La Commissione europea sanziona la piattaforma per gravi violazioni del Digital Services Act. Contestate carenze nella valutazione dei rischi, nella moderazione dei prodotti e nei controlli sui venditori. Entro il 20 ottobre 2026 dovrà presentare un piano d’azione.
La Commissione europea ha inflitto ad AliExpress una multa da 550 milioni di euro per aver violato gli obblighi previsti dal Digital Services Act nella valutazione e nella mitigazione dei rischi legati alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti.
Secondo Bruxelles, la piattaforma di e-commerce non avrebbe analizzato con sufficiente attenzione i rischi sistemici presenti nei propri servizi e non avrebbe adottato misure efficaci per impedire la diffusione di prodotti non conformi. La Commissione ha quindi ordinato ad AliExpress di intervenire e di presentare un piano correttivo entro il 20 ottobre 2026.
Personale insufficiente per controllare i prodotti
Una delle principali contestazioni riguarda il numero di moderatori impiegati per esaminare i prodotti potenzialmente illegali. AliExpress, secondo la Commissione, avrebbe sopravvalutato l’efficacia dei propri sistemi di individuazione e rimozione, senza considerare realisticamente la sproporzione tra il personale disponibile e la quantità di contenuti da controllare.
La piattaforma non avrebbe inoltre utilizzato metriche quantitative adeguate per misurare la capacità del sistema di impedire che prodotti illegali apparissero nuovamente, anche attraverso inserzioni simili a quelle già eliminate.
I test condotti dai servizi della Commissione avrebbero infatti rilevato la presenza continuativa di un elevato numero di prodotti illegali, nonostante le attività di moderazione dichiarate dalla società.
Prodotti illegali raccomandati e pubblicizzati
L’indagine ha riguardato anche i sistemi di raccomandazione e pubblicità utilizzati dalla piattaforma. Secondo la Commissione, AliExpress non avrebbe valutato adeguatamente il modo in cui questi strumenti potessero amplificare la diffusione dei prodotti illegali. Numerosi articoli non conformi sarebbero stati raccomandati o pubblicizzati ai consumatori prima della loro rimozione.
La contestazione riguarda quindi non soltanto la presenza dei prodotti sulla piattaforma, ma anche il ruolo svolto dagli algoritmi nel promuoverli e aumentarne la visibilità.
Virkkunen: «Le dimensioni della piattaforma non sono una scusa»
“La diffusione di abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri, cosmetici pericolosi e altri prodotti illegali e nocivi non è un costo inevitabile dello shopping online: è un inadempimento da parte di AliExpress ai suoi obblighi ai sensi della legge sui servizi digitali”, ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.
“Le dimensioni della piattaforma non sono una scusa: i rischi devono essere individuati e affrontati sistematicamente per garantire che i consumatori possano effettuare acquisti online in sicurezza. Oggi chiediamo ad AliExpress di rispettare questo standard e di agire”.
Contraffazioni, giocattoli non sicuri e cosmetici pericolosi
Bruxelles ha riscontrato carenze significative nei sistemi adottati da AliExpress per individuare i prodotti illegali.
Contraffazioni, giocattoli non sicuri e cosmetici pericolosi sarebbero rimasti disponibili sulla piattaforma per diverse settimane, anche dopo essere stati identificati dai sistemi di controllo.
La Commissione ha inoltre rilevato un’applicazione insufficiente delle sanzioni previste nei confronti dei commercianti responsabili. Diversi negozi avrebbero potuto continuare a operare nonostante le penalizzazioni ricevute per la vendita di prodotti illegali.
Controlli aggirati classificando i prodotti nelle categorie sbagliate
Un’altra criticità riguarda la classificazione degli articoli messi in vendita. Secondo l’UE, i controlli di conformità potevano essere facilmente aggirati inserendo intenzionalmente i prodotti in categorie errate, soggette a requisiti meno rigorosi. Il personale incaricato di verificare la correttezza delle classificazioni sarebbe stato insufficiente e i controlli non sarebbero riusciti a individuare gli abusi prima della pubblicazione delle inserzioni.
Questo meccanismo avrebbe consentito ai commercianti malintenzionati di mettere in vendita prodotti non conformi, facendoli circolare liberamente sulla piattaforma.
Inefficace il sistema contro i prodotti contraffatti
La Commissione ha contestato anche l’inefficacia del sistema obbligatorio di “autorizzazione del marchio”, introdotto da AliExpress per contrastare la vendita di prodotti contraffatti.
Il sistema sarebbe stato facilmente aggirabile e dotato di risorse insufficienti. Numerosi commercianti sarebbero quindi riusciti a pubblicare articoli successivamente rimossi perché riconosciuti come contraffatti.
Per Bruxelles, la contraffazione non danneggia soltanto i consumatori, ma anche le imprese che investono nella progettazione, nei controlli di sicurezza e nell’innovazione, costrette a competere con operatori che evitano questi costi.
AliExpress dovrà presentare un piano entro ottobre
AliExpress avrà tempo fino al 20 ottobre 2026 per presentare alla Commissione un piano d’azione contenente le misure necessarie a correggere le violazioni relative alla valutazione e alla mitigazione dei rischi sistemici.
Il Comitato europeo per i servizi digitali avrà un mese per esprimere il proprio parere. La Commissione disporrà successivamente di un ulteriore mese per adottare la decisione finale e stabilire il termine entro il quale gli interventi dovranno essere attuati. Il mancato rispetto delle prescrizioni potrà comportare ulteriori sanzioni per la prosecuzione dell’inadempimento.
L’indagine avviata nel marzo 2024
Il procedimento formale contro AliExpress era stato aperto il 14 marzo 2024 e riguardava diversi possibili inadempimenti: valutazione e mitigazione dei rischi, moderazione dei contenuti, gestione dei reclami, trasparenza della pubblicità e dei sistemi di raccomandazione, tracciabilità dei commercianti e accesso ai dati da parte dei ricercatori.
Il 18 giugno 2025 la Commissione aveva accettato e reso vincolanti alcuni impegni proposti dalla piattaforma per rispondere a una parte delle contestazioni. Erano però rimaste irrisolte le questioni relative alla valutazione dei rischi e all’efficacia delle misure contro la diffusione dei prodotti illegali, oggetto della sanzione.
Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Piermario Boccellato
Source link




