Un nuovo strumento finanziario per sostenere gli investimenti, la capacità produttiva e la competitività delle piccole e medie imprese del Veneto. Banca Ifis ha lanciato “Valore Venezia”, programma rivolto alle aziende regionali attive nei settori dell’economia della Bellezza, comparto che comprende alcune delle principali eccellenze manifatturiere e artigiane del territorio.
Il progetto si sviluppa attraverso un plafond di finanziamenti a medio-lungo termine, accompagnato da condizioni agevolate, dalla possibilità di accedere alla garanzia del Fondo Centrale e da un iter di delibera dedicato. L’obiettivo è offrire alle imprese tempi di risposta rapidi e una maggiore flessibilità nell’accesso al credito, favorendo la realizzazione di investimenti strutturali e percorsi di crescita di lungo periodo.
La misura interessa anche le imprese veronesi attive in comparti come meccanica, sistema casa, gioielleria, agroalimentare, automotive e manifattura specializzata, settori che rappresentano una componente rilevante del tessuto economico provinciale e regionale.
«Valore Venezia nasce dal connubio tra il nostro essere una Banca specializzata nel sostegno alle PMI e le nostre radici saldamente radicate nel territorio del Veneto. In un contesto che rischia di penalizzare l’eccellenza del Made in Italy, crediamo sia fondamentale rimanere al fianco delle molte piccole e medie imprese del territorio che oggi faticano a sostenere quegli investimenti per lo sviluppo necessari a vincere le sfide del mercato. Con Valore Venezia vogliamo mettere a disposizione credito e competenze per sostenere la crescita, attrarre nuove risorse sul territorio e accompagnare le imprese in un percorso di evoluzione che tenga insieme economia, cultura e identità. Siamo profondamente convinti che sia fondamentale sostenere quelle realtà artigiane che rappresentano il cuore produttivo e identitario del Veneto, nonché un presidio fondamentale del Made in Italy», dichiara Raffaele Zingone, Condirettore Generale di Banca Ifis.
“Valore Venezia” è stato progettato per sostenere le circa 5.700 imprese venete che operano nelle filiere dell’economia della Bellezza. Una platea composta da aziende attive nell’automotive, nella cosmetica, nell’orologeria, nella gioielleria, nel sistema casa, nella meccanica e in numerosi altri comparti legati alla qualità manifatturiera e al Made in Italy.
Nel complesso, queste imprese generano un fatturato annuo superiore ai 90 miliardi di euro e danno lavoro a circa 275 mila persone, rappresentando uno dei principali motori dell’economia regionale. Il sistema comprende realtà molto diverse tra loro, dalle microimprese artigiane alle medie aziende industriali, con una presenza significativa di imprenditoria femminile e di imprese caratterizzate da una lunga storia produttiva.
Il programma punta ad ampliare l’accesso al credito anche per le aziende di dimensioni più contenute, spesso chiamate a sostenere investimenti rilevanti per innovare gli impianti, aumentare la produttività o affacciarsi su nuovi mercati. L’importo minimo del finanziamento è pari a 50 mila euro, mentre la durata può arrivare fino a otto anni. È inoltre previsto un periodo di preammortamento fino a 24 mesi, pensato per consentire alle imprese di realizzare gli investimenti prima dell’avvio del rimborso della quota capitale.
Le risorse potranno essere utilizzate per l’acquisizione o l’ampliamento degli stabilimenti produttivi, per l’acquisto di nuovi macchinari e impianti, per la ristrutturazione delle sedi aziendali e per lo sviluppo di marchi e brevetti. Tra gli ambiti finanziabili rientrano anche la digitalizzazione dei modelli commerciali e la creazione di nuovi portali destinati ai mercati esteri.
Il programma mira così ad aiutare le imprese venete a rendere più efficienti i processi produttivi, ampliare il portafoglio clienti e incrementare la capacità produttiva. Una necessità sempre più rilevante in una fase nella quale le PMI devono confrontarsi con l’aumento dei costi, la trasformazione digitale, la competizione internazionale e la necessità di investire nella sostenibilità.
L’iniziativa non si limita tuttavia alla sola erogazione di credito. Nelle intenzioni di Banca Ifis, “Valore Venezia” dovrà diventare una piattaforma territoriale capace di attivare collaborazioni con associazioni, enti e organizzazioni specializzate, accompagnando le aziende nelle diverse fasi del loro sviluppo.
Tra le prime collaborazioni operative rientra quella con UNISVE, l’Unione Stuccatori Veneziani, finalizzata a promuovere interventi di tutela, recupero e valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico regionale. In questo modo il sostegno al sistema produttivo viene collegato alla conservazione di quelle competenze artigianali che contribuiscono all’identità economica e culturale del Veneto.
Nei primi mesi di operatività, il programma ha già sostenuto aziende appartenenti a diversi comparti, dalla metalmeccanica all’agroalimentare, dalla pelletteria all’economia circolare. Una trasversalità che, secondo la banca, conferma la capacità dello strumento di rispondere a esigenze finanziarie differenti e di coinvolgere una parte ampia del tessuto produttivo regionale.
“Valore Venezia” prevede anche un meccanismo di restituzione diretta al territorio. Al raggiungimento di specifici obiettivi di finanziamento, Banca Ifis attiverà infatti interventi di recupero e restauro del patrimonio artistico locale. La prima soglia è fissata a 10 milioni di euro di finanziamenti erogati, traguardo che consentirà di avviare una prima tranche di progetti con un budget dedicato, destinato a crescere in funzione dei risultati raggiunti dall’iniziativa.
Gli interventi potranno riguardare il restauro conservativo di elementi urbani, come fontane e monumenti, la riqualificazione di beni diffusi sul territorio oppure il recupero di opere custodite all’interno di musei e luoghi di culto. Il modello prevede una progressione degli interventi e una distribuzione sul territorio regionale, collegando in modo concreto la crescita delle imprese alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Nell’ambito di Kaleidos, il Social Impact Lab di Banca Ifis, sarà inoltre misurato l’impatto sociale generato dal programma. La valutazione servirà a quantificare i benefici prodotti sul territorio, monitorare i risultati degli investimenti e rafforzare nel tempo l’efficacia dell’iniziativa.
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Matteo Scolari
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