Su Domani prosegue il Blog mafie, da un’idea di Attilio Bolzoni e curato insieme a Francesco Trotta. Potete seguirlo a questa pagina. Ogni mese un macro-tema, approfondito con un nuovo contenuto al giorno in collaborazione con l’associazione Cosa vostra. Questa nuova serie sarà dedicata al dossier Mafia e Appalti.
La determinazione per il raggiungimento dei propri scopi a qualsiasi costo, con mezzi leciti o meno, veniva evidenziata incontrovertibilmente dalla telefonata delle 12:51 del 14.2.1990 nella quale GAMBINO Vincenzo chiamava Alfredo FALLETTA per ottenere da questi un “intervento” a carico di un imprenditore di Mussomeli.
g. ehhh… signorina… GAMBINO sono… buongiorno… c’è Alfredo?…;
f. sì, un attimo…;
g. grazie…
f. Vincenzo…
g. stamattina stesso…;
f. ciao…;
g. Alfredo ciao ehhh… senti… una gentilezza… eh… dovresti raggiungere… eh… FERRERI…
f. sì…
g. ehhh… dirgli… che… di non rompere i cazzi…;
f. va beh… ora ci vado… se lo trovo.
g. va bene…,
f. ehhh…;
g. ehhh… per questa cosa nostra… l’ultima…
f. sì… sì… ho capito…,
g. d’accordo… digli… di non romper i cazzi… va bene?…;
f. quella di tuo cognato… no?…;
g. no… no… l’altra… quella… quella… quella che vi siete incontrati con Enzo… no…;
f. sì… che ci doveva andare lui…;
g. no… quella… quella che ti riguarda… a te…;
f. perché?…;
g. ehhh… niente… ha telefonato… perché dice… praticamente… ehhh… la cosa non è giusta… ehhh… il numero 6…
f. ahhh… solo il numero 6 voleva lui…;
g. come… cioè praticamente… parlava di… questo “u serbando va’”…;
f. ahhh… ho capito… ho capito…,
g. va bene, digli… va’… vai a smontarci la testa a questo cretino va’…;
f. va bene… va bene…;
g. ciao… ciao… fatti sentire subito… ehhh…,
f. ci vado… senti un po’… ehhh.
g. sì… perché gli disse che voleva fare un esposto “u’ cretino che è…”
f. senti qua… ehhh… per il marmo… notizie ce ne hai?…;
g. ehhh… per quanto riguarda questa cosa… del marmo di cui… ti stavo parlando… lui… vuole fare sta benedetta… denuncia… no… che il materiale è difettoso.
f. di…
g. ehhhh… praticamente… tra l’altro non ce n’è di quello… materiale… te lo avevo detto Alfredo…;
f. sì…,
g. è giusto…,
f. va bene… va bene… ora ci penso io… ciao…;
g. allora avvicinaci… vedi di dirglielo…;
f. sì… sì… ci vado io…;
g. “stu babbu”… no…;
f. d’accordo… ciao, ciao…,
g. ciao… grazie… (vds. all. nr. 137).
La chiarezza della telefonata non richiede ulteriori spiegazioni o commenti se non quelli riguardanti GAMBINO Vincenzo, nuovo elemento dell’organizzazione, identificato nello stesso, di Domenico e di Curella Caterina, nato ad Agrigento il 14.6.1945 ivi residente in via Giovanni XXIII nr. 94, coniugato, geometra.
Intuita la sicura partecipazione del Gambino alle attività illecite veniva richiesta ed ottenuta con decreto nr. 306/90 del 21.9.1990 di codesta Procura della Repubblica l’intercettazione telefonica sull’utenza nr. 0922/23910 intestata alla C.G.A. TRADING s.r.l., società del predetto Gambino.
Sebbene questi si dimostrasse scaltro ed attento nell’uso dell’apparecchio telefonico, si riusciva ugualmente a raccogliere indicativi e significativi elementi utili alla definizione della sua personalità.
Il 28/09/1990 alle ore 17:41, GAMBINO riceve la telefonata di un tale Mimmo.
