Nuoto, Messina “Grande emozione la nazionale, complicato passare al mondo assoluto”


Gianluca Messina continua la sua scalata nel nuoto nazionale che conta. Il palermitano classe 2005 dai titoli e record regionali siciliani si è fatto conoscere nelle categorie a livello nazionale, ha contribuito ai successi dell’Italia Junior agli Europei e ora si sta affermando anche come nuotatore di punta a livello assoluto tanto da guadagnarsi la prima convocazione in Nazionale nella categoria Seniores per i Giochi del Mediterraneo di Taranto a fine agosto.
La particolarità dei risultati conseguiti da Messina è che nonostante abbia cambiato squadra, è tesserato da tre anni con i lombardi della InSportRaneRosse e da circa un anno è stato accolto nel gruppo sportivo dell’Esercito, continua ad allenarsi a Palermo, non senza difficoltà, e soprattutto col suo allenatore di lunga data Roberto D’Agati.
In questa parte di stagione ha chiuso il Settecolli con dei tempi molto interessanti: 22″70 nel 50 stile libero, 48″65 nei 100 metri e 1’50″36 nei 200 stile libero. Tempi che gli valgono già la qualificazione a tutti gli eventi nazionali della prossima stagione e lo fanno tenere in considerazione dei tecnici federali per gli eventi internazionali.

Intervista a Gianluca Messina

Gianluca per lei è arrivata la convocazione nazionale maggiore, le chiedo che emozione è stata e se  è stata effettivamente una sorpresa.
“Dopo le gare c’è stata un po’ l’incertezza anche di una sospetta convocazione in nazionale ma per gli europei, dopo qualche giorno il CT della squadra nazionale aveva scritto a Roberto (D’Agati, ndr) per comunicargli che avrei partecipato ai giochi del Mediterraneo a fine agosto. Ovviamente è una grande emozione, perché passare dal mondo giovanile a quello assoluto è molto complicato e mi ci sono voluti tre anni per abituarmi ad altri avversari, a non stare più in un ambito giovanile dove magari ci sono meno avversari, quindi è molto particolare stabilizzarsi in questo livello”.
Proprio su questo le avrei chiesto, perché dai tempi fatti al Settecolli sembra ormai aver trovato la sua dimensione anche tra i Seniores.
“C’è molto da raccontare. L’anno scorso è stata una stagione di passaggio, è stata una stagione molto allenante, sia fisicamente sia anche per maturità, perché ci sono state un sacco di situazioni, di fattori che hanno compromesso un po’ la stagione in modo negativo, che hanno influito sia fisicamente che mentalmente, quindi non è stata una stagione molto positiva, anche dai risultati, per scelte sbagliate, per programmazioni sbagliate, non legate da noi. Quest’anno abbiamo avuto un’idea molto chiara su quello che dovevamo andare a fare. Il Settecolli è stata una gara molto preparata, perché già subito dopo degli assoluti non ci siamo fermati tantissimo. Dopo due o tre giorni abbiamo ricominciato con l’obiettivo di qualificarci per una gara internazionale. Sapevo che era nelle mie possibilità, perché il tempo del 2024 già mi aveva fatto capire di essere ad un livello superiore, quindi quello assoluto italiano. E quindi per fortuna è arrivato questo risultato, che sinceramente io mi aspettavo molto”.

Le differenze tra Lombardia e Sicilia

Attualmente tra i Cadetti in vasca lunga hai il record regionale in Lombardia e in Sicilia nei 100 stile libero, a parte questa curiosità che non so se ricordavi come sta andando la tua carriera, sei tesserato in Lombardia ma ti alleni in Sicilia.
“In Lombardia non me lo ricordavo. Certo sarebbe valso anche come record siciliano se fossi stato tesserato per una squadra siciliana. Comunque ormai da due anni svolgo i campionati regionali in Lombardia e ovviamente il contesto è più agonistico, c’è più gente competitiva che in Sicilia. In Sicilia il movimento sta un po’ scemando perché non c’è tanto ricambio di atleti. Ci sono sicuramente tanti ragazzi che continuano per passione ma i numeri sono ridotti e capisco chi faccia scelte diverse”.
Quale crede siano le cause?
“È un po’ difficile fai coincidere l’università con lo sport se non si hanno dei risultati di alto livello, penso. Magari questo diventa uno stress sia mentale che fisico. Penso che finita la parte giovanile si entra in un mondo assoluto, quindi la competitività è più alta, gli obiettivi sono maggiori perché giustamente non ci sono più categorie e quindi ti devi qualificare per un campionato assoluto. Le idee cambiano su quello che si vuole fare da grande. Io ho avuto la fortuna di entrare in un gruppo sportivo quindi mi ha dato molta stabilità mentale e questo secondo me è alla base di tutto. Però è ovviamente preciso che io conduca la stessa vita che facevo anche da civile. Però ovviamente non bisogna mai adagiarsi su questo”.
Ecco dopo la InSportRaneRosse arriva la chiamata dell’Esercito, come ha preso quest’ulteriore cambiamento?
“Intanto voglio ringraziare un sacco il Centro Sportivo Esercito che mi ha dato questa grande opportunità di far parte della loro squadra. Mi dà ovviamente un sostegno economico che mi permette di investire sulla mia preparazione atletica ovvero dal fisioterapista al nutrizionista, dalla palestra agli spostamenti per organizzarsi qualche evento internazionale. Quest’anno ad esempio sono andato a Ginevra. Far parte del gruppo sportivo mi permette anche di far coincidere tutte e due le cose stando nella mia città, senza magari obbligarmi ad andare fuori, a spostarmi in un’altra sede per allenarmi. Su questo mi lascia molta libertà e non è scontata come cosa”.

