Un raggio d’oro che unisce idealmente Glasgow, Budapest, Roma e Parigi. Simona Quadarella si conferma regina europea incontrastata del mezzofondo e vince da padrona anche i 1500 stile libero; un dominio clamoroso che abbraccia quello di martedì negli 800, le triplette del 2018 in Scozia e del 2021 in Ungheria (1500, 800 e 400) e la doppietta nella Capitale (1500 e 800) in cui fu poi d’argento nei 400 sl. La 27enne romana e vice campionessa iridata – tesserata CC Aniene, allenata da Gianluca Belfiore – trionfa in 15’46″22, trentadue vasche a 31″6-31″7; un ritmo insostenibile per tutte le avversarie, anche per la tedesca Isabel Gose seconda in 15’49″31, che prova a tenere il passo dell’azzurra fino ai novecento metri, per poi alzare inevitabilmente bandiera bianca.
Medaglia azzurra anche nella 4×100 stile libero mista, bronzo. Ad aprire la prova Carlos D’Ambrosio in 47″86. La Russia schiera Kornev che fa il vuoto, secondo frazionista per l’Italia Thomas Ceccon che chiude in 47″56 riportando l’Italia nelle posizioni per il podio, terza Sara Curtis che in 51″79 mette l’Italia al secondo posto in linea quasi con la Russia. In ultima frazione Emma Virginia Menicucci che nuota in 53″39 e fa chiudere agli azzurri la staffetta in 3’20″80, nuovo record italiano, ma cede nel duello con Steenbergen che rimette le olandesi al secondo posto in 3’20″09 con la Russia che vince l’oro in 3’19″95 realizzando il nuovo record dei campionati.

Le finali di venerdì 14 agosto

Carlos D’Ambrosio continua a crescere fino al quinto posto nei 200 stile libero; l’enfant prodige veneto nuota ancora una volta vicino al vecchio record italiano di 1’45″15, poi portato a 1’44″72 nella prima frazione della 4×200 stile libero quarta nella giornata d’apertura. Di altissimo livello la finale del 19enne partenopeo ma vicentino d’adozione – tesserato per Fiamme Gialle e Fondazione Bentegodi, allenato al centro federale di Verona da Luca De Monte – che passa più veloce rispetto alla semifinale (50″86), decelera il ritmo nel terzo cinquanta (27″04), per poi accelerare nell’ultimo (27″24) e chiudere in 1’45″19. Il podio è stellare: sul gradino più alto sale il romeno e campione olimpico David Popovici in 1’44″15, seguito dal lituano Tomas Navikonis, che sorprende tutti dalla corsia uno in 1’44″55 e dal britannico James Guy in 1’44″87.
Non è la sua gara e per questo motivo non possono esserci rimpianti. Thomas Ceccon è settimo nei 50 dorso ma guarda con fiducia ai 100 dov’è campione olimpico e primatista del mondo (51″60). Il 25enne campione di Schio – tesserato per Fiamme Oro e Leosport, preparato al centro federale di Verona da Alberto Burlina – non va oltre un 24″54. Vince, al termine di una finale tiratissima, il ceco Miroslav Knedla in 24″11; completano il russo e primatista del mondo (23″55) Kliment Kolesnikov in 24″12, che precede il compagno di squadra Pavel Samusenko – argento iridato a Singapore 2025 – terzo in 24″14.

