione di taglio cesareo derivi da Giulio Cesare che, infatti, non è nato così. Il termine, invece, proviene dal latino caedo (tagliare).

La storia sembrerebbe rifarsi a un primo caso avvenuto nel 1500, in Svizzera, laddove un allevatore di maiali di nome Jakob Nufer operò sua moglie con successo. La donna era in travaglio da giorni e i medici avevano rinunciato a salvarla.

Le prime descrizioni di tecnica chirurgica sembrerebbero risalire al 1581, epoca in cui il medico francese François Rousset scrisse il primo manuale teorico, sostenendo che l’utero poteva guarire da solo dopo il taglio.

Bisogna tuttavia considerare che, fino al 1800, l’intervento era quasi sempre fatale.


Due grandi scoperte mediche cambiarono tutto: l’anestesia e l’antisepsi e la prevenzione delle infezioni.

La prima permise di addormentare la paziente, eliminando il dolore e lo shock chirurgico; la seconda, grazie all’uso di disinfettanti, ridusse drasticamente le infezioni mortali.

Il 21 maggio 1876 il chirurgo italiano Edoardo Porro, dell’Università di Pavia, eseguì il primo cesareo moderno su una donna viva, Giulia Cavallini.
Porro ebbe l’intuizione di rimuovere l’utero dopo aver estratto il bambino; questo bloccò le emorragie e le infezioni, salvando per la prima volta entrambe le vite.

Esistono fondamentalmente due tipi di taglio cesareo: programmato o di elezione e d’urgenza o emergenza.

Programmato o di elezione, quando viene pianificato, in genere a circa 38 settimane di gestazione, sulla base di problematiche materne o fetali preesistenti.


Alcune donne lo richiedono per evitare danni al pavimento pelvico o complicanze fetali durante il parto, ma oggi le normative legislative hanno ridotto la possibilità di una libera scelta per evitare anche un aumento dei costi della gestione sanitaria.

D’urgenza o emergenza, vi si ricorre in situazioni di urgenza o emergenza, quando durante il travaglio o il parto si sviluppano condizioni critiche che richiedono un intervento immediato, come, per esempio, sofferenza fetale acuta

Le indicazioni previste affinché si possa procedere al taglio cesareo sono generalmente suddivise in materne e fetali e comprendono:

• pregressi tagli cesarei;
• miomi uterini che impediscano la progressione del feto nel canale da parto o l’evoluzione fisiologica del travaglio;
• dimensioni del feto troppo grandi rispetto al bacino materno, la cosiddetta macrosomia fetale molto frequente per cause genetiche o diabete mellito materno;
• anomalie anatomiche del bacino come deformità congenite o acquisite post traumatiche;
• travaglio prolungato o insufficiente dilatazione: se il travaglio è prolungato la dilatazione non progredisce adeguatamente o le contrazioni sono troppo deboli potrebbe non essere possibile un parto vaginale sicuro in un periodo di tempo ragionevole;
• placenta previa o distacco placentare: se la placenta copre parzialmente o completamente il canale del parto o si verifica un distacco prematuro dalla parete uterina può essere necessario un taglio cesareo per evitare complicazioni, tra le quali la temuta emorragia;
• posizione anomala del bambino, specialmente quando il feto si presenta in posizione podalica, piedi per primi, o in altre posizioni atipiche;
• gravidanza gemellare;
• anomalie del cordone ombelicale: ovvero la condizione in cui il cordone ombelicale scivola davanti al feto e il parto non è imminente, un parto cesareo può essere necessario per evitare la compressione del cordone e il conseguente rischio per il feto;
• pre-eclampsia o eclampsia: se la futura mamma sviluppa improvvisamente aumenti della pressione sanguigna;
• rischio di lacerazione dell’utero o della parete vaginale: in situazioni in cui la partoriente ha subito precedenti interventi chirurgici come tagli cesarei o escissione di miomi uterini;
• presenza di miomi uterini, cisti ovariche, fibromi o altre formazioni che ostruiscono il canale del parto;
• grave sofferenza fetale: se si verificano anomalie preoccupanti nella frequenza cardiaca del feto che richiedono un parto rapido;
• infezioni materne, patologie cardiovascolari, renali e diabete gestazionale rappresentano eventuali altre indicazioni alla sua realizzazione.

