Il mecenatismo culturale delle imprese venete non rappresenta soltanto una forma di responsabilità sociale o una manifestazione della sensibilità personale degli imprenditori. Gli investimenti privati destinati all’arte, al restauro e alla conservazione del patrimonio costituiscono una vera e propria leva di sviluppo economico, capace di generare ricadute sulle filiere produttive, sull’occupazione, sull’attrattività dei territori e sulla competitività turistica del Veneto.
A misurare il peso economico del fenomeno sono due ricerche complementari, realizzate con il contributo di Intesa Sanpaolo: l’analisi qualitativa e quantitativa condotta da IMPACT Srl, spin-off dell’Università degli Studi di Padova, nell’ambito dell’Osservatorio per il Mecenatismo Culturale delle Imprese Venete, e il rapporto “Sostenere il Patrimonio Culturale: Analisi dell’Impatto Economico del Mecenatismo per il Restauro in Veneto”, pubblicato dalla Fondazione Nord Est.
I risultati delineano un comparto ormai centrale per l’economia regionale. La cultura genera in Veneto un valore aggiunto di 9,4 miliardi di euro, pari al 5,3% dell’intera economia regionale, e impiega quasi 146 mila addetti, corrispondenti al 6,1% della forza lavoro veneta. Numeri che confermano come patrimonio artistico, imprese culturali, turismo e attività produttive siano elementi profondamente collegati.
«Che il Veneto fosse terra di mecenati lo si sapeva da sempre – ha dichiarato Maria Cristina Gribaudi, Advisor alla Cultura di Confindustria Veneto – Quello che non sapevamo era la misura esatta del fenomeno, né le sue caratteristiche profonde. Quando Confindustria Veneto avviò la prima mappatura nel 2016, scoprimmo che il 90% dei mecenati proveniva da piccole imprese e che la motivazione prevalente era, semplicemente, quella di voler restituire qualcosa alla comunità in cui si viveva e si lavorava. Dati che hanno cambiato la nostra lettura del territorio. Nel 2024, con la nostra Unit per la Cultura d’impresa e il prezioso supporto di Intesa Sanpaolo, abbiamo ripreso il progetto con una nuova ambizione: istituire un Osservatorio permanente sul mecenatismo d’impresa. La cultura non è un lusso: è un fattore di sviluppo, e i numeri lo confermano senza ambiguità. In Italia il contributo diretto della cultura al PIL si attesta intorno al 6%, con un valore aggiunto di poco inferiore ai 113 miliardi di euro e un’occupazione di circa 1,5 milioni di persone. Il Veneto contribuisce a questo risultato in modo determinante. Per questo chiediamo alla Regione di costruire insieme a noi l’Osservatorio, che potrebbe essere operativo già entro la fine dell’anno, aperto a tutti i cittadini e con le ambizioni, già confermate dall’interesse di ALES a livello nazionale, di diventare un riferimento per l’intero Paese».
L’indagine condotta da IMPACT Srl ha coinvolto un panel di 179 imprese distribuite in tutte le province venete, con un successivo approfondimento attraverso 66 interviste dirette a imprenditori e referenti aziendali. La fotografia che emerge è quella di un fenomeno stabile, in crescita e sempre più integrato nelle strategie aziendali, nonostante il tessuto produttivo regionale sia composto in larghissima parte da piccole e medie imprese.
Il Veneto risulta la seconda regione italiana per numero di imprese attive nel sostegno ad arte e cultura, con 123 aziende censite. La quota delle realtà impegnate nel mecenatismo sale al 13% tra le imprese con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro, ma il sostegno alla cultura non appare riservato esclusivamente ai grandi gruppi. Le PMI rappresentano infatti oltre il 90% del sistema produttivo regionale e costituiscono una componente determinante dell’ecosistema dei mecenati veneti.
La fascia di investimento più frequente rimane quella inferiore ai 5 mila euro annui, indicata dal 44% del campione, ma risultano in aumento anche le fasce intermedie. Oltre la metà delle aziende analizzate ha incrementato nel tempo le risorse destinate al mecenatismo, mentre la quasi totalità dichiara di voler mantenere o ampliare il proprio impegno.
