Sta entrando progressivamente nel vivo, con tempistiche differenziate nei diversi territori, la vendemmia 2026 del Pinot Grigio DOC Delle Venezie. Nelle aree più precoci dell’areale le operazioni di raccolta sono ormai prossime all’avvio, in un’annata caratterizzata da un anticipo delle fasi fenologiche rispetto alle tempistiche ordinarie. L’andamento climatico e, in particolare, le condizioni termiche registrate nel corso della stagione hanno favorito una più rapida evoluzione della maturazione, anticipando in alcuni areali il raggiungimento dei parametri utili alla raccolta.

Un quadro che va necessariamente letto alla luce delle dimensioni e di una eterogeneità territoriale della denominazione. La DOC Delle Venezie si estende tra Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento, per un potenziale produttivo di circa 27 mila ettari vitati: un perimetro molto ampio nel quale meteo, disponibilità idrica, caratteristiche pedoclimatiche e gestione agronomica dei vigneti hanno determinato situazioni differenti, talvolta anche a breve distanza.

La fotografia della vendemmia è quindi inevitabilmente differenziata ma, nel complesso, la stagione è stata caratterizzata da una primavera generalmente calda, seguita da un’estate con temperature elevate e da localizzati fenomeni temporaleschi. Lo stato fitosanitario delle uve si presenta buono e le prospettive qualitative per il Pinot Grigio sono positive.

«Ci avviciniamo a questa vendemmia con indicazioni complessivamente positive dal punto di vista sanitario e qualitativo, pur nella consapevolezza che parlare della DOC Delle Venezie significa raccontare territori e condizioni produttive differenziate in un areale molto ampio – dichiara Luca Rigotti, Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie –. In questo contesto, il momento della raccolta viene individuato nelle singole zone di produzione, ricercando il miglior equilibrio possibile per esprimere le caratteristiche del nostro Pinot Grigio. Alla qualità dobbiamo affiancare una gestione sempre più attenta e responsabile dell’offerta. Le misure adottate per questa campagna, insieme agli strumenti di governo del potenziale produttivo, rispondono proprio alla necessità di accompagnare la produzione alle effettive dinamiche della domanda e di tutelare nel tempo il valore della denominazione e l’equilibrio dell’intera filiera».

A restituire nel dettaglio la situazione nei diversi territori sono i Presidenti delle sezioni territoriali di Assoenologi distribuite nel territorio della denominazione.

Nel Veneto OccidentaleAlberto Marchisio, Presidente Assoenologi della sezione, evidenzia uno stato sanitario generalmente buono, nonostante una stagione calda e poco piovosa e alcuni eventi temporaleschi localizzati. Nei vigneti che hanno maggiormente sofferto la carenza idrica, soprattutto su terreni sciolti e non irrigui, il caldo ha accelerato la maturazione e livelli zuccherini; nelle situazioni caratterizzate da un migliore equilibrio vegeto-produttivo, invece, le prospettive qualitative rimangono molto positive. L’anticipo della maturazione del Pinot Grigio è risultato particolarmente evidente negli ambienti più caldi e precoci, rendendo fondamentale il monitoraggio di acidità, pH e maturità aromatica che ha individuato il momento ottimale della raccolta.

In TrentinoFurio Battelini, Presidente Assoenologi provinciale, descrive un ciclo vegetativo particolarmente rapido. Dopo un inverno piuttosto siccitoso, il clima mite ha favorito un germogliamento anticipato ma senza provocare danni da gelate tardive. La successiva distribuzione delle precipitazioni ha accompagnato lo sviluppo della vite e consentito un’efficace difesa fitosanitaria. Il quadro generale evidenzia uve sane e un buon equilibrio tra zuccheri e acidi e già a fine luglio risultava evidente un marcato anticipo della maturazione, ulteriormente favorito dalle alte temperature dei primi giorni di agosto, con il Pinot Grigio tra le varietà interessate dalle prime raccolte.

Nell’area centro-orientale del Veneto, Michele Zanardo, Presidente Assoenologi della sezione, segnala a sua volta un germogliamento anticipato, seguito da un regolare sviluppo vegetativo grazie a una primavera sufficientemente piovosa e ad una incidenza molto bassa di malattie. La possibilità di ricorrere all’irrigazione di soccorso ha consentito alle piante di affrontare le elevate temperature senza particolari sofferenze. Le aspettative sono quindi orientate verso una qualità elevata, sostenuta dal buono stato di salute delle uve, con inizio di raccolta previsto nei prossimi giorni.

Anche in Friuli-Venezia Giulia le prospettive per il Pinot Grigio sono positive. Matteo Lovo, Presidente Assoenologi regionale, individua nella disponibilità idrica la principali discriminanti della campagna 2026 per il Pinot Grigio: nelle zone dove è stato possibile mantenere un buon equilibrio vegeto-produttivo, i primi dati analitici hanno mostrato condizioni favorevoli e uno stato sanitario delle uve che permette di stabilire con precisione il momento ottimale di inizio vendemmia. Le elevate temperature potrebbero determinare acidità leggermente inferiori alla media, tuttavia il quadro rimane positivo per la varietà, la cui raccolta inizierà con ogni probabilità dopo Ferragosto.

Sul fronte quantitativo, in questa fase della campagna rimane prematuro formulare una previsione definitiva sui volumi, le dimensioni dell’areale e le differenti condizioni riscontrate nei singoli territori richiedono prudenza nelle valutazioni.

Parallelamente all’avvio della vendemmia, il Consorzio prosegue nella propria strategia di governo dell’offerta, attraverso un insieme coordinato di strumenti finalizzati ad accompagnare la disponibilità di prodotto rispetto alla domanda, mantenere l’equilibrio del mercato e salvaguardare il valore della denominazione.

Per la campagna in corso, su proposta del Consorzio e attraverso i provvedimenti adottati dalle amministrazioni competenti di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento, la resa massima del Pinot Grigio atto a DOC Delle Venezie è stata ridotta da 180 a 160 quintali di uva per ettaro.

Contestualmente è stata attivata la misura dello stoccaggio amministrativo delle produzioni provenienti dalla vendemmia 2026. Per i vigneti a regime, la quota libera è fissata a 130 quintali di uva per ettaro, mentre il prodotto eccedente tale soglia e fino alla resa massima di 160 quintali/ettaro viene sottoposto a stoccaggio.

A queste misure si affianca il presidio del potenziale produttivo della denominazione, adottato in maniera coordinata nei territori della denominazione. Per le campagne 2026/2027 e 2027/2028 sono entrati in vigore i provvedimenti che disciplinano l’iscrizione dei vigneti di Pinot Grigio allo schedario viticolo ai fini dell’idoneità alla rivendicazione della DOC Pinot Grigio Delle Venezie, prorogando la sospensione temporanea dell’iscrizione per le superfici di Pinot Grigio piantate o innestate successivamente al 31 luglio 2021.

Una strategia che si inserisce nel percorso di governance sviluppato negli anni dal Consorzio: le misure di riduzione delle rese e di stoccaggio adottate nelle precedenti campagne hanno contribuito a gestire i quantitativi e a mantenere valore della DOC e l’equilibrio tra domanda e offerta ed il contesto attuale rende ancora più importante una programmazione prudente e coordinata del potenziale di Pinot Grigio.

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