Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì, il primo fronte caldo è quello della lotta al degrado.

“Mi ha fatto piacere che alcune realtà, come il comitato degli Orgogliosi Forlivesi, abbiano riconosciuto un netto miglioramento”.

I NODI DELLA SICUREZZA

A sentire i due terzi degli agenti di Polizia Locale, c’è stato però un netto peggioramento delle loro condizioni di lavoro: nella lettera che hanno firmato, rivolgendola al comandante Claudio Festari, si parla di riposi cancellati e altre difficoltà.

“Ho preso atto di alcuni disagi che sono oggetto di riflessione, ma resterà l’impegno e lo sforzo corale per la sicurezza. Il primo di questi sforzi riguarda il personale: con numeri simili, ai tempi dell’Unione dei Comuni dovevano assicurare una copertura fino al passo del Muraglione e non della sola Forlì. E cresceremo ancora: ci sono dei limiti che ci vietano di assumere troppi dipendenti in un colpo solo, ma avremo dei rinforzi”.

Ha ancora fiducia in Festari?

“Piena fiducia”.

Come spiega la decisione di rivolgersi anche a dei vigilantes?

“Sarà una sperimentazione, appunto in una fascia oraria non coperta dalla Polizia Locale. I risultati saranno quelli che emergeranno nel rapporto coi cittadini. Poi decideremo se confermarli oppure no”.

Zattini mentre prova un attrezzo ginnico (foto Frasca)

IDEE PER IL CENTRO

I controlli degli agenti sugli affitti abusivi e sul degrado hanno riportato l’attenzione sul patrimonio immobiliare del centro: spesso troppo scadente per tentare un rilancio della residenzialità. Non servirebbe una spinta più incisiva del Comune?

“Nello scorso mandato abbiamo dato libertà di ristrutturare, che ha dato qualche risultato…”.

… e una forte polemica, dopo la demolizione della casa natale di Giovanni Battista Morgagni.

“Sfido chiunque a sostenere che avesse un valore storico. Comunque, il problema del mercato immobiliare è legato agli affitti. Sono dinamiche che non possiamo controllare”.

L’ex consigliere comunale di Forza Italia, Lauro Biondi, ha sostenuto sul Carlino che dovreste ristrutturare le case popolari, venderle una volta riqualificate, e con il ricavato acquistare alloggi per le fasce deboli però in periferia. In sostanza: niente case popolari in centro. È d’accordo?

“In teoria sì, nel senso che potrebbe essere conveniente acquistare singoli alloggi piuttosto che costruire un’intera palazzina. E, a quel punto, creare le condizioni per una vera integrazione dei beneficiari nei quartieri. Però c’è un punto, a monte, che dobbiamo considerare: le case Acer in centro sono vecchie e vincolate. Non sono adatte a un intervento che le trasformi in edilizia di qualità”.

Cosa intende per integrazione?

“C’è un punto da chiarire: la presenza di immigrati non è di per sé sinonimo di insicurezza”.

Ultima domanda sul centro: a fine 2025 il consiglio comunale ha delegato agli uffici la decisione sulle auto in piazza. Qual è il verdetto?

“La risposta della città, su questa proposta, non è stata positiva. A questo, vanno aggiunti i vincoli del Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile. Al momento, perciò, è no”.

La Lega ci contava.

“Valuto ancora, invece, la riapertura dei varchi Ztl a una certa ora della sera, come succede in molte città”.

LE SCELTE DELLA POLITICA

A proposito di Lega: dovrebbe formulare, insieme a Futuro Nazionale, una nuova mozione a sostegno del gioielliere Mario Roggero. Ma la questione non cambia: i voti della Civica possono farla passare o affossarla. Lei cosa auspica?

“La Civica è autonoma. Auspico una sintesi il più inclusiva possibile. Poi, come ho già detto, sono molto perplesso in merito al risarcimento chiesto a Roggero. E capisco che le rapine precedenti potessero averlo esasperato. Però la sua condotta, come si vede nei video, non sarebbe legittima difesa nemmeno in America, dove c’è forse la legislazione più permissiva al mondo”.

Lei ha diritto di voto in consiglio: come si esprimerà?

“Visto che spesso le mozioni riguardano situazioni di principio o estranee alla comunità che ho il compito di amministrare, abitualmente non le voto”.

Nel 2024, in occasione delle elezioni europee, lei disse che avrebbe votato per un partito della sua coalizione. Però escluse di dare la preferenza al generale Roberto Vannacci, che correva con la Lega. Aggiungiamo il fatto che uno dei suoi uomini è Francesco Minutillo, dal quale lei prese le distanze già durante la campagna elettorale del 2019: Futuro Nazionale sarà un problema?

“No, perché resta nel perimetro del centrodestra. Abbiamo visto nel voto sulla salvaguardia di bilancio, a fine luglio, come la maggioranza sia compatta. I due consiglieri comunali di Futuro Nazionale, Daniele Mezzacapo e Vinicio Pala, sono persone con cui abbiamo condiviso un percorso: mi fido di loro”.

