Giunge alla pubblicazione, grazie all’editrice Ave, il volume Un codice per una nuova Europa, con prefazione del card. Zuppi e un testo del Presidente Mattarella. Un’opera corale, redatta da oltre cento esperti e sottoscritta da 38 realtà laicali, che guarda al futuro, valorizzando le “radici” del vecchio continente, con l’auspicio di “portare a compimento il processo della sua unificazione”
“Noi, cristiani europei, abbiamo una responsabilità che non possiamo eludere: confrontarci, alla luce della fede, su pensieri lunghi che riguardano il nostro continente. E dobbiamo farlo insieme – italiani e tedeschi, francesi e polacchi, orientali e occidentali – perché la storia ci ha già insegnato, a caro prezzo, dove conduce il cammino in ordine sparso”. Lo scrive il card. Matteo Maria Zuppi, presidente Cei, nella prefazione al volume Un codice per una nuova Europa, fresco di stampa per i tipi dell’editrice Ave. 
Storia, politica e fede. Da quell’invito prese avvio una sorta di “laboratorio” che portò appunto, nel settembre 2025, a presentare, sempre a Camaldoli, Un Codice per una nuova Europa, frutto dell’opera comune di oltre centoventi esperti, sottoscritto da decine di associazioni e movimenti.
Un manifesto politico e culturale per completare il progetto europeo contro i nazionalismi,
una proposta condivisa per ridare anima al continente, tra cultura e fede. Un documento, si legge ora nel volume che pubblica il “nuovo codice”, “dedicato ai giovani e ai costruttori del domani”. Il volume, in italiano e inglese, è curato da Paolo Magnolfi, Sebastiano Nerozzi e Nicoletta Parisi e, oltre alla prefazione di Zuppi, contiene un testo del Presidente Sergio Mattarella intitolato Il mondo ha bisogno dell’Europa.
“Avere un’anima…”. Scrive ancora il card. Zuppi: “Che cosa chiede, dunque, questa ‘Nuova Camaldoli’ all’Europa? Le chiede di essere sé stessa. Le chiede di ricordare che è nata come risposta alla guerra, non come progetto di mercato. Le chiede di essere una ‘unione di popoli’ e non soltanto di burocrazie, di strategie economiche, finanziarie e monetarie, capace di agire per la pace e non soltanto di negoziare i propri interessi. Le chiede – con urgenza che ogni giorno cresce – di dotarsi di una vera politica estera comune, di una difesa condivisa che non sia puro riarmo, ma strumento di pace, perseguendo non tanto la logica della forza, che umilia la persona e si fa distruttiva, quanto piuttosto la forza del dialogo, della legge, del diritto internazionale, del multilateralismo. Le chiede di non dimenticare i più poveri, i migranti, coloro che bussano alle sue porte portando sul volto la stessa speranza che portavano coloro che costruirono questa nostra casa comune. E le chiede, soprattutto, di avere anima. L’anima dell’Europa non è un’astrazione. È il nome che diamo a quella capacità – coltivata attraverso secoli di umanesimo cristiano, di filosofia, di arte, di dolore e di rinascita – di credere che la persona valga più degli interessi, che la dignità non si negozia, che il futuro si costruisce insieme o non si costruisce affatto”.
Il futuro ci appartiene. I tre curatori, introducendo il documento, sottolineano: “Con umiltà e un pizzico di audacia, consapevoli della difficoltà e della complessità dei tanti problemi oggi aperti davanti a noi, abbiamo sentito il bisogno di mettere insieme idee e competenze, per provare a delineare una visione di ciò che l’Europa potrebbe diventare se avessimo il coraggio di ripartire dalle sue radici e portare a compimento il processo della sua unificazione”. Il documento che ne è emerso, articolato in dieci sezioni tematiche, “vuole essere un contributo a quanti operano nelle istituzioni nazionali e sovranazionali, nei partiti, nei sindacati, nelle categorie produttive perché possano fare sempre meglio la loro parte per costruire l’Europa di cui i suoi cittadini hanno bisogno.
“Siamo infatti convinti che il futuro dell’Europa appartenga a ciascuno di noi”
e “richieda, da parte di tutti, responsabilità civica e qualche piccolo gesto di partecipazione. […] Questo Codice vuole essere non la fine ma l’innesco di un cammino, che ci auguriamo ancora più largo e partecipato, capace di arricchirsi con nuove prospettive e nuove competenze”.
Le sezioni tematiche. Il volume riporta i nomi dei 122 partecipanti alla stesura del testo e le 38 realtà laicali che lo hanno sottoscritto. Il “codice” si divide dunque in tre parti e dieci sezioni tematiche. La parte prima (L’Unione europea e le sfide del presente) contiene tre sezioni: Le radici di un progetto; Le sfide del presente; Il senso di una Camaldoli europea. Nella parte seconda (Principi e fondamenti per una nuova Europa) le sezioni sono ancora tre: Un progetto eticamente fondato; Riscoprire le comuni radici culturali; Portare a compimento le istituzioni democratiche dell’Unione. Infine, la parte terza (Politiche per un’Europa pacifica, equa e sostenibile) è formata da quattro sezioni: Contrastare il declino demografico e rafforzare il nostro modello sociale; Promuovere un’economia integrata, sostenibile e inclusiva; Sostenere la tutela dell’ambiente e le politiche climatiche; Costruire la pace e condividere la sicurezza.
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