tutte le novità per avvocati


Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento della professione forense, già licenziato dalla Camera lo scorso 26 maggio. L’Aula di Palazzo Madama ha votato con 114 sì e 19 astenuti, senza alcun voto contrario. Un consenso quasi unanime per un testo che avvia il riordino organico dell’ordinamento forense delineato dalla legge n. 247/2012, demandandone l’attuazione ai decreti legislativi. All’equo compenso dell’avvocato è dedicato l’e-book “L’equo compenso dell’Avvocato – eBook in pdf”

1. Il CNF: «Un passaggio storico per tutta l’avvocatura»


“È un passaggio storico, che arriva non a caso nell’anno del centenario del Consiglio nazionale forense”, ha commentato il presidente del CNF Francesco Greco, sottolineando che la riforma “restituisce all’avvocatura un impianto normativo capace di stare al passo con i cambiamenti della professione, del mercato e della giustizia”. Greco ha ringraziato “tutte le componenti dell’avvocatura” per aver tenuto “una linea unitaria”, oltre al governo, in particolare il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il viceministro Francesco Paolo Sisto e i sottosegretari Alberto Balboni, Andrea Delmastro e Andrea Ostellari, e al Parlamento, “relatori, Commissioni Giustizia di Camera e Senato” e i parlamentari di maggioranza e opposizione. “Ci auguriamo che il governo mantenga lo stesso passo nell’attuazione dei decreti legislativi delegati”, ha aggiunto, “perché è lì che si gioca davvero l’attuazione della riforma”. Il testo delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi di riordino organico, su proposta del ministro della Giustizia e sentito il CNF, con successivo passaggio parlamentare per il parere delle Commissioni competenti. All’equo compenso dell’avvocato è dedicato l’e-book “L’equo compenso dell’Avvocato – eBook in pdf”

L’equo compenso dell’Avvocato – eBook in pdf

Dopo una breve ricostruzione dell’istituto dell’equo compenso e della sua evoluzione normativa, l’e-Book commenta articolo per articolo la recente Legge 21 aprile 2023, n. 49 “Disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali”: le novità introdotte, con la finalità di tutelare il Professionista nel rapporto con il Committente, con uno sguardo rivolto in particolare al mondo forense, ma anche le criticità e le perplessità con cui è stata accolta dai professionisti stessi.Alessio AntonelliAvvocato cassazionista, è Senior Associate dello Studio Legale Lipani Catricalà & Partners, con sedi a Roma e Milano. Si occupa di Diritto civile, commerciale, societario, tributario, amministrativo e del lavoro. Membro del Centro Studi istituito all’interno dello Studio, è altresì Relatore nell’ambito del ciclo di eventi formativi organizzati annualmente dallo Studio Legale Lipani Catricalà & Partners, accreditati presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.

 

Alessio Antonelli | Maggioli Editore 2023

2. Le novità principali, una panoramica


Tra i punti qualificanti della delega spicca il ripristino del giuramento dell’avvocato, abolito nel 2012, e il rafforzamento del segreto professionale, definito “inviolabile e indisponibile”. Vengono ridefinite con maggiore precisione le attività riservate agli iscritti all’albo: non solo assistenza, rappresentanza e difesa in giudizio, ma anche negoziazione assistita, mediazione demandata dal giudice e, se svolta in modo continuativo, sistematico e organizzato, la consulenza legale stragiudiziale connessa all’attività giurisdizionale, con nullità dei compensi pattuiti a favore di non iscritti. Sul fronte economico la riforma conferma il principio dell’equo compenso e introduce la solidarietà nel pagamento degli onorari tra tutti i soggetti coinvolti in accordi giudiziali o arbitrali.

3. Società tra avvocati: maggioranza e capitale restano alla toga


Il capitolo più innovativo riguarda le modalità di svolgimento della professione. Accanto alla disciplina di associazioni, reti e società tra avvocati (STP), la delega conferma il principio secondo cui, nelle società costituite in forma di società di capitali, la maggioranza dei componenti dell’organo di gestione deve essere composta da soci avvocati, titolari di almeno i due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto.

4. Monocommittenza: nuove regole per collaborazioni e giovani avvocati


La delega introduce per la prima volta una disciplina organica della monocommittenza. L’avvocato potrà lavorare, dietro compenso, per un altro avvocato, un’associazione, una rete o una società tra avvocati attraverso contratti di monocommittenza o collaborazione continuativa: rapporti che non determinano automaticamente un rapporto di lavoro subordinato, ma che dovranno svolgersi in regime di esclusività, al fine di favorire l’accesso al mercato del lavoro dei professionisti più giovani, salvaguardando comunque autonomia e indipendenza di giudizio, con un compenso “congruo e proporzionato”.

5. Tirocinio, scuole forensi ed esame: come cambia l’accesso alla professione


La delega prevede la revisione dell’accesso alla professione, affidando ai decreti legislativi la disciplina del tirocinio e dell’esame di Stato, nel rispetto dei principi fissati dalla legge delega, con particolare attenzione alla formazione pratica e alla qualificazione professionale, con frequenza obbligatoria delle scuole forensi, ed esame di Stato su due prove scritte e un orale imperniato su casi pratici. Rivista anche la governance degli ordini, col limite di tre mandati consecutivi per i consiglieri e un nuovo sistema elettorale attento all’equilibrio di genere. Novellato, infine, il sistema disciplinare, con prescrizione fissata a sei anni e l’introduzione della riabilitazione per gli iscritti condannati in via definitiva. La palla passa al Governo che ha sei mesi di tempo per tradurre in norme concrete i principi della delega.

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Biarella Laura

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