Le semifinali di giornata

Uno spettacolo da vivere tutto d’un fiato sarà sabato l’atto conclusivo dei 50 rana e tra gli attori protagonisti ci saranno gli azzurri che dettano legge anche al pomeriggio. Il campione del mondo Simone Cerasuolo e l’oro europeo della doppia distanza Nicolò Martinenghi, infatti, accedono alla finale con il primo e il secondo riscontro cronometrico. Ancora favolosa la prova del 23enne romagnolo – tesserato per Fiamme Oro ed Imolanuoto, allenato da Cesare Casella e bronzo nella doppia distanza – che nuota in 26″23, sotto al vecchio record italiano di Ludovico Blu Art Viberti (26″27), portato a 26″20 in batteria. Sul pezzo anche il 27enne di Varese e capitano dell’Italnuoto – tesserato per CC Aniene e seguito al centro federale di Verona da Matteo Giunta – che tocca in 26″62. Tengono il passo degli azzurri l’olandese Koen Groot terzo in 26″71 e il bielorusso Ilya Shymanovich quarto in 26″77.
Una condizione psicofisica perfetta. Una certezza nei propri mezzi talmente tanto forte, da permetterle di varcare qualsiasi confine. Ventiquattr’ore dopo l’oro con primato mondiale (26″56) nei 50 dorso Sara Curtis si tuffa nella semifinale dei 50 stile libero e accede alla finale con il quarto crono. Davanti per il momento c’è la svedese e vincitrice di tutto Sarah Sjostrom in 23″83 ed unica a rompere il muro dei 24″. Eccezionale, comunque, la gara della 19enne di Savigliano e bronzo storico nei 100 sl – tesserata per Esercito e CS Roero, preparata alla Virginia University da Todd DeSorbo e in Italia da Thomas Maggiora – che chiude in 24″13 ad appena quattro centesimi dal suo primato italiano (24″09) registrato in finale al 62esimo Settecolli Ip lo scorso giugno; quando la sua compagna d’allenamenti Gretchen Walsh portò il primato del mondo a 23″55. Eliminata Silvia Di Pietro decima. La 33enne romana e altra capitana azzurra – tesserata per CC Aniene e allieva di Mirko Nozzolillo – tocca in 24″77, otto centesimi peggio del 24″69 della slovena Neza Klancar ottava.
Garista come pochi e che, come sempre, si gasa con il passare dei turni. Alberto Razzetti è on fire e accede alla finale dei 200 farfalla con motivate ambizioni. Il 27enne di Sesti Levante e argento nei 400 misti nella giornata d’apertura – tesserato per Fiamme Gialle e My Sport, allenato al centro federale di Livorno da Stefano Franceschi – nuota in 1’54″67 che vale il terzo tempo di ingresso. Meglio del ligure solamente l’ungherese Richard Marton in 1’54″47 e soprattutto il beniamino di casa e campione olimpico Leon Marchand in 1’53″95. Si ferma, invece, la corsa del giovane Andrea Camozzi (Fiamme Gialle/CC Aniene) undicesimo in 1’56″06.
Può sognare in grande anche Anita Gastaldi che con il sesto crono strappa il pass per la finale dei 200 misti. Bravissima la 23enne cuneese di Bra – tesserata per Carabinieri VO2 Torino, seguita da Fabrizio Clary – che in 2’11″21 firma la terza prestazione personale di sempre, a ventiquattro centesimi dal 2’10″97 nuotato agli Assoluti di Riccione nell’aprile 2025. Per il podio è tutto in bilico perché la classifica estremamente corta. Comanda, infatti, la britannica Abbie Wood in 2’09″99 ma poi sono in cinque in meno di un secondo: la spagnola Alba Vazquez Ruiz è seconda 2’10″87; seguono l’iberica l’altra britannica Amalie Smith in 2’11″12, l’israeliana e campionessa europea Anastasia Gorbenko in 2’11″14 e la polacca Justina Kozan in 2’11″19. Out, infine, per Chiara Della Corte (Fiamme Oro/Campania Sport) undicesima in 2’13″35.
Semaforo rosso nei 100 dorso per Federica Toma. La 24enne di Gallipoli, tesserata per Carabinieri e In Sport Rane Rosse e allenata da Mauro Borgia – è decima in 1’00″50 e per l’ingresso in finale doveva andar più forte del 59″90 della portoghese Camila Rodrigues Rebelo ultima delle ammesse. Davanti, ed uniche a scendere sotto ai 59″ nel pomeriggio, due francesi: Mary Ambre Moluh in 58″21 e Pauline Mahieu in 58″93.


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Simone Milioti

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