Il parto cesareo può essere effettuato secondo diverse tecniche, ma, come accennato, nella maggior parte dei casi, consiste in una laparatomia, ovvero un’incisione lungo la parete addominale, attraverso cui viene estratto il bambino.


L’incisione può essere di tipo diverso:
• longitudinale;
• trasversale;
• sovrapubica;
• secondo Pfannenstiel;
• secondo Joel-Cohen-Stark.

Questa procedura chirurgica, di solito, viene eseguita nelle fasi finali della gravidanza, previa somministrazione di anestesia, che può essere generale, spinale o epidurale.

Sempre più spesso, si opta per l’anestesia spinale, consentendo alla paziente di rimanere sveglia e consapevole durante l’intervento, permettendole di partecipare, in modo attivo, alla nascita del suo bambino.

Il parto cesareo ha una durata approssimativa di 30 a 60 minuti ed è solitamente condotto in sala operatoria. Prima dell’intervento, vengono rasati i peli pubici della paziente e viene posizionato un catetere per svuotare la vescica, riducendo il rischio di perforazione durante la procedura.

Successivamente, il chirurgo disinfetta la pelle e procede con l’incisione delle pareti addominale, quindi, nell’ordine, cute, sottocute, fasce muscolari.


Giunto ai muscoli retti ne determina la divaricazione manuale, per poi procedere all’incisione della parete uterina. Con attenzione, il medico introduce la mano attraverso l’apertura praticata ed estrae il bambino. Il cordone ombelicale viene reciso e legato secondo la prassi.

In seguito, il chirurgo rimuove la placenta e sutura l’incisione nell’utero e della parete addominale con filo di sutura. I punti cutanei saranno rimossi nei 5 – 7 giorni successivi.

Generalmente, una donna può sottoporsi a 3 o 4 tagli cesarei, sebbene sia possibile eseguirne un numero maggiore, ma ciò comporta rischi più elevati.

Esistono due principali tecniche di incisione utilizzate per il taglio cesareo:
• tecnica classica;
• incisione del segmento uterino inferiore.

Nella tecnica classica, l’incisione viene eseguita verticalmente sulla parete anteriore dell’utero, risalendo in direzione del segmento superiore.


Questo approccio è utilizzato principalmente in situazioni specifiche come:
• placenta previa;
• posizione fetale traversa;
• presentazione podalica;
• nascita prematura.

L’incisione verticale è evitata quando possibile, dal momento che può comportare un rischio maggiore di emorragie.

L’incisione del segmento uterino inferiore è quella utilizzata di routine ed effettuata nella parte inferiore del corpo uterino, circa 1 – 2 centimetri sopra il pube. Si tratta di un’incisione addominale trasversale bassa. È la tecnica più comune e sicura.

La decisione se ricorrere a un parto cesareo o naturale viene presa dai medici, in base a una valutazione dei rischi per la paziente e il bambino e tenendo conto delle sue condizioni.

Un riepilogo delle possibili complicazioni legate al parto cesareo è stato tratto da una serie di studi condotti in vari Paesi europei e riportato dalla letteratura.


Esso include:
• aumento del rischio di intervento di isterectomia;
• durata più prolungata del ricovero post-parto in ospedale;
• possibilità di sviluppare anomalie della adesione placentare, placenta accreta, nelle future gravidanze, 60 donne su 100.000;
• il rischio di rottura dell’utero in gravidanze successive (1.020 donne su 100.000).

In aggiunta, l’intervento chirurgico cesareo può portare a potenziali complicazioni, come la formazione di aderenze addominali, infezioni o lesioni alla vescica.

La scelta della modalità di parto è oggi un argomento delicato e complesso, che richiede attenzione e consapevolezza. Il punto centrale di questa decisione è il benessere fisico e psicologico della gestante.

Dunque, è fondamentale enfatizzare l’importanza della valutazione della modalità di parto, basata sul caso clinico specifico, sul consenso informato della donna e sulle sue preferenze personali.


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