In una relazione datata 3 agosto, redatta in risposta a una precedente nota dell’Osapp, Irrera spiega che la programmazione mensile dei servizi per agosto “non è stato in alcun modo possibile elaborarla nei tempi previsti” a causa delle “risapute e molteplici reiterate assenze dal servizio a vario titolo del mese di luglio”.
Ma è soprattutto il passaggio successivo a restituire la dimensione del problema. La comandante riferisce che nelle ultime settimane il personale della Polizia penitenziaria di Brissogne è stato chiamato a fronteggiare “rilevanti eventi critici, verificatisi pressoché ogni giorno, quasi in ogni momento della giornata e spesso coinvolgenti contemporaneamente il primo ed il secondo piano detentivo”.
Una situazione che, secondo quanto riportato nella relazione, ha reso necessario togliere al personale riposi già programmati e richiamare altre unità interne sui piani detentivi, sottraendo quindi personale proprio alle attività necessarie alla gestione ordinaria dell’istituto e alla predisposizione dei servizi. Un meccanismo che sembra alimentarsi da solo; meno personale disponibile significa maggiore difficoltà nel predisporre una turnazione stabile; le emergenze quotidiane obbligano poi a modificare quella già predisposta, richiamando agenti a riposo oppure distogliendoli dalle mansioni ordinarie.
La situazione emerge ancora più chiaramente da una disposizione di servizio del 4 agosto, firmata dalla stessa Irrera. Nel documento si parla esplicitamente di un Reparto di Polizia penitenziaria in “gravissima sofferenza” per “l’aumento esponenziale degli eventi critici”, unito alla “grave carenza di personale”. Per questo viene disposto che ogni agente, indipendentemente dalla programmazione già pubblicata, debba controllare entro il pomeriggio precedente – anche telefonicamente – l’apposito documento interno di polizia penitenziaria per verificare se siano cambiati posto di servizio o turno oppure se sia stato revocato il riposo settimanale. Una disposizione che fotografa, di fatto, una programmazione destinata a poter cambiare da un giorno all’altro.
Ed è proprio su questo punto che l’Osapp è intervenuto chiedendo l’annullamento della disposizione e l’attivazione urgente della Commissione arbitrale regionale. Secondo il sindacato, affidare al singolo agente l’onere di verificare quotidianamente se il proprio turno o persino il riposo siano stati modificati produce “una situazione di incertezza nella programmazione del personale”, con inevitabili conseguenze anche sulla vita privata e familiare degli operatori.
Il sindacato riconosce espressamente sia la carenza di personale sia l’aumento degli eventi critici indicati dall’Amministrazione, ma sostiene che proprio una situazione di tale gravità renda necessario un confronto organizzativo più forte e non il contrario. L’Osapp chiede quindi che le difficoltà dell’istituto vengano affrontate attraverso il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori e nel rispetto delle regole sulla variazione dei turni già programmati.
Il problema, peraltro, non sembra limitarsi all’impossibilità di mantenere stabile la programmazione. In una successiva nota del 9 agosto l’Osapp ha chiesto una verifica urgente anche sui criteri con cui vengono distribuiti turni e straordinari. Il sindacato segnala possibili forti disomogeneità: alcuni operatori risulterebbero scarsamente impiegati nei pomeriggi, mentre altri sarebbero chiamati più frequentemente a coprire la stessa fascia oraria. Vengono inoltre segnalati turni 8-14 che sarebbero prolungati con una certa frequenza, in alcuni casi sino alle 20, con conseguente accumulo di ore straordinarie.
Già il 2 agosto l’organizzazione sindacale aveva contestato la programmazione di agosto, rilevando, tra l’altro, il caso di un ispettore al quale, nelle sedici giornate effettive di servizio successive alle ferie, erano stati assegnati otto turni 16-24 e tre giornate festive, mentre altri appartenenti allo stesso ruolo non avrebbero avuto alcun turno pomeridiano nello stesso periodo. Analoghe perplessità erano state sollevate sulla distribuzione dei servizi notturni.
Già nel giugno scorso l’Osapp, alla luce delle situazioni emerse anche attraverso gli organi di informazione, aveva chiesto l’intervento urgente dell’Ufficio ispettivo del Dap, del capo del personale del Dipartimento e della politica. Sulla gravità dei fatti denunciati da alcuni agenti della Polizia penitenziaria era stata presentata anche un’interrogazione parlamentare. A oggi, però, nessuna risposta e nessun intervento concreto; il silenzio e il disinteresse delle istituzioni avrebbero contribuito a far precipitare il carcere in una situazione di caos, tra inerzia e immobilismo. A pagarne il prezzo è soprattutto il personale della Polizia penitenziaria, che si sente abbandonato a se stesso e privo del necessario sostegno.
Il quadro che emerge è dunque quello di un carcere nel quale due problemi sembrano ormai sovrapporsi; da una parte un’emergenza operativa riconosciuta dalla stessa catena di comando, fatta di carenza di organico, assenze e continui eventi critici con i detenuti; dall’altra una gestione dei pochi uomini disponibili che il sindacato considera squilibrata e sulla quale domanda verifiche documentali.
L’Osapp ha infatti chiesto di esaminare programmazione mensile, servizi effettivamente svolti, distribuzione dei pomeriggi, prolungamenti dei turni, autorizzazioni e monte ore straordinario di ciascun operatore, domandando che eventuali differenze nell’impiego del personale siano fondate su criteri “oggettivi, trasparenti, verificabili e uniformemente applicati”.
Una richiesta che, alla luce della situazione descritta dalla stessa Amministrazione penitenziaria, assume un significato più ampio; il problema di Brissogne non sembra ormai risolvibile intervenendo soltanto, giorno dopo giorno, sui singoli turni, serve un coordinamento urgente tra Direzione dell’istituto, Provveditorato regionale, Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e rappresentanze sindacali, capace di affrontare contemporaneamente carenza di personale, gestione delle emergenze e criteri di organizzazione del lavoro.
Tra le righe, il messaggio propositivo dell’Osapp è chiaro, ovvero si agisca collegialmente perchè quando gli “eventi critici” sono pressoché quotidiani, i riposi possono essere revocati da un giorno all’altro e persino chi lavora negli uffici deve essere richiamato sui piani detentivi, l’emergenza non è più un’eccezione alla programmazione, rischia anzi di essere diventata essa stessa la programmazione.
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patrizio gabetti
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