Vacanze senza aereo, in Cilento tra borghi, baie segrete ed escursioni in mare


Se quest’anno hai deciso di fare le tue vacanze senza aereo, un tour del Cilento on the road è capace di regalarti il Mediterraneo più vero, tra borghi sul mare, calette nascoste e autentico relax.

Tra il Golfo di Salerno e quello di Policastro, protette quasi per intero all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Patrimonio UNESCO, le acque del mare Bandiera Blu del Cilento passano dal turchese al verde smeraldo, tra grotte che si aprono nelle scogliere e calette che si raggiungono solo a piedi o in barca, perché questa costa, in alcuni suoi tratti, è ancora troppo scoscesa per costruirci qualcosa.

Un road trip in Cilento alterna borghi da cartolina – come Castellabate e Acciaroli, il villaggio di pescatori che ha ispirato Hemingway – a tratti di costa più selvaggia verso Palinuro e Marina di Camerota, senza dimenticare l’entroterra, con gli ulivi secolari e i piccoli centri arroccati sulle colline. Ogni tappa ha la sua peculiarità, la sua luce, il suo modo di stare sul mare.


Vacanze senza aereo: tour del Cilento on the road

L’itinerario che ti proponiamo parte da Agropoli, risale il Golfo di Salerno fino a Castellabate, scende verso Acciaroli e Pioppi, si ferma a Velia per fare un tuffo nella storia e raggiunge infine Palinuro e Marina di Camerota, dove il mare regala le sue grotte più spettacolari. Sette giorni per vivere il Cilento in modo slow, senza fretta, senza saltare le tappe più belle ma senza nemmeno scapicollarsi da un luogo all’altro.

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Giorno 1 – Agropoli, porta del Cilento

Il viaggio comincia ad Agropoli, simbolico ingresso nel Cilento che conserva uno spettacolare centro storico. Il borgo antico si arrampica su un promontorio roccioso, tra vicoli stretti, case bianche e una vista che si apre sul golfo di Salerno. Il punto più alto è il Castello Aragonese, di origine bizantina e poi rafforzato dagli Angioini e dagli Aragonesi, da cui si gode un panorama che arriva ad abbracciare Capri e la Costiera Amalfitana.

Il centro storico è fatto di stradine, piccole botteghe e terrazze affacciate sul mare e non lontano si trovano diverse spiagge di sabbia fine raggiungibili a piedi, perfette per il primo bagno dopo il viaggio. Agropoli ha anche un bel lungomare, animato la sera da locali e ristoranti dove assaggiare il pescato locale: un buon modo per iniziare a capire i ritmi di questa parte di Cilento, più mondana rispetto a quanto troverai scendendo verso sud.

Giorno 2 – Castellabate e la Baia di Trentova

Da Agropoli sali verso Castellabate, uno dei borghi più belli d’Italia e location del film “Benvenuti al Sud”, diventato nel tempo uno dei simboli del turismo cilentano. Il paese si divide tra la parte alta, medievale, con il Castello dell’Abate da cui prende il nome, e Santa Maria di Castellabate, il nucleo che si affaccia direttamente sul mare con il lungomare e il porticciolo.


Vale la pena salire fino al belvedere del centro storico, da cui la vista abbraccia tutta la costa fino a Capo Palinuro, per poi scendere verso il mare e godersi il resto della giornata in spiaggia. A pochi minuti d’auto si trova la Baia di Trentova, una delle insenature più suggestive di tutta la costa cilentana: acque trasparenti, vegetazione mediterranea che scende fino alla battigia e un paesaggio che, protetto com’è dal promontorio, è più tranquillo rispetto alle spiagge del centro.

Giorno 3 – Acciaroli e Pioppi, il fascino della Dieta Mediterranea

La terza tappa porta ad Acciaroli, la perla del Cilento, un piccolo borgo di pescatori che ha conservato intatto il proprio fascino nonostante la fama crescente. Il porticciolo, con le barche colorate e i vicoli che si affacciano direttamente sull’acqua, racconta ancora oggi l’anima marinara del paese. Ernest Hemingway soggiornò qui a lungo, proprio per l’atmosfera sospesa di questo luogo.

Proseguendo lungo la costa arrivi a Pioppi, piccolissimo borgo che ha una storia particolare: è qui che il fisiologo americano Ancel Keys studiò per decenni gli effetti benefici dell’alimentazione mediterranea, dando vita a quella che oggi conosciamo come Dieta Mediterranea, oggi Patrimonio Immateriale dell’UNESCO. Il paese ospita anche il Museo Vivo del Mare, dedicato alla biodiversità marina locale, un’occasione per approfondire il legame profondo che questa costa ha sempre avuto con il cibo, la pesca e la salute. Il lungomare di Pioppi, con le casette basse e il porto minuscolo, è perfetto per una passeggiata serale accompagnata da una cena a base di pesce fresco.