-omissis
v= ciao..
m= che fai?
v= niente, ci vai a scuola?
m= sì
v= che si dice?
m= niente… niente -incomprensibile-..
v= quando vieni?
m= forse domani…
v= ma verrai?
m= forse domani o fra un mese, non lo so dipende… -incomprensibile- forse un giorno ritornerò…
v= che c’è…
m= niente..
v= Roberto?
m= non c’è
v= -incomprensibile-
m= no, no
v= come mai?
m= come mai… ci tradiva perché stava ad Agrigento…
v= ah sì…
m= perché la mafia l’abbiamo qua hai capito?… se là ci sono i magistrati, però era meglio combattere il problema alla base
v= ho capito… va bene ti saluto e fatti sentire…
m= ricordati che esisto pure io…
v= sì…
m= ciao e stammi bene… (vds. all. n. 138).
I dubbi che potevano insorgere nella compreensão della conversazione e dalla reale natura dei personaggi, venivano immediatamente fugati dalla telefonata delle 12:33 del 10/09/1990 tra il GAMBINO e tale PACE da San Vito Lo Capo.
p= buongiorno, sono PACE da San Vito…
g= ah… caro Pace, GAMBINO sono…
p= come va?
g= ma insomma andiamo combattendo come dannati…
p= sì… ci danniamo sempre più…
g= come finì con quegli amici?…
p= mah… signor Gambino mio… m’ha a fare una cortesia io sono andato a trovarli…
g= non l’hanno saldato ancora…
p= … no io un mese fa proprio come oggi sono andato a trovarlo… lui aveva i suoi problemi…
g= ah..
p= … lui aveva i suoi problemi dicendo che non poteva pagarmi dicendo che era molto impegnato perché aveva dei mandati bloccati… e però nel frattempo c’era anche l’ingegner PICONE mi ha promesso che la settimana dopo sarebbe venuto a trovarmi…
g= senta io oggi mi impegno ad andarci…
p= … ora un mese è passato da allora..
g= signor PACE…
p= e io la settimana passata mi sono permesso di telefonare più volte ogni sera, però il signor FALLETTA non sono riuscito a trovarlo..
g= signor PACE io oggi pomeriggio ci vado…
p= li vuole sollecitare… perché io ho i miei problemi e non ho assegni diciamo dal segretario come devo fare a pagare queste cose…
g= sì va bene… io le dico questo che oggi pomeriggio li vado a trovare va bene e ci vado esclusivamente per lei…
p= io la ringrazio..
g= va bene signor Pace… perché entrandoli a lei non ci prendiamo qualche approvvigione arretrata giusto?…
p= eh… c’è una piccola differenza ancora…
g= … eh…
p= c’è qualche differenza ancora…
g= sì certo… (vds. all. n. 139).
Il pacato e assoluto rispetto nella pretesa di quanto è dovuto, dimostra la conoscenza del “rango” dell’interlocutore e dei creditori. E rivolgersi al GAMBINO vuol dire che egli può agire in tal senso. Chiaramente è necessaria una ricompensa: “… perché entrandoli a lei non ci prendiamo qualche provvigione arretrata giusto?…” Le risposte a tali domande possono essere solo positive.
Alla pag. 140 e segg. dell’elaborato, ci si soffermava sui rapporti intrattenuti dal LI PERA con i fratelli BUSCEMI, titolari dei sub-appalti per conto della RIZZANI De Eccher e del consorzio CEMPES. Di tali contatti si era ampiamente trattato nel capitolo dedicato alla RIZZANI DE ECCHER e si era dimostrata l’esistenza di un preciso accordo tra le parti per l’esecuzione dei lavori in sub-appalto non autorizzato.
Ulteriori tasselli utili al definitivo ritratto del BUSCEMI, si ricavavano da una serie di telefonate intercettate sempre sull’utenza della Rizzani De Eccher di Caltanissetta nel mese di febbraio del 1990.
Alle 16:15 del 15/02/1990 LI PERA veniva chiamato da tale Sebastiano, impiegato al cantiere RIZZANI di Palermo, non ancora potuto identificare stante l’assenza di persone con tale nome nell’elenco dei nominativi dei dipendenti della ditta forniti dall’Ufficio Provinciale del Lavoro c/o l’Assessorato Lavoro e Previdenza Sociale della Regione Siciliana con lettera n. 21933 del 13/09/1990.
