La piattaforma Hondurasgate ha reso pubblici ulteriori audio che rivelano il piano orchestrato dal governo honduregno di Nasry Asfura per implementare un sistema di sorveglianza di massa nel Paese con il supporto di tecnologie israeliane. Le nuove rivelazioni seguono quelle degli scorsi mesi che — in base ai file ottenuti in esclusiva da Canal RED e Hondurasgate — dimostrano l’esistenza di una struttura di ingerenza per orientare la politica in America Latina, usando l’Honduras come centro operativo strategico per gli interessi geopolitici di Washington e Tel Aviv, ed “estirpare” le influenze di sinistra nella regione attraverso accordi segreti e manipolazioni digitali, come avevamo scritto su InsideOver.
Da Hernández ad Asfura: la regia di Washington e Israele sull’Honduras
La pubblicazione dei nuovi audio avviene alla vigilia del ritorno a Tegucigalpa dell’ex presidente Juan Orlando Hernández, condannato a 45 anni di prigione per narcotraffico e traffico di armi in un tribunale federale di New York e graziato da Donald Trump a novembre dell’anno scorso. Quella di Hernández è una figura centrale nel piano intessuto da Washington perché un suo possibile ritorno alla presidenza garantirebbe a Stati Uniti e Israele una serie di facilitazioni nel Paese centroamericano — il controllo di zone economiche speciali, la costruzione di basi militari e lo sviluppo di un ambiente legislativo favorevole alle aziende tecnologiche delle due potenze — e anche l’appoggio decisivo per creare una «cellula di informazione» con il compito di «attaccare ed estirpare il cancro della sinistra dai governi dell’Honduras e dell’America Latina». Dopo la sconfitta di Iván Cepeda in Colombia e la conseguente vittoria di Abelardo De la Espriella alle elezioni presidenziali, avvolte da sospetti di frode, il prossimo obiettivo sarebbero il Messico e il governo di Claudia Sheinbaum.
Negli audio resi pubblici nei giorni scorsi, emerge inoltre il ruolo svolto dall’attuale presidente honduregno Nasry Asfura in un piano che favorisce le attività di attori israeliani nel campo della sorveglianza cibernetica dell’intera popolazione honduregna e non solo.
Il piano di sorveglianza con il supporto di agenti israeliani
In due note vocali risalenti al 28 febbraio e al 7 marzo 2026 Asfura descrive a Tomás Zambrano — presidente del Congresso honduregno che da tempo coltiva un rapporto molto stretto con Tel Aviv, partecipando a incontri con la sua rappresentanza diplomatica e a reti pro-Israele in America Latina — un’operazione di sorveglianza ideata da agenti israeliani, con la collaborazione delle compagnie di telecomunicazioni Tigo e Claro per accedere alle comunicazioni della popolazione potenzialmente di tutta l’area, visto che i colossi della telefonia operano in oltre 15 paesi dell’America Latina e dei Caraibi e contano decine di milioni di utenti. Il presidente ordina inoltre la riconquista della Corte Suprema e della Procura Generale, e che vengano adottati tutti i provvedimenti necessari prima del ritorno di Hernández a Tegucigalpa.
Vuoi ricevere le nostre newsletter?
Il piano verrebbe sottoposto all’approvazione del Congresso per conferirgli una parvenza di legalità, attraverso l’emanazione di un decreto apposito. Gli obiettivi sono controllare i social media, eliminare l’anonimato degli utenti — tramitei software israeliani Cellebrite e Pegasus ma anche della statunitense Palantir — e porre fine alla crittografia end-to-end. In questo modo si verrebbe a creare un’infrastruttura di sorveglianza diretta verso attivisti per i diritti umani, militanti politici e chiunque esprima opinioni critiche nei confronti del governo.
Già in passato, durante l’amministrazione Hernández, l’Honduras avevaconsolidato un apparato di spionaggio digitale avanzato attraverso l’uso di software di società statunitensi e israeliane, tra cui Circles, affiliata a NSO Group che sviluppa il noto spyware Pegasus, il cui uso da parte di diversi governi dell’UE contro giornalisti, politici, funzionari e altre personalità pubbliche è stato riconosciuto dal Parlamento europeo che ha istituito un’apposita commissione d’inchiesta.
Il “laboratorio Palestina”: dalla sorveglianza israeliana all’esportazione globale
Come ha dimostrato il giornalista Antony Lowenstein, dopo aver costruito una vera e propria “architettura del controllo” nei Territori palestinesi occupati, usando la Palestina come laboratorio per sperimentare tecniche di sorveglianza, repressione e gestione di una popolazione “nemica”, Israele ha “pacchettizzato” ed esportato tale sistema integrato, vendendolo in tutto il mondo a governi e apparati di sicurezza che utilizzano tali strumenti contro oppositori e giornalisti. In America Latina questo uso è stato documentato in Colombia e Messico, sotto i governi rispettivamente di Iván Duque ed Enrique Peña Nieto. Parallelamente a tale macchina del controllo si è sviluppato un altro ambito a essa complementare, ovverol’industria della disinformazione che, come dimostrato da inchieste giornalistiche — tra le quali “Story Killers”, coordinata da Forbidden Stories —, ha interferito in decine di elezioni in tutto il mondo, diverse delle quali in Sud e Centro America.
Le evidenze emerse in questo nuovo capitolo dell’Hondurasgate — gli audio sono stati ritenuti autentici sulla base dell’analisi forense condotta dall’organizzazione Earshot — arrivano «in un momento in cui la stigmatizzazione e la persecuzione della sinistra, nell’ambito della politica di sicurezza nazionale statunitense, sono al culmine», come ha sottolineato su Diario Red la giornalista Valeria Duarte. Un preciso riferimento alla nuova era di maccartismo politico annunciata dal Segretario di Stato Marco Rubio che ha parlato di una presunta rinascita del terrorismo politico di estrema sinistra su scala transnazionale e ha definito la sinistra radicale come una «una minaccia internazionale».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Marianna Lentini
Source link