Le imprese sostengono soprattutto lo spettacolo dal vivo, il restauro e la conservazione del patrimonio, le mostre e gli eventi culturali. Le iniziative, inoltre, risultano sempre meno episodiche e sempre più inserite all’interno delle strategie aziendali, con collegamenti crescenti agli obiettivi di reputazione, sostenibilità, responsabilità sociale e radicamento territoriale.
«I dati presentati oggi confermano qualcosa che in Veneto sappiamo bene: cultura ed economia non sono mondi separati, si alimentano a vicenda per generare valore economico, sociale e identitario – ha dichiarato Valeria Mantovan, Assessore alla Cultura della Regione Veneto – Il nostro territorio ha un patrimonio straordinario — per dimensione, qualità e radicamento — e una classe imprenditoriale che lo riconosce come un valore reale, non come un ornamento. Le imprese venete hanno piena consapevolezza che investire nella cultura significa investire anche nella competitività, nell’attrattività e nella crescita del territorio in cui operano. Questo rapporto lo dimostra con rigore scientifico, e per questo ringrazio Impact, Fondazione Nord Est e Confindustria Veneto per il lavoro svolto. L’Osservatorio sul Mecenatismo non è uno strumento astratto: è un prezioso strumento di governo, che ci aiuterà a costruire politiche culturali più efficaci e più vicine alle esigenze reali del territorio».

Proprio l’istituzione di un Osservatorio permanente sul Mecenatismo Culturale delle Imprese Venete rappresenta una delle principali proposte avanzate dalla ricerca. L’obiettivo non sarebbe creare soltanto un centro di monitoraggio, ma una vera infrastruttura della conoscenza, consultabile dalle imprese, dalle istituzioni culturali e dai decisori pubblici.
Per le aziende l’Osservatorio potrebbe diventare uno strumento di orientamento strategico e confronto con altre esperienze. Le istituzioni culturali potrebbero utilizzarlo per comprendere meglio le logiche delle imprese e costruire progetti condivisi, mentre le amministrazioni pubbliche avrebbero a disposizione dati aggiornati e comparabili per progettare e valutare le proprie politiche culturali.
«Quello che questa ricerca mostra, con i numeri in mano – commenta Silvia Ferretto, Amministratrice Delegata, Impact Srl – è che il mecenatismo culturale delle imprese venete è una pratica strategica radicata, resiliente anche nei momenti di crisi. La sfida oggi non è convincere le imprese a fare di più: è costruire gli strumenti perché quello che già fanno produca effetti ancora più misurabili e duraturi. Per questo proponiamo un Osservatorio permanente.»
Il rapporto della Fondazione Nord Est approfondisce invece l’impatto economico degli investimenti privati destinati al restauro dei beni culturali, utilizzando i dati tracciabili dell’Art Bonus, il credito d’imposta del 65% introdotto nel 2014 per incentivare le erogazioni liberali in favore della cultura e del patrimonio.
A livello nazionale, in dieci anni l’Art Bonus ha raccolto oltre 900 milioni di euro, coinvolgendo più di 41 mila mecenati. In Veneto, tra il 2016 e il 2024, la provincia di Venezia ha guidato la classifica degli interventi di restauro e manutenzione finanziati, con 92 opere, seguita da Padova con 74.
Tra i dieci progetti di maggiore entità compare anche uno dei simboli culturali ed economici di Verona. Gli interventi all’Arena di Verona hanno infatti raccolto 9,4 milioni di euro di contributi privati, collocandosi alle spalle della manutenzione dell’Isola di San Giorgio Maggiore, finanziata con 14,2 milioni, e davanti alla realizzazione del nuovo teatro di Treviso, che ha ricevuto 5,5 milioni.
Il dato sull’Arena conferma il ruolo che il mecenatismo può assumere per Verona, dove il patrimonio storico e artistico si intreccia direttamente con il turismo, la filiera dello spettacolo, l’accoglienza, la ristorazione e le attività commerciali. Gli investimenti nella tutela dei beni culturali possono quindi produrre effetti che vanno oltre il singolo intervento, rafforzando l’attrattività complessiva della città e la capacità del territorio di generare valore.
