Gli Angeli del Centro Storico sono, al momento, un gruppo di donne commercianti e residenti della zona che ha deciso di unire le forze per ridare dignità al quartiere, contrastando degrado e microcriminalità con l’obiettivo di migliorare sicurezza e vivibilità. Ne fanno parte, tra le altre, Francesca Pescetto, presidente del CIV della zona, Maura Olmi ed Emanuela Granara. Le abbiamo incontrate per capire come è nato il gruppo e quali siano oggi le principali richieste rivolte alla città. “Il nostro è sempre stato un gioco di squadra – racconta Pescetto –. Il CIV conta più di 150 associati, tutti commercianti, e abbiamo una chat dove, per qualsiasi problema, siamo pronti a intervenire. Lo stesso spirito lo abbiamo portato in questo nuovo gruppo, che riunisce persone di fiducia, anche con orientamenti politici opposti: l’ideologia viene messa da parte perché le problematiche del centro storico riguardano tutti, non una singola area politica“.
Il percorso che ha portato alla nascita degli Angeli del Centro Storico parte da più lontano. “Ci siamo conosciute all’Assemblea di San Siro. Nella prima riunione erano state proposte azioni piuttosto incisive, come una manifestazione sotto Comune e Prefettura, ma con il tempo quello slancio si è affievolito e si è passati a un percorso più istituzionale, fatto di richieste di incontri ed email – raccontano -. Siamo state ricevute dalla sindaca, che ci ha chiesto un documento con criticità e proposte: lo abbiamo consegnato a fine marzo. Successivamente si sono svolti anche incontri con l’amministrazione comunale, ma il percorso si è progressivamente interrotto e abbiamo deciso di provare una strada diversa“.
Da questa riflessione è nato prima un gruppo informale, poi la camminata del 4 luglio, organizzata quasi esclusivamente attraverso il passaparola. “Non avevamo nemmeno una pagina Facebook. Ci siamo affidate alle conoscenze personali e la risposta è stata comunque positiva. Dopo quella giornata abbiamo iniziato a ricevere moltissime segnalazioni da residenti e commercianti di diverse zone del centro storico. A quel punto abbiamo deciso di darci una forma organizzativa molto libera: non siamo un’associazione, ma un gruppo sociale. Chi vuole partecipare ci scrive, ci racconta cosa succede nella propria via e noi proviamo a elaborare proposte da sottoporre alle istituzioni“.
Il perimetro d’azione comprende l’area storica dalla Commenda fino a San Lorenzo e, di fatto, si estende a tutti coloro che chiedono supporto al gruppo. “Anche nella zona di Canneto il Lungo stanno tornando alcune problematiche. Con l’estate molti servizi riducono la propria attività e questo si riflette sulla gestione del territorio“. Secondo il gruppo, le situazioni più critiche riguardano oggi via San Luca, via del Campo, l’ultimo tratto di via Pré, in particolare attorno al civico 13, e piazza Santa Fede. La percezione di insicurezza, spiegano, ha modificato profondamente le abitudini di chi vive e lavora nel quartiere. “Prima potevamo restare da sole nei negozi senza alcun timore. Oggi ci capita di ricevere banconote false, di essere minacciate o insultate. La sera si chiude con maggiore prudenza e si presta attenzione anche a percorrere poche decine di metri“. Secondo gli Angeli del Centro Storico, il contrasto alla microcriminalità continua a rappresentare una delle principali criticità. “Abbiamo avuto incontri in Prefettura e con le istituzioni, ma abbiamo spesso la sensazione che la priorità sia il contrasto alla criminalità organizzata, mentre quella microcriminalità quotidiana che incide direttamente sulla qualità della vita di residenti e commercianti venga considerata quasi inevitabile. Invece è proprio quella che genera situazioni imprevedibili: molte persone che vivono in strada hanno problemi di dipendenza da sostanze o psicofarmaci e possono reagire in modo sproporzionato anche davanti a un semplice rifiuto“.