L’importanza delle strutture e dell’allenatore

Prosegue ad allenarsi a Palermo ed è seguito da Roberto D’Agati, i rapporti tra Nazionale, Esercito, Società per cui è tesserato e suo allenatore come vanno?
“Io sono tesserato ormai con In Sport Rane Rosse da tre anni e ringrazio molto pure a loro perché mi hanno dato sempre un sostegno economico soprattutto per gli spostamenti e per le trasferte. Devo molto a loro perché ho trovato un gruppo bellissimo e sono cresciuto anche come persona grazie a loro come squadra perché il gruppo è fantastico, ci sono un sacco di allenatori bravissimi e sono contento che Roberto faccia parte di questa squadra perché anche Roberto è cresciuto stando a contatto con allenatori con più esperienza. Devo molto a lui, soprattutto in questo periodo in cui la piscina a Palermo è stata chiusa dal 24 luglio per ulteriori lavori, mi sono trovato senza struttura e siamo andati ad allenarci a Trapani e mi ha accompagnato lui. Vorrei anche comunicare che è stato convocato anche lui con me per fare un raduno ad Ostia dall’8 al 20 agosto quindi mi seguirà anche lui in questo percorso fino ai giochi del Mediterraneo. Sono un sacco contento perché io penso che sia il massimo del prestigio per un allenatore essere convocato insieme all’atleta, perché gli atleti italiani sono tanti i convocati, ma gli allenatori penso siano un quarto degli atleti quindi penso che sia ancora più esclusiva come cosa”.
È molto legato a Roberto mi pare di capire.
“Sì, devo molto a lui perché in questi due anni di sacrifici è sempre stato presente. La piscina comunale riaprirà e da quel che vedo non avrà nulla da invidiare alle struttura del Nord Italia. Al di là della serenità che ti dà allenarti in un luogo cha sai essere sicuro secondo me molto fa anche l’allenatore. Il rapporto che c’è col proprio allenatore non penso sia una cosa scontata perché magari in un gruppo di 10/20 ragazzi un allenatore deve concentrarsi su più persone e io credo che il rapporto sia qualcosa in più, più delle strutture e della serenità”.
Proprio dal punto di vista delle strutture come è stato allenarsi in Sicilia nelle ultime settimane? Ci sono stati problemi recentemente con i nuovi lavori di cui accennava?
“Si, la chiusura della piscina comunale di Palermo ha rappresentato una prova complessa per la mia preparazione, ma ha anche evidenziato una spiacevole realtà: la totale assenza di sinergia e di supporto logistico all’interno del contesto cittadino. Sarebbe stato lecito attendersi risposte, soluzioni e collaborazioni proprio dal territorio palermitano, che invece non si sono concretizzate. Per questa ragione desidero esprimere una profonda e sincera gratitudine alla Società Aquarius Trapani e alla Ssd Unime di Messina che, unitamente alla Società Ita12001, hanno dimostrato una straordinaria sensibilità mettendomi a disposizione le loro strutture. Poter proseguire gli allenamenti al massimo livello grazie alla loro disponibilità non è un fatto affatto scontato, ma un gesto di altissimo valore sportivo e umano. Guardando al futuro della nostra città, auspico vivamente che, con la riapertura dell’impianto comunale, il Comune di Palermo scelga di affidarne la gestione alla FIN (Federazione Italiana Nuoto) per la creazione di un vero e proprio Centro Federale, allineandosi finalmente ai modelli virtuosi già ampiamente operativi nelle regioni più illuminate del Paese”.

Prossimi appuntamenti campionati italiani e Giochi del Mediterraneo

Attese per il futuro tra campionato italiano di categoria e Giochi del Mediterraneo che saranno i suoi prossimi appuntamenti?
“Ovviamente non è una fase ottimale della preparazione però ci tengo ad andare molto bene visto che comunque è sempre un campionato italiano e ti osservano sempre. La gara più prestativa è il 100 stile libero a livello italiano però quest’anno ho visto grandi miglioramenti nella velocità nel 50 e stiamo lavorando anche per la resistenza nel 200 quindi io spero che vadano bene anche le altre distanze perché sono stato anche molto preparato. Io sono contento di essere stato convocato per i Giochi del Mediterraneo perché per la prima volta avrò l’opportunità di gareggiare in modo individuale mentre magari non ho avuto la possibilità per una nazionale mondiale che fui convocato solo per la staffetta quindi secondo me è un motivo di crescita fare questo evento per darmi l’opportunità di esprimermi al meglio per poi magari aumentare gradualmente i propri risultati magari l’anno prossimo con un mondiale, si spera”.


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Simone Milioti

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