Emergenza-urgenza, Cosenza rafforza la rete delle cure tempo-dipendenti: dopo trent’anni torna operativo l’elisoccorso all’Annunziata


L’atterraggio diretto nell’ospedale hub elimina il trasferimento su strada e consente di risparmiare fino a 20-30 minuti. Inaugurata anche la nuova Unità di Terapia Intensiva Coronarica

 

Cosenza, 23 luglio 2026 – Ridurre la distanza tra il luogo dell’emergenza e la cura definitiva, integrando elisoccorso, rete territoriale e alta specialità ospedaliera. È questo il valore della riattivazione, dopo circa trent’anni, dell’elisuperficie dell’Ospedale Annunziata di Cosenza, tornata operativa oggi insieme ai nuovi spazi dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica.

L’intervento rafforza la capacità di risposta dell’ospedale hub cosentino e si inserisce in una delle principali sfide del Servizio sanitario nazionale: assicurare ai pazienti colpiti da patologie tempo-dipendenti un accesso rapido, coordinato e appropriato ai percorsi diagnostici e terapeutici.

L’atterraggio degli elicotteri direttamente all’interno del complesso ospedaliero consente infatti di eliminare il trasferimento in ambulanza dall’area di Cosenza-Cannuzze all’Annunziata. Un passaggio che, fino ad oggi, esponeva l’ultimo tratto del soccorso ai tempi del trasbordo e alle condizioni del traffico urbano.

Con il nuovo assetto, il paziente può essere accompagnato in pochi minuti dalla piazzola sopraelevata al Pronto soccorso e alle unità specialistiche dell’ospedale. Il risparmio rispetto al precedente percorso può raggiungere i 20-30 minuti.

Un intervallo particolarmente rilevante nei casi di ictus, infarto, aneurisma dell’aorta e trauma maggiore, nei quali la tempestività dell’intervento può incidere in modo determinante sulla sopravvivenza, sulle possibilità di recupero e sulla riduzione delle conseguenze invalidanti.

«La riapertura della piazzola dell’elisoccorso rappresenta un traguardo fondamentale per la gestione dell’emergenza-urgenza e per la capacità del sistema sanitario di intervenire nel momento in cui ogni minuto può cambiare l’esito clinico», ha dichiarato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e commissario straordinario dell’ASP di Cosenza, Vitaliano De Salazar.

«Dopo trent’anni restituiamo all’Annunziata un’infrastruttura indispensabile per un ospedale hub. L’atterraggio diretto ci consente di risparmiare tra i 20 e i 30 minuti rispetto al precedente percorso. È tempo sottratto al trasferimento e restituito alla diagnosi, alla stabilizzazione e alla cura del paziente».

 

L’ultimo miglio del soccorso

 

Il principale vantaggio della nuova configurazione riguarda l’ultimo miglio della catena del soccorso, vale a dire il tratto compreso tra l’atterraggio del velivolo e l’accesso del paziente alla struttura ospedaliera.

Con il precedente percorso, l’elicottero atterrava nella zona di Cannuzze, nel territorio di Zumpano. Il paziente doveva quindi essere trasferito dal velivolo all’ambulanza e affrontare su strada il tragitto fino all’Annunziata.

La riapertura dell’elisuperficie consente ora di svolgere questo passaggio interamente all’interno del complesso ospedaliero, riducendo le discontinuità organizzative e rendendo più diretto il collegamento con il Pronto soccorso, le terapie intensive e le unità specialistiche.

L’obiettivo è rendere più concreta, per le patologie tempo-dipendenti, la possibilità di intervenire entro la cosiddetta “ora d’oro”, la prima fase successiva all’evento nella quale la rapidità della presa in carico può incidere in maniera decisiva sull’esito clinico.

 

L’elisuperficie, autorizzata dall’ENAC il 16 giugno 2026, opererà in sinergia con la Base HEMS di Cosenza-Cannuzze, collegando più rapidamente la rete dell’emergenza alle aree di cura dell’Annunziata.

 

Un modello di integrazione tra ospedale, territorio e soccorso sanitario

 

La riattivazione dell’elisuperficie è il risultato di un percorso tecnico e istituzionale che ha coinvolto l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, l’Azienda Sanitaria Provinciale, il servizio 118 e le autorità competenti in materia aeronautica.

«Questo risultato dimostra quanto sia decisiva l’integrazione tra le diverse componenti del sistema», ha aggiunto De Salazar. «Azienda Ospedaliera, ASP, 118 e istituzioni hanno lavorato come un unico corpo, superando una frammentazione che, nell’emergenza, può tradursi in una perdita di tempo. È questa la direzione da seguire per costruire una sanità più connessa, capace di accompagnare il paziente dal territorio all’alta specialità senza interruzioni».

Il nuovo assetto rafforza inoltre il modello hub and spoke, favorendo il collegamento tra i presidi territoriali, i servizi di emergenza e l’Annunziata, punto di riferimento per le prestazioni a maggiore complessità.

 

Nuova UTIC con quattordici postazioni

 

Nella stessa giornata sono stati inaugurati i nuovi spazi dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica, diretta dal professor Antonio Curcio.

Il reparto dispone di quattordici postazioni, due delle quali dedicate all’isolamento, ed è dotato di tecnologie e sistemi avanzati per il monitoraggio continuo dei pazienti affetti da patologie cardiovascolari acute.

L’UTIC accoglie pazienti colpiti da emergenze cardiologiche, come infarti e scompensi, che necessitano di sorveglianza continua, elevata intensità assistenziale e stabilizzazione dei parametri vitali prima del trasferimento nelle degenze ordinarie o verso ulteriori percorsi specialistici.

La nuova organizzazione risponde all’evoluzione dei bisogni assistenziali e alla crescente complessità clinica delle persone che accedono all’ospedale: pazienti anziani o molto anziani, con più patologie concomitanti, già sottoposti a interventi cardiaci o bisognosi di una sorveglianza intensiva.

«La nuova UTIC consente di offrire un’assistenza cardiologica adeguata alla tipologia di paziente che oggi arriva in ospedale, anche attraverso il Pronto soccorso», ha spiegato Curcio. «Il potenziamento delle tecnologie e del monitoraggio permette di riconoscere precocemente gli eventi critici e di intervenire con maggiore tempestività e appropriatezza».

L’apertura dei nuovi spazi costituisce un passaggio del programma di rafforzamento dell’area cardiologica dell’Annunziata e del percorso avviato dall’Azienda per l’attivazione della Cardiochirurgia, la cui direzione è stata affidata al professor Luca Paolo Weltert.

 

Rapidità, tecnologia e continuità delle cure

 

La riapertura dell’elisuperficie e l’inaugurazione della nuova UTIC rispondono a un’unica strategia: rendere più rapida e continua la presa in carico del paziente, dal primo soccorso al trattamento specialistico.

«Non inauguriamo soltanto nuove strutture», ha concluso De Salazar. «Riorganizziamo percorsi, integriamo competenze e rafforziamo la capacità dell’ospedale di rispondere alle emergenze più complesse. La qualità della sanità si misura anche nella capacità di trasformare il tempo guadagnato in possibilità concrete di cura».

Ufficio Stampa

Azienda Ospedaliera “Annunziata” di Cosenza


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Redazione Pianainforma.it

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