Il gruppo ritiene inoltre che negli ultimi anni si sia creato un falso dualismo tra sicurezza e politiche sociali. “Già lo scorso settembre avevamo scritto alle istituzioni chiedendo che agli interventi di welfare fossero affiancate misure straordinarie per affrontare l’emergenza che il centro storico vive quotidianamente. Invece si è finiti per contrapporre chi parla di sicurezza, etichettandolo automaticamente come di destra, e chi sostiene che tutto debba passare esclusivamente attraverso il welfare. Noi crediamo che le due cose debbano procedere insieme“.
Secondo il gruppo, incidono anche i limiti degli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine e un sistema giudiziario che, per numerosi reati, rende poco incisivi gli arresti quando non seguono conseguenze immediate. Un altro tema riguarda i minori stranieri non accompagnati: gli Angeli chiedono una gestione più strutturata dei percorsi di presa in carico, sostenendo che lasciare molti ragazzi senza un reale accompagnamento rischi di favorire percorsi di marginalità e devianza. Allo stesso tempo si interrogano sull’opportunità di concentrare nel centro storico gran parte dei servizi dedicati a queste fragilità, in un territorio che già convive con numerose criticità sociali.
Tra gli esempi citano anche il caso del drop-in di vico Croce Bianca, la cui chiusura era stata a lungo richiesta e poi non confermata. Per il gruppo, tuttavia, il tema della sicurezza non può essere separato da quello della rigenerazione urbana ed economica, e via San Luca viene indicata come uno dei luoghi simbolo da cui ripartire. “Servirebbe ripensare anche il tessuto commerciale. Oggi, in poche decine di metri, troviamo una concentrazione di attività molto simili tra loro – negozi di calamite, telefonia, ortofrutta – che non valorizzano la storia della via né favoriscono un turismo di qualità“. Accanto a questo viene indicata la necessità di intervenire sul decoro urbano: “Rifiuti abbandonati, graffiti sui palazzi storici e sporcizia contribuiscono ad alimentare una percezione di insicurezza che finisce per allontanare residenti e visitatori“.
Il gruppo chiede inoltre maggiori controlli sulle locazioni turistiche brevi, segnalando casi di bed and breakfast utilizzati, a loro dire, per finalità diverse da quelle dichiarate, come uno individuato in piazza Lavagna. Nonostante le criticità, le Angeli rivendicano il forte legame con il centro storico e il ruolo svolto dai commercianti storici come presidio quotidiano del territorio: “Durante il periodo del Covid, quando tutte le attività erano chiuse, abbiamo visto cosa significa un centro storico privo dei suoi negozi. I commercianti rappresentano un presidio di sicurezza e socialità che va tutelato“.
Alle criticità evidenziate dal gruppo risponde l’assessora comunale al Welfare Cristina Lodi, che rivendica il lavoro svolto dai servizi sociali sul territorio e sottolinea come il fenomeno della marginalità non possa essere affrontato esclusivamente sotto il profilo della sicurezza. “Abbiamo un’Unità di strada che ogni giorno, suddividendo la città per aree, entra in contatto con le persone che vivono in strada proponendo anzitutto l’accesso ai dormitori e cercando di comprendere quale sia il bisogno prevalente. Molte di queste persone sono già conosciute dai servizi e spesso rifiutano l’accoglienza, ma continuiamo comunque a proporla, perché le situazioni possono cambiare nel tempo“. L’assessora ricorda che il coordinamento tra Comune, terzo settore e istituzioni avviene attraverso una cabina di regia settimanale, che coinvolge le realtà del volontariato e gli attori del Patto per la Sicurezza.
“Quando una persona rifiuta il dormitorio nessuno può obbligarla ad accettare. Per questo stiamo lavorando, attraverso percorsi di coprogettazione, per ampliare le possibilità di accoglienza con strutture a bassa soglia, più adatte a intercettare chi oggi resta fuori dai percorsi tradizionali“.
Sul tema delle dipendenze e del disagio psichico, Lodi evidenzia i limiti delle competenze comunali: “In strada ci sono molte persone con gravi problemi di salute mentale e tossicodipendenza. Il nostro è un intervento prevalentemente sociale: non possiamo sostituirci ai servizi sanitari, ma segnaliamo costantemente ogni situazione ai servizi competenti, dalla Salute mentale al SerD“.
