Fratelli d’Italia, resa dei conti tra Foggia e Cerignola: sul tavolo candidature e vecchie ombre


Le frizioni a Cerignola tra il deputato Giandonato La Salandra e il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia potrebbero essere soltanto la parte visibile di uno scontro molto più ampio. Una battaglia che attraversa il partito in provincia di Foggia, coinvolge le sue diverse aree e guarda già alle prossime elezioni amministrative in Capitanata.

Il conflitto non riguarderebbe soltanto la gestione del partito cerignolano, ma la stessa identità politica che Fratelli d’Italia intende assumere sul territorio. Da una parte ci sarebbe l’area che fa riferimento a La Salandra e, pur con posizionamenti differenti, a Nicola Gatta e Anna Maria Fallucchi. Dall’altra il coordinamento provinciale guidato da Giannicola De Leonardis, che sembra tollerare equilibri e protagonisti incompatibili con la linea sulla legalità rivendicata a livello nazionale.

Ombre su Cerignola

Il primo terreno di scontro è Cerignola, dove si tornerà al voto prima che a Foggia. Nel mirino il coordinatore cittadino Franco Reddavide, al quale sarebbero contestate la gestione del partito e la mancata condivisione delle decisioni. Dietro il confronto formale, però, si starebbe consumando una partita molto più delicata sulla candidatura a sindaco.

Secondo la ricostruzione fornita a l’Immediato, Reddavide e una parte della vecchia classe dirigente sarebbero orientati verso Francesco De Cosmo. La Salandra e Gatta lavorerebbero invece all’allargamento della coalizione verso esponenti civici già presenti in Consiglio comunale, escludendo un ritorno all’esperienza di Franco Metta. Tra i nomi sui quali si ragionerebbe figurano quelli di Francesco Paolo Vitullo e Rino Pezzano.

Sono indiscrezioni politiche che non hanno ancora prodotto candidature ufficiali, ma che assumono un peso particolare alla luce della storia recente della città. Cerignola è stata sciolta per infiltrazioni mafiose nel 2019 e le elezioni del 2021 finirono sotto la lente degli investigatori.

A documentarlo è un’informativa sullo stato delle indagini, datata 18 febbraio 2022, redatta dalla Direzione centrale anticrimine, dal Servizio centrale operativo e dalle Squadre mobili di Foggia e Bari e trasmessa alla Direzione distrettuale antimafia presso il Tribunale di Bari. L’atto appartiene al procedimento penale 2169/17 e contiene le valutazioni investigative maturate attraverso intercettazioni e accertamenti. Non si tratta di una sentenza e le ricostruzioni riportate devono essere lette nel perimetro delle ipotesi formulate all’epoca dagli inquirenti.

Nel capitolo dedicato alle amministrative di Cerignola, la polizia ricostruisce la competizione tra Antonio Giannatempo, candidato del centrodestra sostenuto anche da Fratelli d’Italia, e De Cosmo, alla guida di quattro liste. Gli investigatori scrivono che alcuni esponenti di vertice della criminalità organizzata cerignolana avevano deciso di appoggiare la candidatura di De Cosmo. Nel documento vengono citati Andrea Russo detto “Scaglione” e Francesco Compierchio alias “Franchino u nerg”, entrambi condannati nel processo Cartagine, sull’associazione di tipo mafioso capeggiata dai fratelli Piarulli — ed il fratello di un altro esponente di vertice del medesimo sodalizio criminale: Giuseppe Mastrangelo detto “u cecat”.

Allarmante un altro passaggio del documento investigativo relativo ad una conversazione telefonica intercettata durante la quale De Cosmoriversava il suo livore, in particolar modo su Roberto Marti, senatore della Repubblica – si legge -, nonché segretario regionale della Lega in Puglia”.

 “Addebitava al senatore Marti di essere l’ispiratore della sua bocciatura come candidato del centrodestra cerignolano, nonostante lo avesse presentato come tale al cospetto del leader Matteo Salvini. Durante lo sfogo, De Cosmo si lasciava andare ad una vera e propria minaccia nei confronti del citato senatore leccese, al cospetto del quale si presenterà ‘con degli amici, che se non si fa trovare, gli prendono le orecchie e gliele girano…’; con tale atteggiamento – scrivono ancora gli investigatori – il De Cosmo aveva fatto intendere all’interlocutore di coltivare amicizie pericolose negli ambienti criminali”.

