«Se hai rapporti sessuali con qualcuno senza il suo consenso, questo si chiama stupro. Lo stupro è un crimine grave nel Regno Unito». Non è una frase tratta da un manuale scolastico, ma una delle indicazioni contenute in una nuova guida del Ministero dell’Interno britannico destinata ai richiedenti asilo.

Il documento, sette pagine dedicate alle regole e alle aspettative per chi vive nel Regno Unito, affronta senza giri di parole comportamenti che la legge britannica considera inaccettabili o criminali: violenza sulle donne, rapporti sessuali senza consenso, molestie, controllo della vita della propria moglie o compagna, violenza sui bambini.

Ed è proprio la necessità avvertita dal governo di mettere nero su bianco principi così elementari ad aver scatenato una nuova polemica sull’immigrazione e sull’integrazione.

Il manuale del governo laburista per i richiedenti asilo

La pubblicazione si intitola “Understanding Behaviours and Expectations in the UK: A Guide for Asylum Seekers”, cioè “Comprendere i comportamenti e le aspettative nel Regno Unito: una guida per i richiedenti asilo”.

«Questo opuscolo ti aiuterà a capire cosa ci si aspetta da te quando vivi nel Regno Unito», si legge nel documento.

Tra le indicazioni più esplicite c’è quella relativa al consenso sessuale. La guida chiarisce che avere un rapporto sessuale con una persona senza il suo consenso costituisce stupro e ricorda inoltre che nel Regno Unito è illegale avere rapporti sessuali con una persona sotto i 16 anni.

«Non ci sono eccezioni a questa regola. Anche se dicono di sì, è comunque illegale», precisa il testo.

Non basta. Ai destinatari viene spiegato che non devono rivolgere commenti sessuali a qualcuno, «anche se pensi che siano un complimento», né fischiare o fare rumori di baci all’indirizzo di una persona.

Sono indicati come comportamenti da evitare anche seguire qualcuno, bloccargli la strada o compiere gesti offensivi.

«Uomini e donne hanno gli stessi diritti»

Una parte consistente dell’opuscolo è dedicata alla condizione femminile. La guida ricorda ai richiedenti asilo che uomini e donne nel Regno Unito godono degli stessi diritti.

Le donne, viene spiegato, possono lavorare e guadagnare autonomamente, studiare, viaggiare liberamente e prendere decisioni sulla propria vita, compresa quella di sposarsi oppure no.

Il documento entra poi nel dettaglio dei rapporti familiari: un marito, un padre o un fratello non può impedire a una donna di lavorare o studiare, decidere come debba vestirsi, stabilire dove possa andare, impedirle di vedere amici e familiari o assumere decisioni al suo posto senza consenso.

Violenza fisica, minacce e comportamenti coercitivi o di controllo vengono descritti come forme di violenza domestica e reati gravi.

La guida avverte inoltre che è un reato realizzare immagini di natura sessuale di una persona senza il suo consenso.

Anche un manuale su come trattare i bambini: no a sesso con gli under 16

Accanto alla guida sui comportamenti degli adulti è stato predisposto un secondo documento, “Keeping Children Safe in the UK”, dedicato alla tutela dei minori.

Anche in questo caso le indicazioni sono estremamente esplicite.

I bambini piccoli, si legge, non devono essere lasciati soli. Non devono essere «picchiati, schiaffeggiati, scossi o feriti» e la violenza non può essere utilizzata come strumento educativo o disciplinare.

Il documento spiega inoltre che non fornire a un bambino cibo sufficiente, vestiti puliti, cure sanitarie o un luogo sicuro in cui vivere costituisce una forma di trascuratezza.

Il materiale sarebbe stato riprodotto anche attraverso manifesti illustrati in stile fumetto, destinati agli hotel utilizzati per ospitare i richiedenti asilo e ad altre strutture di accoglienza.

La polemica politica: «È folle dover spiegare queste cose»

L’iniziativa ha immediatamente alimentato lo scontro politico britannico sull’immigrazione.

Chris Philp, esponente conservatore ed ex ministro ombra dell’Interno, ha attaccato duramente l’impostazione del governo, sostenendo che una parte degli immigrati proviene da società nelle quali gli atteggiamenti nei confronti delle donne sarebbero «completamente incompatibili con la società occidentale».

Secondo Philp, il problema non dovrebbe essere affrontato tentando di «formare» gli immigrati al rispetto delle donne, ma attraverso una politica più severa di espulsioni nei confronti di chi commette reati.

Ancora più duro Zia Yusuf, esponente di Reform UK per gli affari interni.

«Questa è una delle cose più folli che abbia mai visto. Non posso credere a quello che ho appena letto», ha dichiarato.

Yusuf ha collegato la pubblicazione del materiale alla più ampia discussione sulla sicurezza delle donne e sull’immigrazione irregolare, accusando il governo di minimizzare i rischi legati all’arrivo di giovani uomini attraverso la Manica.

Gli sbarchi attraverso la Manica e i numeri dell’immigrazione

La controversia arriva mentre nel Regno Unito resta altissima la tensione politica sugli attraversamenti della Manica a bordo delle cosiddette small boats.

Secondo i dati riportati, lo scorso anno gli arrivi attraverso la Manica sono stati 41.472, in gran parte seguiti da una richiesta di asilo. Di questi, 34.201 erano uomini.

Tra le nazionalità maggiormente rappresentate figuravano eritrei, afghani, iraniani, sudanesi e somali.

La questione continua a esercitare una forte pressione sul governo britannico, sia per il numero degli arrivi sia per i costi e le difficoltà connesse all’accoglienza. Nei giorni scorsi, inoltre, 230 migranti sarebbero arrivati a bordo di un unico gommone, un numero record per una singola imbarcazione.

Agli attraversamenti della Manica si aggiungono gli ingressi clandestini attraverso altri canali e le richieste di protezione presentate da persone entrate inizialmente nel Paese con un visto.

Polemiche sul manuale del ministero dell’Interno

Il Ministero dell’Interno non ha spiegato nel dettaglio quali episodi o valutazioni abbiano determinato la necessità della nuova campagna educativa.

La posizione ufficiale è però netta: chiunque arrivi nel Regno Unito deve rispettarne le leggi. «Ci aspettiamo che chiunque venga nel Regno Unito rispetti le nostre leggi», ha dichiarato un portavoce del dicastero, aggiungendo che chi non lo farà dovrà affrontarne le conseguenze, compresa, nei casi previsti, la rimozione dal Regno Unito.

Resta così l’immagine politicamente più esplosiva dell’intera vicenda: un Paese europeo costretto a distribuire opuscoli per spiegare a chi chiede di essere accolto che non si picchiano le donne, un rapporto sessuale richiede il consenso e uomini e donne hanno gli stessi diritti.


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Laura Ferrari

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