Il confronto si è sviluppato anche sugli emendamenti e sui numerosi ordini del giorno presentati dalle forze politiche; un emendamento del gruppo PD-FP e 25 ordini del giorno sottoscritti dai diversi gruppi di opposizione e di maggioranza, segno di un dibattito destinato a proseguire anche nelle prossime fasi dell’esame del provvedimento.
Le critiche più dure sono arrivate dai banchi della minoranza. Per il consigliere del Partito Democratico-Federalisti Progressisti Fulvio Centoz la manovra distribuisce ingenti risorse senza però indicare quale direzione intenda prendere la Valle d’Aosta nei prossimi anni. Pur riconoscendo alcuni interventi ritenuti positivi, come quelli destinati alla riduzione delle perdite delle reti idriche o al monitoraggio del permafrost della Skyway, Centoz ha sostenuto che gli investimenti più consistenti, a partire dai 52 milioni destinati agli impianti a fune e dai fondi previsti per la sanità, non sarebbero accompagnati da un adeguato piano di sviluppo. Secondo il consigliere democratico il vero problema resta la difficoltà della macchina amministrativa nel trasformare gli stanziamenti in opere concrete, con il rischio che una parte consistente delle risorse torni nuovamente a costituire avanzo di amministrazione.
Sulla stessa linea anche Fratelli d’Italia; Massimo Lattanzi ha definito il provvedimento un semplice atto di amministrazione privo di una visione politica, sottolineando come la Regione continui ad accumulare ogni anno consistenti avanzi di bilancio senza riuscire a impiegarli rapidamente. Per il consigliere, le vere sfide della Valle d’Aosta riguardano l’invecchiamento della popolazione, il calo demografico e la fuga dei giovani, problemi che richiederebbero una programmazione di lungo periodo.
Dal Partito Democratico è intervenuta anche Clotilde Forcellati, che ha posto l’accento sulla capacità di trasformare gli stanziamenti in cantieri e servizi reali. Secondo la vicecapogruppo, continuare a finanziare gli enti locali senza rafforzarne la capacità progettuale rischia di rallentare ulteriormente la realizzazione delle opere. Da qui la richiesta di introdurre strumenti di monitoraggio, trasparenza e programmazione più stringenti.
Anche Autonomisti di Centro, Alleanza Verdi e Sinistra e La Renaissance Valdôtaine hanno contestato l’impostazione della manovra. Marco Carrel ha parlato di un assestamento “senza visione”, chiedendo maggiori investimenti strutturali per natalità, giovani, risorse idriche e agricoltura. Eugenio Torrione ha criticato una politica che, a suo giudizio, continua a privilegiare turismo e infrastrutture trascurando temi come la casa e la residenzialità, mentre Eleonora Baccini ha sostenuto che il provvedimento distribuisce risorse senza indicare priorità politiche chiaramente riconoscibili.
Il capogruppo del PD-FP Jean-Pierre Guichardaz ha infine rimarcato come dalla nuova maggioranza ci si aspettasse un cambiamento nel metodo di governo, sostenendo invece che l’assestamento rappresenti soprattutto una somma di richieste e mediazioni prive di una strategia complessiva per il futuro della regione.
Di segno opposto le valutazioni espresse dalla maggioranza; per l’Union Valdôtaine, Loredana Petey ha difeso la scelta di destinare quasi 59 milioni di euro agli enti locali, evidenziando come le risorse serviranno a finanziare edilizia scolastica, manutenzione della viabilità e interventi di protezione civile, oltre a sostenere i Comuni colpiti da eventi calamitosi. La consigliera ha inoltre rivendicato la legittimità del ricorso alla deroga della legge regionale 48 del 1995, ritenendola uno strumento indispensabile per accelerare gli investimenti sul territorio.
Michel Martinet ha respinto le accuse di scarsa programmazione, assicurando che all’interno della maggioranza ogni intervento viene discusso e valutato attentamente, senza favoritismi, mentre Marco Viérin ha sostenuto che l’assestamento rappresenta la concreta attuazione del programma di legislatura, richiamando gli investimenti per l’edilizia residenziale pubblica, la sicurezza del territorio, l’agricoltura e gli impianti a fune. Anche Corrado Jordan e Pierluigi Marquis hanno evidenziato come gli avanzi di amministrazione siano una normale conseguenza delle tempistiche burocratiche e che le risorse ora vengano rimesse in circolo per sostenere sviluppo economico, lavoro e servizi.
A chiudere il confronto sono stati gli assessori regionali; l’assessore alle Finanze, Mauro Baccega ha definito il provvedimento una “manovra storica”, spiegando che i 273 milioni di euro consentiranno di incrementare del 67,5% gli investimenti regionali, portandoli a oltre 677 milioni complessivi. Tra gli interventi principali ha ricordato le risorse per sanità, edilizia residenziale pubblica, impianti a fune, agricoltura e difesa del suolo, sostenendo che la solidità finanziaria della Regione rappresenta oggi uno dei principali punti di forza della Valle.
L’assessore alla Sanità, Carlo Marzi ha illustrato gli stanziamenti destinati al proprio settore, pari complessivamente a 32 milioni di euro, comprendenti investimenti per l’Usl, il ripiano del disavanzo 2025, interventi per le strutture dedicate agli anziani, il superamento delle barriere architettoniche e il sostegno al Banco Alimentare.
Erik Lavevaz (Istruzione), ha invece annunciato un nuovo sistema di finanziamento dell’edilizia scolastica fondato su criteri oggettivi e trasparenti, mentre Davide Sapinet ha illustrato i quasi 79 milioni assegnati all’assessorato alle Opere pubbliche, destinati tra l’altro alla realizzazione di circa 80 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, alla mitigazione del rischio idrogeologico e alla riqualificazione dell’albergo Reale di Bard. Luigi Bertschy (Attività produttive) ha infine ribadito che gli investimenti negli impianti a fune e nella mobilità sostenibile sono inseriti in una programmazione pluriennale orientata all’adattamento ai cambiamenti climatici e alla valorizzazione del turismo invernale ed estivo.
Il confronto politico sull’assestamento di bilancio è destinato a proseguire: il dibattito riprenderà nella seduta di mercoledì 29 luglio, quando il Consiglio regionale entrerà nel vivo dell’esame del disegno di legge e dei numerosi ordini del giorno presentati dai gruppi consiliari.
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