Il picco delle erogazioni private in Veneto è stato registrato nel 2021, con 16,1 milioni di euro raccolti, mentre nel 2024 i contributi si sono attestati a 14,3 milioni. Le province di Rovigo e Venezia presentano le percentuali più elevate di finanziamento privato rispetto al costo complessivo degli interventi, rispettivamente pari al 55,3% e al 53,7%.
L’analisi economica della Fondazione Nord Est è stata sviluppata attraverso cinque differenti scenari. Anche nell’ipotesi più prudente, nella quale il restauro non determina alcun aumento degli arrivi turistici, ogni euro investito attraverso l’Art Bonus genera circa 1,50 euro di ritorno economico complessivo.
Nel 2024, a fronte di 14,3 milioni di euro di donazioni, l’impatto economico totale viene stimato in 21,4 milioni di euro già nello scenario senza variazioni dei flussi turistici. Il risultato deriva dall’effetto diretto dei lavori di restauro e dalle ricadute indotte sulle filiere economiche collegate, indipendentemente dalla crescita del numero dei visitatori.
Il moltiplicatore aumenta in modo significativo quando gli interventi contribuiscono a incrementare i flussi culturali. Con una crescita del 5% dei visitatori, il rendimento sale a 2,88 euro per ogni euro investito. Con un incremento del 10% raggiunge 4,26 euro, mentre nello scenario più favorevole, caratterizzato da un aumento del 15% degli arrivi, il ritorno economico può arrivare fino a 5,64 euro per ogni euro erogato.
Per il 2021, anno record delle erogazioni tramite Art Bonus, il rapporto stima un impatto economico complessivo superiore a 24 milioni di euro già nello scenario neutro, senza considerare eventuali aumenti dei visitatori.
Slavica Zec, ricercatrice senior della Fondazione Nord Est, commenta: «Quello che questa ricerca mette in evidenza è che il sostegno privato al restauro dei beni culturali non produce soltanto valore culturale e civile, ma può generare ricadute economiche significative per il territorio. L’Art Bonus offre una base dati tracciabile e comparabile, preziosa per stimare questi effetti. A partire da questa evidenza, una misurazione progressivamente estesa alle altre forme di mecenatismo culturale — dalle erogazioni liberali alle sponsorizzazioni, dai contributi delle fondazioni al crowdfunding — permetterebbe di cogliere sempre meglio il ruolo della cultura nello sviluppo locale. Misurare meglio significa decidere meglio: disporre di strumenti solidi per valutare gli effetti degli interventi culturali e rafforzare il ruolo del patrimonio come leva di sviluppo del territorio.»
Nonostante i risultati positivi, le due ricerche evidenziano un potenziale ancora ampiamente inespresso. Soltanto il 24,3% delle opere analizzate ha ricevuto finanziamenti privati sufficienti a coprire interamente il costo dell’intervento, mentre il 52,4% ha beneficiato di contributi inferiori al 30% dell’importo complessivo.
Sul fronte delle imprese, quasi il 60% delle realtà attive nella valorizzazione del proprio patrimonio storico e culturale utilizza ancora esclusivamente risorse interne, senza realizzare investimenti economici diretti.
Tra gli ostacoli individuati figurano la complessità burocratica degli strumenti fiscali, la carenza di professionalità specialistiche capaci di affiancare le aziende e la mancanza di strategie strutturate che colleghino l’impegno culturale agli obiettivi aziendali di lungo periodo.
Un ampliamento dei criteri di accesso all’Art Bonus e la definizione di nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato potrebbero consentire di intercettare ulteriori risorse. Per il Veneto, e per territori ad alta vocazione culturale e turistica come Verona, la sfida è trasformare il mecenatismo in una componente sempre più strutturale delle politiche di sviluppo, facendo del patrimonio storico e artistico non soltanto un bene da conservare, ma un motore di crescita economica, occupazionale e territoriale.
Ricevi Verona Economia 7! 👇
👉 VUOI RICEVERE IL SETTIMANALE ECONOMICO MULTIMEDIALE DI VERONA NETWORK?
👉 ARRIVA IL SABATO, È GRATUITO!
PER RICEVERLO VIA EMAIL
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Matteo Scolari
Source link





