AI e lavoro: quale strada dovrebbe scegliere oggi un giovane della Gen Z?


A seconda del punto di vista, i giovani che oggi devono scegliere il proprio percorso professionale si trovano davanti a un ventaglio di opportunità senza precedenti oppure a un futuro decisamente più incerto.

I lavori aziendali entry-level stanno progressivamente diminuendo, sia per effetto dell’intelligenza artificiale, sia per la diffusione del lavoro da remoto, che ha ridotto i tradizionali canali di accesso alla carriera. Parallelamente, però, la domanda di lavoratori qualificati nei mestieri specializzati è in forte crescita, alimentata dalla corsa globale alla costruzione delle infrastrutture necessarie per l’AI.

A rendere il quadro ancora più complesso contribuiscono altri fattori. I Baby Boomer stanno andando in pensione in massa, lasciando numerose posizioni vacanti, mentre decenni di calo della natalità hanno provocato una carenza di giovani lavoratori.

Secondo Lightcast, società specializzata nell’analisi del mercato del lavoro, nel 2024 i datori di lavoro statunitensi dovranno affrontare “la più grande carenza di manodopera mai vista nel Paese”, a causa del progressivo declino demografico.

Anche il Center on Education and the Workforce della Georgetown University ha stimato, lo scorso anno, che l’economia americana avrà bisogno di 5,25 milioni di lavoratori in più con una formazione superiore al diploma. Senza un forte incremento degli investimenti in istruzione e formazione, ben 171 professioni rischieranno di soffrire una grave carenza di competenze entro il 2032.

Nel frattempo, la diffusione dell’AI sta rendendo sempre più semplice avviare un’attività imprenditoriale con pochissimi dipendenti, o addirittura come solopreneur, ovvero imprenditore individuale. La domanda, quindi, è inevitabile: quale strada dovrebbe scegliere oggi un giovane della Generazione Z?

La crescente richiesta di talenti specializzati

L’economista ed esperto dei mercati Ed Yardeni osserva che il recente aumento delle offerte di lavoro nei servizi professionali e alle imprese riflette la crescente necessità di competenze altamente specializzate indispensabili per adottare l’intelligenza artificiale.

In una nota pubblicata a giugno, Yardeni evidenzia come il maggior incremento delle offerte di lavoro riguardi le aziende con da uno a nove dipendenti, segnale di una maggiore nascita di nuove imprese resa possibile dagli strumenti di AI, che riducono costi e complessità dell’attività imprenditoriale. Tuttavia, nonostante l’aumento delle posizioni aperte, le assunzioni effettive sono rimaste contenute.

“Potrebbe dipendere dal fatto che i nuovi posti di lavoro creati dall’AI richiedono competenze molto specifiche, oggi ancora difficili da trovare”, spiega Yardeni, sottolineando che questo fenomeno potrebbe contribuire anche all’aumento della disoccupazione di lunga durata.

L’economista evidenzia inoltre la forte crescita degli annunci nel settore tecnologico che richiedono esplicitamente competenze in intelligenza artificiale. A giugno tali offerte rappresentavano il 75% del totale, contro il 67% di marzo, con un incremento del 178% rispetto all’anno precedente.

Secondo la piattaforma tecnologica Dice, tra le competenze in più rapida crescita figurano quelle legate all’AI agentica, all’AI responsabile e alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. “L’AI sta creando un disallineamento strutturale delle competenze, perché le aziende stanno sostituendo rapidamente i profili generalisti con talenti altamente specializzati”, afferma Yardeni.

L’economista richiama anche il paradosso di Jevons, secondo cui l’aumento dell’efficienza riduce i costi di utilizzo di una tecnologia, facendo però crescere la domanda complessiva. “Per questo riteniamo che, nel lungo periodo, l’intelligenza artificiale finirà per creare più posti di lavoro di quanti ne elimini”.

Il valore dei “generalisti intelligenti”

Una visione diversa arriva dall’economista Simon Johnson, premio Nobel e professore al MIT, che in un’intervista rilasciata al Financial Times ha raccontato come le sue due figlie rappresentino le due principali strade professionali aperte ai giovani.

Una è orientata verso la ricerca scientifica di laboratorio, un tipo di lavoro ad alto valore aggiunto che richiede capacità di giudizio umano e che difficilmente potrà essere sostituito dall’intelligenza artificiale.

L’altra, invece, ha un profilo più generalista. Secondo Johnson, proprio l’arrivo di una tecnologia di uso generale come l’AI rende sempre più preziosa una figura che definisce “general-purpose nerd”, ovvero un professionista estremamente versatile.

“È una persona capace di padroneggiare l’ultima evoluzione dell’intelligenza artificiale nel corso di un weekend. Il lunedì e il martedì incontra persone dal vivo e raccoglie informazioni. Il mercoledì legge un libro di cinquant’anni fa che non è ancora stato digitalizzato, lo comprende e individua come utilizzarlo. Il giovedì conduce un podcast. Il venerdì prepara una sintesi di una pagina per un ministro”, spiega Johnson.

Al contrario, un assistente di ricerca che si limita, ad esempio, a recuperare dati sulla Borsa brasiliana potrebbe essere facilmente sostituito dall’AI. Diversa è la situazione di un professionista capace di integrare informazioni, risolvere problemi e fornire rapidamente soluzioni ai decisori aziendali: una figura che Johnson definisce “estremamente interessante” per qualsiasi organizzazione.

Assumere un general-purpose nerd

Ai dirigenti che si sentono sopraffatti dall’intelligenza artificiale, il professore consiglia proprio di assumere un general-purpose nerd, una persona versatile anche al di fuori dell’ambito accademico.

“Credo che fare esperienze di vita, imparare lingue straniere, viaggiare, comprendere culture diverse, saper parlare e ascoltare le persone faccia a faccia e poi combinare tutte queste competenze sarà estremamente prezioso», sostiene Johnson. «Se invece si punta su una competenza molto specialistica, bisogna riflettere attentamente su come e dove l’intelligenza artificiale entrerà in quel settore”

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.


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Jason Ma

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