S= Pronto Rizzani De Eccher…
L= Sebastiano…
S= sì…
L= ciao…
S= eh… buona sera…
L= allora devi dire… che c’è ZACCONE da quelle parti?
S= eh… è uscito sarà lì in giro al cantiere…
L= ho capito… allora scriviti una cosa… devi dire a GANCI che siccome lui stasera va a casa, mi pare…
S= sì…
L= domani mattina viene qua in Ufficio e si prende l’assegno tuo e quello di PASTORELLO…
S= l’assegno mio e quello di PASTORELLO… va bene…
L= Giacomo… che quel foglio glielo hanno mandato qua…
S= va bene…
L= va bene…
S= … (incomprensibile)… va bene…
L= sì… e poi dimmi una cosa… eh… quel terzo… quello raccomandato dall’assessore… come si chiamava… MILISOLA o CRIVELLO…
S= no… questi già assunti sono…
L= lo so… lo so…
S= cioè non lo so quale era…
L= allora tu devi fare una cosa… come viene ZACCONE gli devi dire… chi è quello raccomandato… MILISOLA o CRIVELLO…
S= eh… ho capito, va bene…
L= va bene?
S= eh… dico sono sicuro che di questi MILISOLA e CRIVELLO…
L= eh…
S= eh… sono di coso… di BUSCEMI…
L= piano… piano a dire queste cose al telefono… hai capito?…
S= sì, mi scusi…
L= eh… sicuro, uno dei due deve essere nostro… comunque…
S= eh no… penso di no…
L= allora gli devi dire… scriviti questi tre nomi…
S= sì…
L= eh… GRIGOLI…
S= allora è questo qua… GRIGOLI…
L= no… ma GRIGOLI lo so… scriviti GRIGOLI…
S= GRIGOLI…
L= BIONDO…
S= BIONDO…
L= eh… ce n’è un altro che era raccomandato dall’assessore e non so come si chiama…
S= ahh… ho capito…
L= ho capito… quindi mi serve l’altro nome…
S= va bene…
L= d’accordo…
S= va bene…
L= ciao…
S= arrivederci… (vds. all. n. 140).
Dello stesso tenore è la telefonata delle ore 16:48 dello stesso giorno tra il geom. ZACCONE e LI PERA.
L= pronto…
Z= eh… ZACCONE sono…
L= eh… Totò…
Z= e allora…
L= non mi ricordo bene i tre che ci ha raccomandato l’assessore…
Z= eh… sono GRIGOLI…
L= BIONDO…
Z= BIONDO e PIRROTTA…
L= e non c’è l’assegno di PIRROTTA…
Z= no… l’assegno di PIRROTTA non ci può essere…
L= ah…
Z= perché l’ha ancora in carico BUSCEMI… che ancora non abbiamo il passaggio…
L= allora apposta…
Z= ufficiale…
L= ma allora ho capito… ho capito… PIRROTTA… quindi CRIVELLO e MILISOLA… sono dall’altro lato…
Z= sì…
L= PIRROTTA, GRIGOLI… TERRANOVA invece è quel ragazzo che hai preso tu…
Z= sì… TERRANOVA è il figlio del gruista…
L= perfetto, le cose loro (o simile)… le porto io domani…
Z= eh… GUARINO invece è nostro diciamo sempre… che è quello dei sindacati…
L= ah… GUARINO è quello dei sindacati… è quello nostro… quindi PIRROTTA, GRIGOLI, GUARINO, BIONDO e TERRANOVA sono i nostri…
Z= perché a questo PIRROTTA è successo che non hanno ancora fatto il passaggio… ora vediamo…
L= va bene…
Z= eh… Angelino già l’ho mandato io… manco l’ho potuto avvisare…
omissis – (vds. all. n. 141).
Il trasferimento di denaro e titoli dalla RIZZANI DE ECCHER al BUSCEMI sono la dimostrazione di pagamenti per attività ufficialmente inesistenti. Anche in questo caso, inoltre, si nota come venga comunemente utilizzata la tecnica di assumere gli operai di un’altra ditta per mascherarne un contratto di sub-appalto non autorizzato.
