Nella frazione Pradeboni di Peveragno, immersa nel verde della natura, la famiglia Macario custodisce da cinque generazioni una cucina piemontese autentica, oggi interpretata dallo chef Erik con equilibrio tra memoria e qualche interessante apertura alla contemporaneità.
Ci sono luoghi in cui la cucina non può essere separata dal paesaggio che la circonda. La Trattoria della Posta si trova a Pradeboni, frazione montana di Peveragno, in un ambiente dove il verde dei boschi e le montagne della Bisalta fanno da cornice a una cucina profondamente legata alla cultura gastronomica delle vallate cuneesi. Qui la natura è ancora una dispensa importante: funghi, castagne, piccoli frutti, trote del Pesio, formaggi come il Raschera e la Sola di Pradeboni e le carni degli allevamenti locali sono alcuni dei prodotti che caratterizzano il territorio.
La storia della casa è altrettanto significativa. Dal 1850 la famiglia Macario accoglie gli ospiti sotto le punte della Bisalta, una continuità che il sito della struttura identifica in cinque generazioni di ristoratori. Oggi la cucina è affidata a Erik Macario, che raccoglie questa importante eredità familiare senza trasformarla in un esercizio di nostalgia. La sua interpretazione parte dalla tradizione piemontese, ne conserva ricette, sapori e tecniche, ma concede spazio a qualche discreta e interessante innovazione. È proprio questo equilibrio a distinguere la Trattoria della Posta nel mare magnum dei locali che propongono cucina piemontese tradizionale. Qui il territorio non è soltanto un elemento narrativo, ma rimane il vero punto di partenza della cucina.
Il percorso più rappresentativo è il Menu “Posta”, quattro portate che raccontano la storia della trattoria e che vengono scelte tra diverse possibilità. Si può iniziare con l’antipasto misto tradizionale oppure con l’antipasto ortolano. Per il primo si può scegliere tra i ravioli della tradizione, le “Cuiette” di patate, i Crouset artigianali della Valle Stura e i tajarin ai 20 rossi, preparati con ragù misto alla piemontese. Per il secondo spazio al cinghiale al Civèt, al roast-beef di sottofiletto oppure al piatto vegetariano del giorno. La conclusione è affidata alla degustazione dei dolci della casa o al sorbetto. Il Menu “Posta” costa 36 euro, coperto incluso. Una formula che consente di attraversare la cucina della casa con un percorso completo e, soprattutto, con un rapporto qualità-prezzo particolarmente convincente.
Anche la carta racconta una cucina fortemente territoriale.
Tra gli antipasti, con prezzi compresi tra 8 e 15 euro, troviamo il vitello al punto rosa in salsa tonnata, la battuta di cruda “Unica” Martini con tuorlo d’uovo marinato, Castelmagno e mostarda di ciliegie, la terrina di coniglio e pistacchio, la trota in carpione e la giardiniera della casa. L’orto trova spazio nella tartrà di trombette d’Albenga, nella melanzana farcita e nell’antipasto “ortolano”, preparazioni che introducono una nota più vegetale nella proposta.
I primi sono tutti proposti a 13 euro e rappresentano uno dei punti forti della cucina: le “Cuiette” di patate con Raschera d’alpeggio, i Crouset della Valle Stura con porri e funghi, gli agnolotti del plin della tradizione e i tajarin ai 20 rossi. Sono piatti che non hanno bisogno di particolari artifici per raccontare il Piemonte: pasta fresca, condimenti intensi e ingredienti che appartengono alla memoria delle vallate.
Tra i secondi, da 10 a 18 euro, si passa dal roast-beef di sottofiletto al filetto di trota nostrana alle erbe, dal poker di “Unica” Martini al cinghiale al Civèt, fino alle costolette d’agnello della Bisalta. Interessanti anche il medaglione di galletto alle erbette e il piatto vegetariano del giorno. Un capitolo a parte merita la selezione di formaggi locali: il tagliere ridotto, con quattro formaggi, costa 11 euro, mentre quello completo, con sette tipologie, è proposto a 16 euro.
La carta dei dessert, da 6,50 a 8 euro, propone una serie di conclusioni semplici ma golose. Ci sono il latte in piedi con frutti di bosco, gel di mango e crumble al cocco, le tradizionali persì pien, il tiramisù della Trattoria della Posta, il bonet della tradizione, la coppa di frutti di bosco con gelato e la coppa Bicerin. Anche in questo caso il riferimento alla tradizione piemontese rimane evidente, senza impedire alla cucina di giocare con ingredienti e accostamenti più contemporanei.
La cantina è uno dei punti di forza della struttura. Il sito ufficiale parla di oltre 150 vini e birre artigianali, con una selezione che comprende grandi firme e piccoli produttori scelti con attenzione. La carta permette quindi di spaziare tra diverse denominazioni piemontesi e produzioni provenienti da altre zone d’Italia. Particolarmente apprezzabile è la presenza di mezze bottiglie e formati da mezzo litro, che consentono di bere bene anche quando non si desidera consumare una bottiglia intera. I ricarichi ragionevoli rendono questa possibilità ancora più interessante: si può scegliere un vino di qualità anche per un consumo contenuto, senza essere costretti a rinunciare a una buona bottiglia. Un approccio intelligente che invita a considerare il vino come parte integrante del pasto e non come una voce necessariamente onerosa del conto.
D’estate è piacevole mangiare nel dehors esterno.
La Trattoria della Posta è anche un piccolo albergo di montagna. La struttura dispone di sette camere e propone soggiorni pensati per chi vuole concedersi qualche giorno di tranquillità immerso nella natura. La posizione silenziosa di Pradeboni rende la casa particolarmente interessante per chi desidera alternare la tavola alle passeggiate e alle escursioni nel territorio della Bisalta, della Valle Pesio e delle montagne circostanti. La struttura offre inoltre la possibilità di vivere il territorio attraverso attività all’aria aperta e, dal 2019, mette a disposizione anche il noleggio di biciclette elettriche per esplorare le zone vicine.
Un indirizzo da scegliere quando si cerca una cucina piemontese autentica, lontano dal caos, dove il paesaggio, la tavola e l’ospitalità continuano a raccontare una stessa storia.
La Trattoria della Posta si trova in frazione Pradeboni, 5 a Peveragno (CN)
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Claudio Porchia
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