Ha parlato con Minutillo?

“No”.

Si va verso la metà del suo secondo mandato. Cosa auspica per il 2029?

“Auspico una candidatura che rappresenti più mondi, non solo il centrodestra classico, che apra orizzonti. La città, nella sua politica nazionale, non è di destra e questo l’ha espresso più volte anche in questi anni. No al muro contro muro”.

Vuole essere lei a decidere il candidato?

“No, il sindaco uscente meno parla e meglio è…”.

RIFLETTORI SULLA CULTURA

A mesi dalla sconfitta per la Capitale della Cultura, cosa resta?

“Non rinnego niente. A detta di molti esperti, avevamo il miglior dossier. E abbiamo visto nei dati 2026 sul turismo, in aumento, un effetto della visibilità che questa candidatura ci ha dato. In autunno riparleremo di questa esperienza”.

I contenitori culturali: quanto dovremo aspettare ancora per palazzo Albertini e il Magyc museo della Ginnastica?

“Palazzo Albertini sarà pronto a fine 2026: abbiamo da poco ricevuto l’ok, lungamente atteso, all’installazione di un ascensore. Il Magyc lo sarà nel 2027”.

I TEMI CALDI

Si sente garantito dalla soluzione dell’Asp autonoma per la casa di riposo Zangheri?

“Sì, perché è quella che ho voluto io. Ne ho parlato al presidente della Regione de Pascale una volta che è stato chiaro che non era possibile trasformare la Zangheri in fondazione: mi ha ascoltato, lo ringrazio”.

Rivendica una vittoria che si è già intestata la Cgil. La quale ha subito chiesto alla Zangheri di “fare squadra” con le altre case di riposo. Cosa ne pensa?

“Che sarebbe meglio che, intanto, la Cgil facesse squadra con le altre sigle sindacali, visto che hanno posizioni diverse”.

Lei è andato a Ridracoli dal presidente di Romagna Acque Fabrizio Landi, salvo scoprire che avete idee diverse su una nuova diga.

“Non è Landi che deciderà se si farà una nuova diga, ma la politica”.

Intende i Comuni soci?

“Sì. E mi dicono che il cuneo salino rientra di 5 chilometri ogni anno. Potabilizzare l’acqua di Ridracoli costa 7-8 centesimi al metro cubo: desalinizzarla, 4 euro. Una nuova diga si farà quando io sarò già morto, ma proporrei di partire”.

Qualcuno dice che lei, da giovane consigliere comunale della Dc a Meldola, votò contro Ridracoli. È vero?

“Non ricordo, sono passati troppi anni”.

Altro tema caldo: l’Alta Velocità. Organizzando gli ultimi incontri, la partita della nuova stazione Medio Romagna è chiusa a favore di Forlì?

“No. Noi siamo capofila perché abbiamo attivato un processo, che è fondamentale perché questa infrastruttura sia il futuro della Romagna: ringrazio Rfi che è venuta a Forlì nei mesi scorsi per avviare il percorso. In autunno prevediamo un nuovo incontro di approfondimento con i tecnici e il mondo economico. I motivi che suggeriscono di collocare la stazione a Forlì sono geografici e infrastrutturali: l’aeroporto ce l’abbiamo noi”.

LA CITTÀ CHE CAMBIA

Alcune domande secche: incontrerà Loris Reggiani, l’ex motociclista che guida il comitato che si oppone alle centrali elettriche di Malmissole? Dice che è riuscito a parlare con de Pascale ma non con lei.

“Volentieri. Spero però che non si aspetti che il sindaco scavalchi norme superiori”.

Si aspetta solidarietà.

“Il Comune ha già detto che ritiene l’area sovraccarica”.

A Carpinello è emerso un ampio fronte, a cominciare dal comitato di quartiere, che le chiede di non trasformare l’ex Casa del Fascio in un parcheggio ma di portarci dei servizi.

“Sì, ma quali? Finora nessuno si è fatto avanti. E c’è un problema di costi”.

I lavori al RoncoLido finiranno il 31 agosto?

“Sì, per la parte del Pnrr. Poi servirà un altro milione per le strutture sportive, escluse dal Pnrr. Si è già fatto avanti qualcuno che è interessato a gestire l’area”.

In estate a un certo punto si parlava di una nuova proprietà del Forlì Calcio interessata a un nuovo stadio. Ora il tema non è di stretta attualità, ma se la società ve lo chiedesse cosa farebbe?

“Ne ragioneremmo: il futuro del calcio ci sta a cuore. Per cui, perché no? Di sicuro, dovremmo costruire altrove: giocare la serie B al Morgagni, benché ampliato, sarebbe complesso anche per la gestione dei parcheggi e della viabilità”.


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