È opportuno soffermarsi sui lavori in questione per riportare in evidenza la capacità organizzativa dell’associazione e la sua pericolosa infiltrazione in ogni ramo dell’amministrazione pubblica.
L’8 luglio 1989 il comune di Palermo procedeva all’esperimento di gara per l’assegnazione dei lavori di costruzione di via Lanza di Scalea dallo ZEN al nodo di Tommaso Natale, per un importo a base d’asta di L. 15.000.500.000.
Delle 44 offerte pervenute veniva esclusa solo quella della SA.IN. s.p.a. di Roma associata con la COEPA s.r.l. e la BULGARELLA Giuseppe. Considerato che il numero delle offerte valide era superiore a 15, e che il bando di gara richiamava le disposizioni dell’art. 2-bis della legge 155 del 1989, venivano ritenute anomale ed escluse dalla gara le offerte delle imprese che avevano presentato una percentuale di ribasso superiore alla media delle percentuali delle offerte ammesse incrementate di un valore percentuale del 7%. Essendo la media finale pari al 18,330%, l’appalto dei lavori in oggetto veniva aggiudicato all’impresa RIZZANI DE ECCHER con un ribasso del 17,90% (vds. all. n. 142).
Con deliberazione della Giunta Municipale n. 3271 del 13/10/1989, presieduta dal sindaco Leoluca ORLANDO, e presenti, tra gli altri, gli assessori LO VASCO Domenico, DI TRAPANI Giuseppe e RAIMONDO Michele, si autorizzava la concessione di sub-appalto da parte dell’impresa RIZZANI DE ECCHER alla impresa ZANCA IMPIANTI s.p.a. con sede in Roma, via del Vicario n. 33 e con sede secondaria in via S. Puglisi n. 9 di Palermo, per lavori specialistici relativi alla messa in opera dell’impianto di illuminazione (vds. all. n. 143).
Dalla documentazione consegnata non risultavano esistere altre autorizzazioni a concessioni di sub-appalto per cui, non essendo i BUSCEMI tra i titolari della ZANCA IMPIANTI, non si comprendeva il perché la RIZZANI “dovesse” girargli numerosi assegni. Stante tale constatzione, non trovava giustificazione l’incorporamento e l’utilizzo di dipendenti del BUSCEMI stesso se non quella relativa alla predetta sussistenza di affidamento di lavori per l’appalto sopra indicato. Anzi, appariva logico dedurre che i rapporti d’affari intercorrenti tra le due società fossero più che altro la conseguenza dello sfruttamento, da parte del LI PERA, delle “capacità” dei BUSCEMI per il conseguimento di indebiti vantaggi, così come evidenziato già in precedenza.
Maggiore valore assumeva anche la circostanza per cui il responsabile della ZANCA IMPIANTI s.p.a, società costituita con atto del 10/08/1972, è tale REALE Pietro, nato a Catania il 10/12/1928, domiciliato a Palermo in via Val di Noto n. 10, titolare della certificazione antimafia rilasciata dalla Prefettura di Palermo in data 14/09/1989, in quanto questi, dagli accertamenti svolti presso la cancelleria commerciale di codesto Tribunale, risultava essere direttore tecnico della società e già suo socio fondatore insieme con ZANCA Antonio Marco, nato a Palermo il 16/04/1924, ivi domiciliato in via Autonomia Siciliana n. 109. Del collegio sindacale della società risultava far parte, tra gli altri, TINNIRELLO Lorenzo nato a Palermo il 02/01/1948 in qualità di sindaco effettivo. Questi nel 1988 fu inquisito per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso quale esponente di rilievo della famiglia mafiosa di Corso dei Mille. Il 12/02/1988 veniva deciso di trasferire la sede sociale da Palermo a Roma nella via Uffici del Vicario n. 33 e di istituire una sede secondaria in Palermo alla via Puglisi n. 9 (vds. all. n. 144).
La qualificante presenza del TINNIRELLO nella società subappaltatrice caratterizzava il rapporto di lavoro scelto dalla RIZZANI sulla piazza palermitana. Proprio in tale prospettiva bisogna soffermarsi ulteriormente sui lavori sopra citati per evidenziare come tra le società partecipanti alla licitazione privata si notino tutte quelle inquisite nel corso delle investigazioni.
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