La relazione riferisce anche dell’invio a De Cosmo, durante le operazioni elettorali, di fotografie delle schede con il voto espresso. Una pratica interpretata dagli investigatori come strumento di controllo delle preferenze e possibile manifestazione di corruzione elettorale. Vengono inoltre ricostruiti rapporti con alcuni collettori di voti e presunti accordi fondati sulla promessa di assunzioni o altre utilità. Resta necessario precisare che il documento fotografa lo stato di un’indagine del 2022 e non consente, da solo, di stabilire responsabilità penali definitive né l’esito successivo delle singole contestazioni.

Nella stessa informativa compare più volte anche Giannatempo. Gli investigatori ricostruiscono incontri e pressioni maturati nei giorni precedenti il ballottaggio del 2021, quando esponenti legati alla criminalità avrebbero cercato di orientare verso Metta il sostegno dei candidati esclusi dal secondo turno. Il documento riferisce inoltre che Giannatempo lasciò libertà di voto, nonostante le pressioni che avrebbe ricevuto.

Il nome dell’ex sindaco è tornato recentemente nelle cronache giudiziarie per l’inchiesta della Dda di Bari sugli assalti ai portavalori compiuti da un gruppo cerignolano. Giannatempo risulta indagato a piede libero per favoreggiamento. Secondo l’accusa, avrebbe avvertito i familiari di un uomo ricoverato dopo essere rimasto ferito durante un assalto della possibile presenza di microspie nella stanza d’ospedale. Anche in questo caso vale la presunzione di innocenza e la contestazione dovrà essere verificata nel corso del procedimento.

È su questo terreno che si sviluppa lo scontro interno a Fratelli d’Italia. Il partito rischierebbe di riproporre protagonisti e metodi appartenenti a una stagione che dovrebbe invece considerarsi chiusa. Da qui la possibile opposizione dell’area La Salandra a una possibile candidatura di De Cosmo e il tentativo di coinvolgere figure civiche considerate capaci di segnare una discontinuità.

Al centro delle critiche finisce De Leonardis. Il coordinatore provinciale, formalmente vicino all’area del sottosegretario Marcello Gemmato, verrebbe accusato di mantenere una posizione ambigua e di non intervenire sulle situazioni più controverse. Da Roma sarebbero già arrivate richieste di chiarimento sulla gestione del partito a Foggia e Cerignola, senza che finora sia stato imposto un cambio di rotta.

La partita di Foggia

Il secondo fronte riguarda il capoluogo. Qui il personaggio indicato come dominus delle manovre interne sarebbe Bruno Longo, ex consigliere comunale e protagonista della precedente amministrazione di centrodestra. Longo ha recentemente contestato la ricostruzione che portò allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Foggia nel 2021, sostenendo l’assenza di responsabilità penali a carico degli amministratori.

Una lettura che tende però a sovrapporre due piani differenti. Lo scioglimento di un Comune non è una sanzione penale, ma una misura preventiva disposta quando emerge il rischio di condizionamento dell’attività amministrativa. Nel caso di Foggia, il provvedimento del Consiglio dei ministri ha superato anche il vaglio della giustizia amministrativa.

Secondo il retroscena raccolto, Longo continuerebbe a esercitare una forte influenza sugli equilibri di Fratelli d’Italia a Foggia e guarderebbe già alla futura scelta del candidato sindaco. Tra le ipotesi viene indicata quella di Claudio Amorese, suo genero. Sul fronte opposto, l’area riconducibile a La Salandra, Gatta e Fallucchi potrebbe convergere su Rita Montrone.

Anche in questo caso si tratta di scenari ancora lontani da una definizione ufficiale e destinati a intrecciarsi con le prossime elezioni politiche e regionali. Il peso di Longo sarebbe infatti collegato agli accordi maturati durante l’ultima campagna regionale, il cui sostegno potrebbe ora tradursi in una richiesta di contropartita in vista delle amministrative.

Il problema politico, tuttavia, supera la semplice competizione tra candidati. Fratelli d’Italia si presenta a livello nazionale come il partito della fermezza contro le infiltrazioni criminali negli enti locali. In provincia di Foggia, invece, una parte della sua classe dirigente viene accusata dall’interno di sostenere una revisione delle vicende che determinarono gli scioglimenti di Foggia e Cerignola e di mantenere rapporti politici con figure segnate da pesanti valutazioni investigative.

La battaglia appena iniziata a Cerignola è dunque destinata a estendersi. La scelta del candidato sindaco sarà il primo banco di prova per De Leonardis e per i vertici nazionali. Dovranno decidere se confermare gli equilibri costruiti negli ultimi anni oppure imporre quella discontinuità che il partito rivendica pubblicamente quando parla di legalità e contrasto alle mafie.

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Francesco Pesante

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