L’influencer Laura Loomer e la svolta “pro-Kiev” di Donald Trump


Nel Palazzo Mariyinsky, residenza cerimoniale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si è consumato un evento destinato a lasciare il segno nelle dinamiche della politica estera americana. Laura Loomer, influencer neocon e una delle voci più ascoltate da Donald Trump, ha incontrato Zelensky per un’intervista destinata al suo show su Rumble, Loomer Unleashed. Non sarebbe una notizia, se non fosse che fino a pochi giorni fa Loomer era una delle critiche più feroci dell’Ucraina e del suo presidente. Ma è importante soprattutto perché, come accennato poc’anzi, Loomer è ascoltatissima dal presidente Usa ed esercita un’influenza importante sul tycoon.

«Un paese pieno di apologeti nazisti», aveva scritto in passato, riprendendo la narrativa usata dalla Russia per giustificare l’invasione. Zelensky era stato definito «un apologeta jihadista» per aver incontrato il presidente siriano Ahmed al-Sharaa.

E invece, eccola a Kiev, seduta davanti al presidente ucraino, a chiedere scusa. «Ho detto queste cose sull’Ucraina e su Zelensky, e non cancellerò i miei post perché ho capito che mi sbagliavo», ha scritto su X. Poche ore prima, un video la ritraeva a bordo dei celebri treni giallo-blu ucraini con una didascalia in russo: «Non sono in Russia perché non sono una propagandista».

Il cambio di rotta su Kiev

Cosa abbia provocato questa conversione resta in parte un mistero. Ciò che è certo è che Loomer sta influenzando le scelte di Trump e di tutta l’amministrazione repubblicana:«Provo un tale senso di colpa per aver minimizzato la lotta degli ucraini per gli ultimi 5 anni. Dicevo spesso che non mi importava. Ripensandoci, non è stato molto bello da dire», ha affermato, prima di sostenere di essere stata vittima della «propaganda russa». Una svolta in senso neoconservatrice per una delle voci più convintamente pro-Israele di tutto il mondo-Maga. L’influencer ha visitato il monastero di Kiev-Pechersk, danneggiato da un attacco con droni russi un mese fa. «Putin si presenta come il salvatore della cristianità. Ma se ci tieni così tanto al cristianesimo, perché colpire con i droni il monastero più antico dell’Ucraina?» ha dichiarato in un video.

Ha anche mangiato un hamburger al McDonald’s di Kiev – il primo aperto dopo la caduta dell’Unione Sovietica, più volte danneggiato dagli attacchi russi – posando davanti a edifici distrutti dai missili.

L’ombra di Trump

La portata politica di questa conversione è direttamente proporzionale all’accesso che Loomer ha al presidente americano. «Pochi attivisti senza un ruolo governativo godono dell’accesso a Trump che ha Loomer», scrive il Financial Times. La sua influenza si estende «dalle politiche al personale». Talmente influente che, lo scorso aprile, dopo un incontro di 30 minuti nello Studio Ovale, in cui Laura Loomer criticò diversi funzionari presentando presunte prove di «infedeltà», il presidente Usa licenziò sei ufficiali del National Security Council. Il fatto che abbia abbracciato pubblicamente la causa ucraina potrebbe provocare un effetto domino nell’elettorato Maga, tradizionalmente scettico verso Kiev. Lo stesso Trump ha dato il suo imprimatur all’incontro, postando clip dell’intervista su Truth Social con un lapidario «Very good!!!».

Secondo quanto rivelato da Zelensky nel corso dell’intervista, il rapporto tra i due capi di stato è cambiato drasticamente dopo un breve incontro in Vaticano. Il presidente ucraino ha definito quel momento «un momento storico, perché abbiamo cambiato le relazioni in 15, 20 minuti».

La frattura nel Maga

Il voltafaccia di Loomer potrebbe aprire una crepa nel movimento Maga, da sempre diviso sulla questione ucraina. Il vicepresidente JD Vance è stato tra i critici più accesi degli aiuti militari a Kiev, e Loomer stessa era stata una delle voci più influenti di quello scetticismo.

Ora, invece, l’influencer si dice pronta a sfidare il suo stesso campo. «Non mi importa se le persone nel Partito Repubblicano mi rinnegheranno», ha dichiarato. «Verranno a vedere quanto è malvagia la Russia, mentre continua a finanziare l’Iran con armi per uccidere i soldati americani». L’ufficio di Zelensky ha accolto con favore la visita: «Ci vuole coraggio per venire in Ucraina e non lasciarsi scoraggiare dalla propaganda russa o dalle sirene dei raid aerei. Grazie, Laura».

Il prossimo capitolo: Zelensky a Washington

La visita a Kiev di Loomer avviene in un momento cruciale nelle relazioni tra Washington e Kiev. Il presidente Zelensky, infatti, è atteso a Washington martedì prossimo.

La visita, che era stata fino a ora tenuta riservata, ha una duplice ragione. Il leader ucraino parteciperà al funerale del senatore Lindsey Graham, lo storico senatore neocon della South Carolina, scomparso nei giorni scorsi. Graham era stato uno dei più ferventi sostenitori di Kiev al Congresso, e la sua assenza lascerà un vuoto difficile da colmare nel fronte bipartisan a favore dell’Ucraina. Un’assenza che Loomer è pronta a colmare, convincendo il presidente Usa a proseguire la guerra per procura contro la Russia.

Secondo quanto trapelato, un incontro con Donald Trump è in fase di organizzazione. Fonti vicine alla presidenza americana confermano che i funzionari stanno ancora definendo il formato – se si tratterà di un colloquio a margine del funerale, di un faccia a faccia privato in un luogo riservato, o di una visita ufficiale alla Casa Bianca. Sintomo che qualcosa, nei rapporti tra Trump e Zelensky, dopo lo scontro nello Studio Ovale dello scorso novembre, è cambiato radicalmente. Anche grazie a Laura Loomer, che oggi guida la fazione pro-Kiev del Maga.

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Roberto Vivaldelli

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