Giorno 4 – Velia, un tuffo nella storia tra ulivi e templi

Il quarto giorno è dedicato a una tappa diversa dalle altre: il sito archeologico di Velia, l’antica città greca di Elea, fondata nel VI secolo a.C. dagli esuli provenienti dalla Ionia. Passeggiare tra le rovine, circondati dagli ulivi secolari e con il mare in lontananza, permette di scoprire i resti dell’acropoli, delle terme romane e soprattutto la Porta Rosa, ritenuta il più antico arco a tutto sesto conosciuto in Italia e uno dei simboli più importanti dell’ingegneria della Grecia antica.

Velia fu anche la patria della scuola filosofica eleatica, quella di Parmenide e Zenone, e questo dà al sito un fascino ulteriore, molto diverso rispetto ad altri parchi archeologici più celebri. Dopo la visita, che richiede un paio d’ore, la giornata può continuare verso Casal Velino o Ascea Marina, entrambe località costiere con le spiagge ampie e sabbiose, ottime per un pomeriggio di relax dopo la full immersion culturale della mattinata.


Giorno 5 – Palinuro, tra grotte, faro e l’Arco Naturale

Da Velia scendi verso Palinuro, una delle località più belle dell’intera costa cilentana. Il paese, che prende il nome dal timoniere di Enea, secondo la leggenda virgiliana, si sviluppa attorno a un piccolo porto e a un promontorio ricco di grotte marine che vale assolutamente la pena visitare. Simbolo di Palinuro è l’Arco Naturale, una formazione rocciosa scavata dal mare che dà accesso a una delle spiagge più note della zona, mentre poco distante si trova il faro di Capo Palinuro, il secondo più importante d’Italia dopo quello di Genova.

Un’escursione in barca da non perdere è quella verso la Grotta Azzurra, dove la luce che filtra dall’acqua crea riflessi color turchese intenso, oltre alla Grotta delle Ossa e alla Grotta dei Monaci, entrambe raggiungibili solo dal mare. Vale la pena anche fare una passeggiata al piccolo Antiquarium, il museo archeologico del borgo, che racconta la storia di un promontorio abitato fin dall’antichità. La sera, il porto di Palinuro si anima con i ristoranti e i locali dove gustare le ricette di mare della cucina campana.

Giorno 6 – Marina di Camerota, il Cilento più selvaggio

L’ultima grande tappa sulla costa è Marina di Camerota, che insieme a Palinuro forma uno dei tratti di costa più spettacolari di tutto il Sud Italia. Il paese conserva il castello e gli edifici medievali nel centro storico, ma il vero motivo per cui si arriva fin qui è il mare: calette segrete come Cala Bianca, una delle spiagge più belle d’Italia, la Baia degli Infreschi e la spiaggia del Pozzallo sono raggiungibili solo a piedi attraverso sentieri panoramici o in barca.

Il Sentiero degli Infreschi, che parte dalla frazione di Lentiscelle, è uno splendido percorso di trekking costiero che attraverso una vegetazione fittissima conduce fino a tre spiagge quasi incontaminate, in un tratto di costa protetto e privo di strade. Chi preferisce il mare aperto può anche noleggiare un gommone per esplorare in autonomia le grotte, come quella degli Innamorati, o piccole insenature che si susseguono lungo tutta la costa fino a Scario.

Giorno 7 – Escursione in barca e ritorno lungo la costa

L’ultimo giorno è dedicato a un’escursione in barca che permette di vedere il Cilento da una prospettiva completamente diversa: partendo da Palinuro o da Marina di Camerota, un tour di circa due ore consente di ammirare in sequenza la Grotta Azzurra, le altre grotte del promontorio e la Baia del Buondormire, splendida spiaggia raggiungibile solo dal mare attraverso un passaggio scavato nella roccia. È il modo ideale per chiudere il viaggio, guardando dall’acqua i tratti di costa attraversati nei giorni precedenti e rendendosi conto di quanto sia rimasto autentico questo angolo di Mediterraneo.


Come raggiungere Agropoli in Cilento

Agropoli, la prima tappa del nostro itinerario, è comodamente raggiungibile percorrendo l’autostrada A2 del Mediterraneo (la vecchia A3 Salerno-Reggio Calabria) fino all’uscita di Battipaglia, per poi proseguire sulla statale 18 verso sud in direzione della costa. Da Napoli il tragitto richiede circa un’ora e mezza, un po’ di più da Roma. Chi arriva dal Nord Italia può percorrere l’intera dorsale autostradale fino a Salerno e da lì imboccare la A2 verso sud.

Soprattutto tra luglio e agosto, quando il traffico verso il Sud si intensifica per l’esodo estivo, le uscite lungo la A2 possono diventare un collo di bottiglia: ti consigliamo di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello. Se invece viaggi in treno per poi fare il tour del Cilento noleggiando un’auto, puoi appoggiarti alla stazione di Agropoli-Castellabate, servita dai regionali provenienti da Salerno e Napoli.

Articolo Modificato Il:18 Luglio 2026


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 Rossella Rocco Corallini

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