Chiron Energy lancia una jv con la banca australiana Macquarie per realizzare 1 GW di nuova capacità nelle rinnovabili e 500 mW di sistemi di accumulo


Chiron Energy spa, tra i gruppi italiani più attivi nello sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili, ha avviato una joint venture con Macquarie Capital, la divisione di Macquarie Group dedicata alla consulenza, ai mercati dei capitali e agli investimenti diretti.

La nuova società, denominata Chiron Energy Power Generation, è nata per accelerare lo sviluppo e la gestione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo in Italia, ed è partecipata al 51% da Chiron Energy e al 49% da Macquarie Capital (si veda qui il comunicato stampa).

Chiron Energy è stata assistita da UniCredit (advisor finanziario), KPMG (che seguito due diligence e aspetti contabili), EOS Consulting (per gli aspetti tecnici) e PedersoliGattai (advisor legale). Macquarie Capital è stata affiancata da Rothschild & Co (lato M&A), Vector Renewables (advisor tecnico) e Ashurst Perkins Coie (sul versante legale).

L’obiettivo è realizzare almeno 1 GW di nuova capacità fotovoltaica e 500 MW di sistemi BESS, contribuendo agli obiettivi del piano industriale di Chiron Energy, che prevede investimenti per 2,5 miliardi di euro e la gestione di oltre 2 GW di fotovoltaico e 1 GW di capacità di stoccaggio entro il 2035.

La JV includerà 115 MW di impianti fotovoltaici già operativi nel Nord Italia, sviluppati da Chiron dal 2020. Questi asset sosterranno il target di 1 GW fotovoltaico installato e 500 MW di accumulo. A regime, la capacità prevista potrà generare circa 1,4 Terawattora annui, equivalenti al consumo di oltre 500.000 famiglie, evitando circa 730.000 tonnellate di CO₂ e riducendo il fabbisogno di gas naturale di circa 240 milioni di metri cubi l’anno.

L’accesso alla pipeline di Chiron permetterà una rapida crescita grazie a oltre 300 MW di fotovoltaico ready‑to‑build, 250 MW di progetti late stage e 700 MW di sistemi BESS in sviluppo. La piattaforma potrà inoltre attingere a una pipeline iniziale più ampia e a circa 12 milioni di metri quadrati di terreni nel Nord Italia già acquisiti o opzionati.

La governance sarà affidata al management di Chiron: Claudio Gigli sarà ceo della joint venture e Paolo Pesaresi, fondatore di Chiron Energy, presidente esecutivo.

Quest’ultimo ha dichiarato: “Con la nascita di questa joint venture compiamo il passo strategico più significativo nella nostra storia. La partnership ci consente di accelerare la crescita mantenendo la leadership industriale italiana e rafforzando il nostro ruolo nella transizione energetica del Paese”.

Ha aggiunto Gigli: “L’investimento di Macquarie Capital è la scelta di un partner globale che riconosce la qualità della nostra piattaforma, del team e della pipeline. Insieme possiamo creare una realtà di nuova scala, radicata in Italia e capace di sviluppare infrastrutture energetiche innovative e sostenibili”.

Ha concluso Matthew Edgar, Global Head of Energy Transition di Macquarie Capital: “Macquarie Capital è da anni un investitore attivo in Italia. Collaboreremo con Chiron Energy, sviluppatore indipendente di grande esperienza, per sostenerne le ambizioni e contribuire alla decarbonizzazione del Paese”.

Con questo accordo, Chiron Energy ha accesso a una piattaforma di finanziamento specializzata sulle infrastrutture (è azionista di controllo di Autostrade per l’Italia assieme a Cdp Equity e Balckstone) e di grande capacità. Macquarie AM, tramite la divisione Credit, gestisce infatti direttamente veicoli private debt per 35 miliardi di euro, di cui una quota crescente è destinata alla produzione di energia da fonti rinnovabili. In Europa nel 2024 aveva emesso un bond da 600 milioni di euro destinati a progetti rientranti nel Green Finance Framework.

Dal canto suo Chiron, che già gestisce circa 100 impianti ciascuno facente capo a una Spv di progetto, per un investimenti di capitale proprio di circa 40 milioni di euro, ha in corso di sviluppo altri 120 impianti per un programma di investimenti di complessivi di 900 milioni di euro entro il 2030.

Ovvio quindi che la società fondata da Mario e Paolo Pesaresi abbia fatto continuo ricorso ai mercati finanziari, sopratutto alle banche, i cui prestiti molto spesso hanno finanziato in project finance le varie società di progetto del gruppo. Per esempio nel settembre 2024 Chiron Energy Spv 16 aveva ottenuto da Unicredit un finanziamento da 17,5 milioni di euro, suddiviso in due tranche, da 5,5  e 12 milioni di euro, con quest’ultima che è supportata dalla Garanzia Green di SACE (si veda altro articolo di BeBeez).

Il finanziamento seguiva un green loan project financing da 30 milioni di euro ottenuto dalla società nell’aprile precedente, erogato da UniCredit e BPER, sempre con garanzia SACE (si veda altro articolo di BeBeez); e un precedente prestito da 12,5 milioni di euro ottenuto a metà gennaio sempre del 2024 da Crédit Agricole Italia (si veda altro articolo di BeBeez).

Anche in precedenza UniCredit aveva finanziato Chiron. La società aveva infatti ottenuto dalla banca nell’aprile 2023 un prestito da 17 milioni complessivi finalizzato a sostenere i costi di costruzione e messa in esercizio dei 4 nuovi impianti incentivati di produzione di energia rinnovabile localizzati in Veneto, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia su aree non agricole (si veda altro articolo di BeBeez). E nel novembre 2022, sempre UniCredit aveva concesso a Chiron un altro finanziamento green di 31 milioni di euro per sostenere i costi di costruzione e messa in esercizio di otto nuovi impianti fotovoltaici, localizzati in Veneto e Piemonte su aree non agricole (si veda altro articolo BeBeez).

Sul fronte del debito, ricordiamo inoltre che nel giugno 2022 Chiron aveva emesso un minibond ESG-Linked da 5 milioni di euro, con scadenza al 31 dicembre 2026, che è stato interamente sottoscritto dal fondo Progetto Minibond Italia gestito da Zenit sgr (si veda altro articolo di BeBeez). Il minibond prevede benefici in termini di tasso per l’azienda legati al miglioramento del rating di sostenibilità-ESG e ha lo scopo di sostenere gli ambiziosi piani di crescita e di investimenti della società.


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