L’assessora richiama inoltre l’attenzione sulla diffusione delle nuove droghe sintetiche. “Non abbiamo mai sottovalutato il rischio rappresentato da sostanze come il fentanyl e da altre droghe che stanno arrivando anche nel nostro Paese. Con la sindaca vogliamo fare rete con le altre città perché la preoccupazione è elevata. Non basta un semplice bollettino ministeriale: serve una task force nazionale capace non solo di monitorare le nuove sostanze, ma anche di individuare protocolli terapeutici adeguati. Le droghe cambiano sempre più rapidamente e con esse cambiano anche gli effetti sulle persone. Un Comune, da solo, non può affrontare un fenomeno di questa portata“.
Sul fronte della sicurezza interviene invece l’assessora comunale alla Sicurezza Arianna Viscogliosi, che sottolinea l’impegno della Polizia Locale nel centro storico e ribadisce la necessità di affrontare il problema con un approccio integrato. “La Polizia Locale è oggi la forza maggiormente impegnata nel centro storico di Genova. Su richiesta del Questore garantisce anche presìdi fissi in alcune delle aree più critiche della città, a supporto del più ampio dispositivo di sicurezza“. L’assessora evidenzia i risultati dell’attività svolta negli ultimi mesi. “Negli ultimi giorni, nella sola Darsena, sono state eseguite sei misure cautelari, mentre dall’inizio dell’anno la Polizia Locale ha effettuato 25 arresti esclusivamente in quell’area. Sono numeri che testimoniano un impegno costante e un’intensa attività di contrasto alla criminalità. Resta però evidente che l’efficacia dell’azione di polizia dipende anche dagli strumenti normativi e dalle conseguenze che l’ordinamento prevede per chi commette determinati reati“.
Nel centro storico opera inoltre il Nucleo Centro Storico della Polizia Locale, composto da circa ottanta agenti dedicati esclusivamente a questo territorio. Al suo interno è presente anche un gruppo specializzato nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti che, attraverso i sistemi di videosorveglianza e servizi in abiti civili, svolge attività investigativa finalizzata a individuare e colpire le reti dello spaccio.
“Accanto all’attività repressiva opera anche il Nucleo Comunità e Prossimità, che mantiene un rapporto costante con residenti e commercianti, raccoglie le segnalazioni, ascolta le esigenze del territorio e le trasforma, insieme agli uffici comunali, in interventi concreti“. Secondo Viscogliosi, una delle emergenze più evidenti resta quella delle dipendenze. “Serve affrontare seriamente il tema della droga, perché assistiamo a un aumento esponenziale del fenomeno e alla presenza di tantissime persone tossicodipendenti. In questo vorremmo vedere una Regione maggiormente impegnata, finanziando attività concrete di presa in carico e strutture dedicate a soggetti con problematiche specifiche“.
L’assessora evidenzia inoltre che la sicurezza non può essere affidata soltanto alle forze dell’ordine. “L’amministrazione sta affrontando il tema con un approccio integrato. Ogni assessore, per le proprie competenze, è impegnato nella riqualificazione urbana, nello sviluppo commerciale, nella valorizzazione culturale e nella migliore gestione degli spazi pubblici. La sicurezza passa anche dalla qualità degli spazi, dalla loro frequentazione e dalla capacità di renderli vivi“.
Tra gli interventi in programma rientra anche un nuovo piano dell’illuminazione pubblica del centro storico, pensato per migliorare la vivibilità, il decoro e la percezione di sicurezza dell’intera area. Sul fronte della riqualificazione urbana, Viscogliosi ricorda anche un importante investimento destinato alla Darsena. “Lo scorso anno, come Polizia Locale, abbiamo intercettato un finanziamento del programma Metro da 3,5 milioni di euro che era inizialmente destinato a un’altra parte della città e lo abbiamo rimodulato sulla Darsena. Le risorse consentiranno di realizzare interventi di rigenerazione urbana, tra cui il completamento della pista ciclabile e altre opere di riqualificazione dell’area“. L’assessora conclude ribadendo che il centro storico rappresenta una delle priorità dell’amministrazione e che la risposta alle criticità dovrà necessariamente passare dall’integrazione tra sicurezza, politiche sociali, riqualificazione urbana e rilancio delle attività economiche.
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Chiara Orsetti
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